Frattesi: "Zenica è ancora una ferita aperta. Italia competitiva con tutti. Inter? Facile parlare ora"
La Gazzetta dello Sport

Frattesi: "Zenica è ancora una ferita aperta. Italia competitiva con tutti. Inter? Facile parlare ora"

Mercoledì 23 settembre 2026
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Il centrocampista biancoceleste è intervenuto in conferenza stampa a Coverciano dopo l'ottimo inizio di stagione con la Lazio: "Mancini? Contento del ritorno, il suo addio non è stata una cosa nostra"

Il centrocampista biancoceleste è intervenuto in conferenza stampa a Coverciano dopo l'ottimo inizio di stagione con la Lazio: "Mancini? Contento del ritorno, il suo addio non è stata una cosa nostra"

dal nostro inviato  Andrea Ramazzotti 23 settembre - 16:00 - FIRENZE Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Rinato alla Lazio. Davide Frattesi adesso sorride grazie alle sue prestazioni in biancoceleste e vuole portare la sua positività nell'Italia in vista del match di venerdì a Roma. "L'entusiasmo che ho adesso - ha ammesso - penso sia partito dallo scorso anno, nel quale non ho trovato la continuità che sognavo di avere. Anche perché non stavo bene... Dopo una stagione difficile, riparti a cannone, come se avessi tenuto le energie per quel momento. Spero di continuare così e di portare questa positività anche in Nazionale".

inter, addio

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La sua esperienza all'Inter si è conclusa dopo tre anni: "All'Inter ci sono stati dei momenti che non sono replicabili a livello di emozioni e, come ho scritto su Instagram al momento di andarmene, ci sono state tante emozioni ovvero alti... altissimi e bassi... molto bassi. Il primo anno è stato bello, gli altri due meno. In un posto stai benissimo se giochi e ora mi sono tornato a divertire perché gioco, cosa che non succedeva lo scorso anno. Sono contento che sia tornato il divertimento che avevo da bambino e che c'era stato anche al Sassuolo. Sono stato un anno di troppo in nerazzurro? Io venivo da una stagione in cui con Inzaghi c'erano state grandi emozioni come il gol nei quarti e in semifinale di Champions. Con Chivu ci eravamo detti cose che mi hanno convinto a non puntare i piedi perché all'Inter stavo bene. Con il senno di poi, è troppo facile parlare". Eccoci alla corsa scudetto, con la Lazio prima a quota 13 punti come l'Inter e la Roma. "Lo scudetto è un discorso tra i ragazzi dell'Inter e quelli della Roma. Non mi aspettavo questo inizio di campionato anche perché non c'era il massimo dell'entusiasmo dopo il ko contro il Mantova in Coppa Italia. Sembrava che mancassero i presupposti migliori per disputare una buona stagione. Invece si è creato un bel gruppo e questo fa la differenza perché ti aiuta a smaltire prima le delusioni. E' un aspetto fondamentale".

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gattuso chiave

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A convincerlo a sposare il progetto biancocelesti, è stato Gattuso che ha avuto anche come ct in Nazionale: "Gattuso mi ha chiamato questa estate e non ci ho pensato due volte a dire di sì perché lo stimo come allenatore e uomo. Sono fatto come lui e mi piacciono le sfide come a lui. Mi sono trovato subito in sintonia con Rino. Quanti gol voglio segnare? Non lo dico perché porta male (sorride, ndr). Tanti per ripagarlo del mancato gol a Zenica che ci avrebbe qualificato per il Mondiale? Di quella notte con Gattuso non abbiamo più parlato perché è una ferita aperta, che è lì e ancora sanguina per entrambi. Ci vorrà tempo per guarirla. Alla Lazio sono venuto perché volevo tornare lì e perché mi ha voluto Rino che in estate mi ha stimolato con parole 'sue' a venire alla Lazio".

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nazionale

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Capitolo azzurro con riflessioni non banali: "Nel gruppo ci sono ragazzi giovani con qualità. Dobbiamo entrare in sintonia con loro perché ci possono dare una grande mano. Romano per me assomiglia a Matic per certe movenze e per quel mancino. A me piace tantissimo Inacio che ha qualità e intensità". Eccoci alle domande su Mancini: "E' quello che abbiamo lasciato e sono accordo con il suo discorso, ovvero che dobbiamo pensare alla prima partita e non a quelle delle prossime settimane. Bisogna dare fiducia ai ragazzi nuovi e a questo gruppo. Come tutto il gruppo, sono contento che il ct sia tornato. Il suo addio non è stata una cosa nostra e non bisognerebbe fargliene una colpa: bisogna vedere come si sarebbero le persone che parlano di fronte a una proposta economica di quel tipo. L'Italia ha una rosa competitiva anche per sfidare le altri grandi nonostante la Francia potrebbe vincere il Mondiale anche con la terza formazione". Finale sul Belgio: "Ha cambiato allenatore e non sappiamo cosa aspettarci da Van Bommel. Sarà dura e dovremo interpretare bene l'incontro".

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