Step sì o no? Chi può farlo e come secondo l'esperto
La Gazzetta dello Sport

Step sì o no? Chi può farlo e come secondo l'esperto

Mercoledì 23 settembre 2026
1 visualizzazione

Il fisioterapista Michele Esteri spiega quali sono le controindicazioni e i possibili rischi della pedana

Il fisioterapista Michele Esteri spiega quali sono le controindicazioni e i possibili rischi della pedana

Daniela Cursi Masella 23 settembre - 18:05 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Salire e scendere dallo step è un allenamento cardiovascolare completo che rafforza gambe e glutei, brucia calorie e stimola la propriocezione. Tuttavia, non tutti si possono permettere questa tipologia di workout. Scopriamo perché con il fisioterapista Michele Esteri. “Il problema può essere l'intensità, la tecnica o una condizione fisica non adatta”, spiega l’esperto.

Chi dovrebbe chiedere prima un parere? 
“È prudente non iniziare autonomamente. Prima di tutto è essenziale un accertamento in merito alla salute cardiovascolare, perché lo step è un esercizio ad alto impatto e porta molto sù la frequenza cardiaca. In caso di sovrappeso, inoltre, è importante affidarsi prima a un dietologo, o nutrizionista, per raggiungere il peso ideale e, nel frattempo, praticare attività con minore impatto articolare e cardiovascolare. È essenziale, infine, farsi valutare da uno specialista, in caso di: dolore, instabilità o patologie articolari, soprattutto a ginocchio, anca o caviglia; traumi recenti, distorsioni, fratture o interventi chirurgici; problemi di equilibrio importanti o vertigini non controllate”.

E chi ha problemi di osteoporosi? 
“Osteoporosi non significa automaticamente "niente step". Anzi, l’esercizio con carico può essere utile per l’osso. Il programma, però, deve essere adattato al rischio individuale di frattura”. 

Si può affermare che la qualità del movimento conti più dell'altezza della pedana? 
“Assolutamente sì. E, in generale, è meglio non strafare. Non serve usare uno step altissimo per ottenere benefici. Chi comincia, o chi convive con traumi fisici pregressi, può prediligere un'altezza bassa, concentrandosi sull’appoggio del piede, sull’allineamento del ginocchio e sulla stabilità del bacino. La salita deve essere sempre controllata e la discesa sempre morbida. Vietati i rimbalzi”.

Leggi anche Respirare meglio con il massaggio del diaframma: l'esperto spiega come si faLegamento costoxifoideo: sintomi e cura per il dolore sotto lo sterno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo