Mezza Italia di Mancini gioca all'estero: da Doumbia a Ruggeri, mai così tanti. E ne arriveranno altri...
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Mezza Italia di Mancini gioca all'estero: da Doumbia a Ruggeri, mai così tanti. E ne arriveranno altri...

Mercoledì 23 settembre 2026
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Con l’arrivo di Ruggeri un contingente mai visto: dieci azzurri tra Premier, Bundesliga e altri campionati

Con l’arrivo di Ruggeri un contingente mai visto: dieci azzurri tra Premier, Bundesliga e altri campionati

Dal nostro inviato  Andrea Ramazzotti 23 settembre - 09:29 - FIRENZE English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ci siamo aperti al mondo... del calcio. Con il Mancini-bis abbiamo ufficialmente iniziato a guardare (e a pescare) con insistenza e convinzione oltre i confini della Serie A. Anche spingendo (e convincendo) talenti con il doppio passaporto a indossare la maglia azzurra. Non è certo un caso che tra gli attuali 34 convocati dal ct ben 10 non giochino nel campionato italiano. La doppia cifra l’abbiamo raggiunta complice l’infortunio che ha costretto Dimarco a tornare a casa e ha spalancato il cancello di Coverciano a Ruggeri, in estate passato dall’Atletico Madrid all’Aston Villa. Anche 9 azzurri sparsi a giro per l’Europa sarebbero stati comunque molti. Si tratta di un segnale che va letto in due modi: il nostro calcio si sta evolvendo e di talenti che possono giocare in campionati importanti (come per esempio la Premier) ne abbiamo; bisogna sfruttare quelli che una volta venivano chiamati "oriundi" ovvero i calciatori che hanno il nostro passaporto perché sono nati in Italia o hanno genitori (uno o entrambi) italiani. Dopo tre mancate qualificazioni ai Mondiali non è più il tempo di fare gli schizzinosi. Mancini lo sa da tempo. Ricordate chi ha chiamato per la prima volta Mateo Retegui in azzurro? Esatto, è stato proprio il Mancio. E non è detto che dopo la non convocazione per questa finestra di settembre-ottobre, a novembre la punta dell’Al-Qadisiya non torni a Coverciano. Certamente (o quasi) ci sarà Palestra, che sarebbe stato convocato già adesso se non si fosse infortunato con il Chelsea. E ci sono pure altri italiani all’estero nel mirino.

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Italia da Premier

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In attesa di capire le scelte autunnali, godiamoci una squadra che ha una forte impronta da... Premier League. Il nostro capitano, Gigio Donnarumma, ha lasciato la Serie A nel 2021 per firmare, a parametro zero, con il Psg e da oltre una stagione è al Manchester City. D’accordo, lui è un fenomeno, ma cambiando nazione ha vinto tutto, compresa una Champions con il Psg, e ha fatto grandi esperienze. E poi ci sono gli altri: Calafiori ha festeggiato l’ultima Premier con l’Arsenal giocando spesso da terzino sinistro, Kayode è titolare nel Brentford, Ahanor è stato preso qualche settimana fa dal Chelsea, ma gioca nel Crystal Palace nonostante i 18 anni di età, Tonali è stato il primo italiano pagato più di 100 milioni (116 per la precisione) quando a luglio è passato dal Newcastle al Tottenham, mentre Ruggeri dopo l’avventura all’Atletico Madrid, è partito dal 1’ nelle ultime due gare prima dalla sosta con l’Aston Villa. Nel gruppo attuale, dunque, ci sono 6 elementi che sono titolari (o quasi) in Premier ovvero nel campionato più forte e competitivo al mondo. Oltre Manica però abbiamo anche Palestra, che una maglia da titolare nel Chelsea la aveva nella tournée estiva (e se la riprenderà presto...), Leoni, che a Liverpool è stato fermato dagli infortuni (e dalla sfortuna), Udogie, dal 2023 al Tottenham, e Chiesa, dal 2024 al Liverpool.

Talenti azzurri

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Detto dei sei che crescono in Premier, tra i 34 dell’attuale gruppo azzurro ce ne sono quattro in cerca di fortuna nel resto d’Europa. Coppola è al Paris Fc, insieme all’Under 21 Koleosho: sotto la Torre Eiffel il difensore ex Verona a febbraio si è preso una maglia da titolare e non l’ha più mollata. Non male per un ventiduenne. La stessa età l’ha Doumbia che avrebbe potuto indossare la maglia del Milan se lo Sporting non fosse stato così rapido a offrire al Venezia 23 milioni più 3 di bonus e a portarlo in Portogallo dove è titolare inamovibile e ha pure debuttato in Champions. Zoma spopola al Norimberga, nella Serie B tedesca: con Klose come allenatore ha segnato tanto la scorsa stagione e ha ripreso con un ritmo ancora migliore in questa. E Inacio? Al Borussia Dortmund ha avuto un contrattempo, ovvero un cartellino rosso e una squalifica di due giornate in Bundesliga, per questo ha giocato meno degli altri, ma sul suo valore non ci sono dubbi. Mancini lo ha voluto subito con sé.

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I prossimi in arrivo

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Oltre ai papabili in arrivo dalla Premier, nel mirino per il futuro ci sono Chiarodia, rallentato al Borussia Mönchengladbach da un infortunio, la coppia del Borussia Dortmund Reggiani e Mane, Koleosho e... qualche altra sorpresa che, state certi, Mancini pescherà fuori dai confini nazionali. La caccia ai talenti azzurri va avanti.

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