Zverev, il fratello fa polemica: "Vero, vince senza Sinner e Alcaraz, ma loro perché erano infortunati?"
Per Mischa, fratello maggiore e membro del team di Alexander, non c’è nulla da ridimensionare: “Dietro un ko c’è sempre un motivo, magari non si è abbastanza forti, si esagera o non ci si riposa quando è necessario”
Per Mischa, fratello maggiore e membro del team di Alexander, non c’è nulla da ridimensionare: “Dietro un ko c’è sempre un motivo, magari non si è abbastanza forti, si esagera o non ci si riposa quando è necessario”
Luigi Ansaloni Collaboratore 23 settembre - 16:09 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDue Slam vinti nel 2026, ma qualcuno continua a mettere un asterisco sulle vittorie di Alexander Zverev. Il tedesco ha conquistato Roland Garros e Us Open senza affrontare Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, i due rivali contro cui ha perso più spesso negli ultimi anni. Per Mischa Zverev, fratello maggiore e membro del suo team, però, non c’è nulla da ridimensionare. “Perché non erano lì? Perché erano infortunati. E perché lo erano?”, ha detto a Sport1.
l'affondo di misha
—E poi l’affondo: “Dietro un infortunio c’è sempre un motivo: magari non si è abbastanza forti, si esagera o non ci si riposa quando è necessario”. Il concetto è chiaro: la continuità fisica di Sascha è un merito, non una casualità. “Ha qualche anno in più di Sinner e Alcaraz, ma un motore più giovane non necessariamente funziona meglio. Anche lui ha avuto un grave infortunio nel 2022 e si diceva che non sarebbe mai più tornato ai livelli di prima. Invece lo ha fatto”.
questione rimbalzi
—Mischa difende il fratello anche dalle critiche sui tempi dilatati prima del servizio, quando Zverev fa rimbalzare più volte la pallina. “Ci sarà sempre qualcosa da scrivere o da dire. Prima c’era Hewitt con il suo ‘Come on’, poi Nadal con i suoi rituali, poi Sharapova con i suoi grugniti. È sempre stato così e continuerà a esserlo”. La metafora è ancora più pungente: “È come quando vinci uno Slam e qualcuno si lamenta del colore dei tuoi calzini”.
obiettivo numero 1
—Ora l’obiettivo è il numero 1: “Ci stiamo lavorando e vedremo cosa succederà”. Quanto agli Slam, Parigi è stata più intensa emotivamente, New York più godibile. E poi l’Arthur Ashe: “Le oltre 20.000 persone fanno più rumore del Philippe-Chatrier”. Infine la Davis, giocata ad Halle pochi giorni dopo il trionfo di New York. Mischa gli aveva detto di ascoltare il corpo. Sascha ha ascoltato anche la testa: due vittorie, due punti pesanti e Germania qualificata alle Finals di Bologna.
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