Parte l'Urc e Treviso vuole stupire. Alessandro Benetton: "Non abbiate paura di pensare in grande"
Nella prima giornata i biancoverdi ospitano i Dragons, per le Zebre ci sono i Bulls. Il presidente alla Ghirada parla al gruppo: "Squadra giovane, abbiamo pazienza, ma vogliamo vedere la giusta convinzione"
Nella prima giornata i biancoverdi ospitano i Dragons, per le Zebre ci sono i Bulls. Il presidente alla Ghirada parla al gruppo: "Squadra giovane, abbiamo pazienza, ma vogliamo vedere la giusta convinzione"
Roberto Parretta 23 settembre - 19:30 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GooglePartire per vincere. È questa la motivazione con la quale Alessandro Benetton spinge la squadra a pochi giorni dal via della nuova stagione dello United Rugby Championship, il torneo che raccoglie franchigie italiane, irlandesi, scozzesi, gallesi e sudafricane. Si comincia appunto venerdì alle 20.25 con il Benetton che ospita a Treviso i Dragons gallesi, mentre le Zebre a Parma riceveranno il giorno seguente (ore 18.30) la visita dei finalisti della scorsa stagione, i Bulls, sudafricani di Pretoria (entrambe con diretta su Sky Sport, che ha appena rinnovato i diritti per i prossimi tre anni).
rinnovamento
—E il Benetton conta di giocarsi un ruolo da protagonista, che è poi quello che ha chiesto Alessandro Benetton, presidente di Edizione, la holding finanziaria della famiglia, parlando alla squadra: “Noi non dobbiamo aver paura di dire che vogliamo vincere, magari non ci riusciremo, però dobbiamo partire convinti di poterlo fare. Siete una squadra giovane, all’inizio di un nuovo ciclo e quindi avete il vantaggio di poter disporre di maggiore pazienza. Ma non si deve comunque avere paura di pensare in grande". Come detto dallo stesso Benetton, ai nastri di partenza ci sarà una squadra pesantemente rinnovata dalle sue fondamenta, a partire dal giovane presidente Antonio Pavanello e dal nuovo capo allenatore, il neozelandese Wayne Pivac, ex ct del Galles, con il quale ha vinto il Sei Nazioni del 2021. A fronte della conferma della storica colonna vertebrale della squadra (da Niccolò Cannone a Michele Lamaro, da Manuel Zuliani a Federico Ruzza), si sono stati addii pesanti (Tommaso Menoncello, Nacho Brex, Malakai Fekitoa, Thomas Gallo, Elis Snyman). “Una delle cose che ho imparato nella mia vita - ha detto Alessandro Benetton - è che una squadra non è la somma delle sue individualità, ma è l'energia che quelle individualità riescono a creare insieme: si vince quando ognuno mette il proprio talento a disposizione degli altri”. E per il presidente l’inizio del nuovo ciclo deve rappresentare il punto di partenza per nuove ambizioni: “Cambiamenti voluti per costruire un progetto virtuoso, sostenibile e vincente, con una squadra in cui ognuno faccia diventare più forte chi ha vicino. Ogni nuovo ciclo ha bisogno di una cosa: l'ambizione. Non basta dire ‘proviamo’, ma dobbiamo vedere fin dove possiamo arrivare. Questo è il messaggio che vorrei lasciarvi. Non abbiate paura della discontinuità. Non abbiate paura di cambiare. Non abbiate paura di chiedere di più a voi stessi e agli altri. E soprattutto non abbiate paura di avere ambizione. Perché una squadra diventa grande quando smette di chiedersi quanto è forte oggi e comincia a chiedersi quanto può diventare forte domani”. Fondamentale nel discorso di Benetton anche il legame con la tradizione di una squadra che rappresenta una famiglia, una città: “Come giocatori, come gruppo avete delle responsabilità anche nei confronti di una comunità, un tema in cui Edizione crede molto. Siete una squadra che porta con sé una grande tradizione, oltre che un grande orgoglio. La maglia che indossate non appartiene soltanto a voi, ma anche alla città di Treviso, che da generazioni riconosce nel rugby una parte del proprio modo di essere. Sono convinto che farete molto bene, e che questa sarà una fase che potrà sprigionare una fonte di energia unica. Nel mondo dello sport, nel mondo del lavoro, nella vita, essere outsider non è per forza una condanna: il fatto che nessuno si aspetti qualcosa da te può diventare un vantaggio implicito, il momento giusto per accelerare. E per farlo, serve non fermarsi mai".
zebre e formula
—Formula straconfermata: le 16 squadre sono suddivise in 4 raggruppamenti (uno sudafricano, uno gallese, uno irlandese e uno italo-scozzese) e giocheranno 18 partite di regular season, di cui 6 andata e ritorno contro le tre avversarie afferenti lo stesso “shield”, per poi produrre una classifica globale che promuoverà le prime 8 ai playoff. Rinnovamento c’è stato anche alle Zebre, dove nello staff tecnico guidato da Massimo Brunello fa il suo ingresso Giampiero De Carli, storico coach della mischia della Nazionale tra il 2014 e il 2021. Gradi di capitano affidati al mediano di mischia azzurro Alessandro Fusco. La novità in rosa più interessante riguarda il ritorno in Italia di Tommaso Allan (89 caps), reduce dalle ultime stagioni al Perpignan. Proprio a ridosso del via del campionato però le Zebre hanno dovuto incassare la partenza del pilone Matteo Nocera, chiamato dal Lione come joker medical per i prossimi 6 mesi. Come sempre però le Zebre offrono un buon panorama di giovani già nel giro azzurro, come il pilone Muhamed Hasa, il tallonatore Tommaso Di Bartolomeo, la terze linee David Odiase e Alessandro Ortombina, l’apertura Giacomo Da Re, l’estremo Lorenzo Pani, l’ala Simone Gesi. Con un pensierino al mediano di mischia Thomas Dominguez, figlio del mitico Diego, che un anno fa fece capolino come invitato al raduno romano per il Sei Nazioni. I due derby italiani si giocheranno alla 7ª e 8ª giornata: a Parma sabato 19 dicembre e a Treviso domenica 27.
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