Obesità, il farmaco sperimentale che fa perdere grasso senza ridurre i muscoli
Perdere grasso senza perdere muscoli: la promessa di un nuovo trattamento studiato contro l'obesità
Perdere grasso senza perdere muscoli: la promessa di un nuovo trattamento studiato contro l'obesità
Eu.Spa. 23 settembre - 18:03 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleC'è un limite dei farmaci GLP-1 che negli ultimi anni hanno cambiato il trattamento dell'obesità: facendo mangiare meno, la perdita di peso può riguardare anche la massa muscolare. Ora, all'Università della California si sta studiando una strada diversa: invece di ridurre l'energia introdotta con il cibo, prova ad aumentare quella consumata dall'organismo. Il protagonista si chiama TOFA, acido 5-tetradecilossi-2-furoico, ed è una molecola sperimentale che nei topi obesi ha favorito la perdita di grasso senza una riduzione significativa della massa magra.
le due leve del peso
—Il principio da cui sono partiti i ricercatori è abbastanza semplice. "Il peso corporeo risponde a due leve: assumere meno calorie o spendere più energia. I GLP-1 agiscono quasi interamente sulla prima", spiega Anders Näär, docente di Biologia metabolica e nutrizione a Berkeley e autore senior dello studio. Il TOFA cerca invece di intervenire sulla seconda. La molecola appartiene alla famiglia degli inibitori dell'ACC, composti capaci di bloccare enzimi coinvolti nella produzione di lipidi. Non è una classe del tutto nuova: il TOFA è noto dagli anni Settanta e altri inibitori dell'ACC sono arrivati fino a sperimentazioni cliniche intermedie, senza però essere approvati per le malattie metaboliche. Uno dei problemi è infatti che alcuni di questi inibitori possono far salire i trigliceridi, con possibili conseguenze cardiovascolari. Ma nei topi trattati con TOFA, invece, i trigliceridi non sono aumentati. Da qui la sua riscoperta.
dispendio energetico
—La ragione potrebbe essere in un doppio meccanismo d'azione osservato nello studio. Oltre a bloccare la produzione di lipidi, il TOFA attiva recettori cellulari che accendono geni coinvolti nell'utilizzo dei grassi come fonte di energia. Negli esperimenti le cellule hanno così aumentato fino al 18 per cento il dispendio energetico, senza modifiche dell'attività fisica né incremento della temperatura corporea."TOFA non si limita a bloccare la sintesi dei lipidi: attiva anche vie del dispendio energetico che possono aiutare a gestire meglio grassi e glucosio", osserva Justin Y. Lee, primo autore dello studio. Nei topi obesi il trattamento ha migliorato la sensibilità all'insulina e il controllo della glicemia, ridotto i trigliceridi e migliorato alcuni indicatori della malattia del fegato grasso. Soprattutto, si è osservata una perdita di peso a carico del grasso senza una perdita significativa di muscolo.
trattamento complementare
—I ricercatori hanno poi provato ad associare il TOFA ai farmaci GLP-1, tra cui semaglutide e tirzepatide. E nelle cavie, la combinazione ha prodotto miglioramenti maggiori rispetto ai singoli trattamenti per peso corporeo e controllo della glicemia, oltre che per insulina e trigliceridi. Per Näär, quindi, il TOFA non va pensato necessariamente come sostituto: negli esperimenti ha mostrato un'azione additiva o sinergica con i GLP-1 e potrebbe diventare, se i risultati saranno confermati, un trattamento complementare.
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