Da vice-Calha a una media di 2 minuti e mezzo a partita: Inter, che fine ha fatto Stankovic?
In estate il figlio d'arte ha detto no a qualsiasi offerta per giocarsi le proprie carte in nerazzurro, ma fin qui lo spazio è stato parecchio ridotto. Eppure, la gestione rientra precisamente nel piano di crescita
In estate il figlio d'arte ha detto no a qualsiasi offerta per giocarsi le proprie carte in nerazzurro, ma fin qui lo spazio è stato parecchio ridotto. Eppure, la gestione rientra precisamente nel piano di crescita
Gregorio Spigno Giornalista 23 settembre - 18:05 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL'entusiasmo del ritorno di un figlio dell'Inter oscurato da una leggera nube di dubbi. E un paio di domande ricorrenti che più di qualche tifoso nerazzurro si sarà posto nelle ultime settimane: ma Aleksandar Stankovic che fine ha fatto? Perché non gioca (quasi) mai? La risposta è molto semplice: qualsiasi scelta relativa al minutaggio del serbo fa parte di un preciso progetto studiato per il suo percorso di crescita definitiva. Anzi, dalle parti di Appiano Gentile non filtra alcun allarmismo. È vero che Stankovic ha messo insieme pochissimi minuti in queste prime 6 partite stagionali - 5 di campionato e una di Champions League -, ma la concorrenza a centrocampo è folta, agguerrita, e un periodo di adattamento alla Serie A dopo un paio di stagioni vissute lontano dall'Italia (dove aveva giocato solo nelle giovanili) tra Belgio e Svizzera viene considerato fisiologico. Certo, la mestizia di un quarto d'ora appena spalmato su 6 gare - per una media di 2 minuti e mezzo giocati a partita - rappresenta una statistica anche inferiore rispetto alle aspettative, ma tutto rientra nei piani. Anche perché Cristian Chivu, specialmente in estate, ha testato Stankovic jr da regista. Un ruolo parecchio delicato, per cui i tempi di inserimento aumentano ulteriormente.
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—Orfano di Calhanoglu contro Udinese e Roma, in mezzo al campo il tecnico nerazzurro si è affidato a Zielinski. Un profilo profondamente diverso rispetto a Stankovic, legittimamente considerato più esperto, più affidabile, in una parola sola più adatto. Anche perché il rischio di "scottare" (non diciamo "bruciare") Aleks sarebbe elevato. L'ex Bruges ha esordito con la prima squadra nerazzurra nella prima stagionale contro il Monza per i 7' finali. Un debutto che aspettava da una vita. Poi un tris di panchine consecutive - Cagliari, Napoli, Real Madrid - e altri 8' nella sfida all'Udinese a remuntada ormai completata. Però di ritorno dalla sosta l'Inter sarà chiamata ad affrontare il primo tour de force della stagione, con un poker di partite in 11 giorni tra campionato e Champions. È vero che Stankovic è stato il meno impiegato dell'intera rosa tra i giocatori di movimento, ma i tanti impegni ravvicinati all'orizzonte si trasformeranno in occasioni importanti per aumentare il minutaggio di Aleks. Che, intanto, non ha cambiato idee e progetti: c'è solo l'Inter.
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