Baldini è amico di Alvini ma anche di Fabregas: questione di coraggio
Agli occhi di un selezionatore ovvio che spicchi la squadra che concede più minuti agli italiani. Ma l'apporto del tecnico del Como al nostro calcio è altrettanto importante, a livello culturale
Agli occhi di un selezionatore ovvio che spicchi la squadra che concede più minuti agli italiani. Ma l'apporto del tecnico del Como al nostro calcio è altrettanto importante, a livello culturale
Luigi Garlando Giornalista 24 settembre - 07:38 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’ottimo Silvio Baldini è cresciuto accanto alle Apuane, spesso le sue parole restano scolpite nel marmo, tipo i “lestofanti”. L’altro giorno, altra scalpellata: "In Frosinone-Como ho tifato Alvini, perché il Frosinone rappresenta molto di più il calcio italiano". Apriti cielo, scuotiti lago... In realtà ha detto una cosa pacifica. Domenica il Frosinone schierava 7 titolari italici, il Como nessuno. Nelle prime 5 giornate, Alvini ha concesso 3.500 minuti agli italiani, Fabregas 250. È naturale che, agli occhi di un selezionatore, una squadra che abbonda di convocabili appaia virtuosa.
VIDEO: Fabregas cita Mourinho: "Io sono un allenatore da zero tituli"Ma non vuole dire che Cesc sia un nemico. È il contrario. Solo che il suo apporto non si quantifica: è culturale. Da tre anni ci insegna che si vince col gioco e col coraggio, anche senza 11 Paz, e che il pallone diverte più del circo. Ci spinge verso il calcio di Spagna e Psg che governano l’Europa; induce un’emulazione virtuosa, come Sacchi a suo tempo e Gasp da 10 anni. Lo stesso Alvini sa difendere, come ha dimostrato col Como, ma è là in alto grazie al coraggio e alle idee. Se Fabregas schierasse 11 italiani su 11 e li educasse a blocco basso e ripartenza, aiuterebbe il calcio italiano meno di quanto faccia ora non schierandone nessuno. Johan Cruijff iniettò i principi aggressivi di calcio olandese nella tradizione del palleggio iberico e creò l’humus da cui sono germogliati Guardiola e tanti trionfi. Fabregas sa coprirsi come un italiano (miglior difesa nel campionato scorso), ma, come Cruijff, aiuta la nostra tradizione a evolversi con nuove conoscenze. È un amico. Chiamiamolo Francesco.
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