Malagò: "Alla Nazionale ho messo una pressione spensierata. E il caso elezione non inciderà"
Il presidente federale ha parlato alla squadra a due giorni dal debutto contro il Belgio in Nations League: "Lo avevo fatto anche nel 2021 prima dell'Europeo ed era andata bene..."
Il presidente federale ha parlato alla squadra a due giorni dal debutto contro il Belgio in Nations League: "Lo avevo fatto anche nel 2021 prima dell'Europeo ed era andata bene..."
dal nostro inviato Roberto Maida 23 settembre - 17:25 - FIRENZE English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google“Alla Nazionale ho messo una pressione spensierata”. Attraverso quest’ossimoro, Giovanni Malagò ha svelato i contenuti del discorso pronunciato davanti alla squadra a due giorni dal debutto del nuovo corso contro il Belgio. Il presidente federale ha passato qualche ora all’interno del centro sportivo di Coverciano, anche per presentare la quinta edizione della Unity Euro Cup, la competizione Uefa a 22 squadre patrocinata dall’Onu dedicata ai rifugiati che si svolgerà il mese prossimo a Firenze. È stata l’occasione, alla presenza del direttore tecnico Claudio Ranieri, di confrontarsi con il ct Roberto Mancini e con i giocatori. Malagò spera che le sue parole possano essere di buon auspicio, non tanto per la Nations League quanto per l’orizzonte temporale di 6 anni fissato dalla Figc per il rilancio. “Io sono uno scaramantico al contrario – racconta – perciò voglio raccontare quanto successe a Roma, nel centro dell’Acqua Acetosa, prima dell’Europeo 2021. Il presidente Gravina chiese a me di fare il discorso alla squadra, sorprendendomi. Io parlai alla pancia, dicendo cose che forse i giocatori non si sarebbero aspettati. E la Nazionale poi vinse… In questo caso invece ho chiesto fiducia e responsabilità, perché siamo tutti sulla stessa barca. Ho messo una pressione allegra, spensierata: non sempre nello sport si ottengono i risultati desiderati ma bisogna creare le premesse per raggiungerli”.
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—Condivide in questo senso la logica di Mancini, che ha convocato tanti giovani per le prime quattro partite: “Sarebbe folle il contrario. È evidente che dobbiamo onorare gli impegni nell’immediato ma anche ragionare sui 2 anni, quando auspicabilmente giocheremo un Europeo, sui 4, quando auspicabilmente andremo al Mondiale, e anche sui 6: lì saremo presenti sicuramente, se mi passate la battuta, visto che siamo organizzatori dell’Europeo 2032. Bisogna guardare al presente ma anche al futuro”. Con quali obiettivi? “Non so rispondere adesso. Ricordo con passione i Mondiali del 1970 visti in una piccola tv in bianco e nero, quando raggiungemmo la finale dopo la più bella partita della storia e poi perdemmo contro il Brasile di Pelé. Al rientro la Nazionale venne accolta da un lancio di pomodori. Po-mo-do-ri. Questo esempio serve a spiegare che noi italiani ogni tanto ragioniamo in modo strano. A volte invece non arrivi così in alto però riesci a far felice la gente perché hai dato una grande immagine della squadra, rendendo orgogliosi i tifosi, ed esci tra gli applausi. Spesso dipende dalle aspettative. È un tema sul quale ragioneremo più avanti”.
le polemiche
—Intanto resta d’attualità il caso sulla sua eleggibilità a presidente. La Lega di Serie A continua a manifestargli appoggio: “Mi fa piacere leggerlo ma già lo sapevo, perché il nostro rapporto è diretto e costante (durante l’intervista Malagò saluta proprio l’a.d. De Siervo che passa tra i corridoi di Coverciano, n.d.i.). Mi dispiace per la situazione che si è creata, ma anche per le persone che l’hanno creata. Sono due cose che tristemente viaggiano in parallelo, non so dire se prevalga la A o la B. Comunque non credo che certe vicende, neppure la questione legata alla capo delegazione Diana Bianchedi, possano influenzare l’avvicinamento alla prima partita della Nazionale”. Gli italiani se lo augurano.
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