Kimi il cannibale: "Il Mondiale va chiuso subito. I miei avversari mi fanno le macumbe ma...."
La Gazzetta dello Sport

Kimi il cannibale: "Il Mondiale va chiuso subito. I miei avversari mi fanno le macumbe ma...."

Giovedì 24 settembre 2026
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L'asso italiano della Mercedes cita il mitico Yogi Berra: "Ora comincio davvero a pensare al titolo, ma non è finita finché non è finita. A Baku vento anche a 50 all'ora, tocca stare attenti. La Sprint a Monaco? Non mi convince"

L'asso italiano della Mercedes cita il mitico Yogi Berra: "Ora comincio davvero a pensare al titolo, ma non è finita finché non è finita. A Baku vento anche a 50 all'ora, tocca stare attenti. La Sprint a Monaco? Non mi convince"

Dalla nostra inviata  Giulia Toninelli 24 settembre - 07:23 - BAKU (AZE) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il tempo, nella vita di Kimi Antonelli, ha preso un ritmo tutto suo. Quello di un ventenne che sta dominando la stagione di Formula 1 con 81 punti di vantaggio sul suo compagno di squadra e otto successi stagionali a nove gare dalla fine del campionato. Lo stesso tempo che per le prossime sette settimane lo vedrà protagonista di ben sei Gran Premi, in una giostra ad alta velocità che riparte da Baku dopo soli sette giorni di stop, arrivati al momento giusto per gustare il sapore dolce delle due vittorie consecutive conquistate dall’italiano a Monza e Madrid. 

Ha finalmente passato qualche giorno a casa. Si è riposato? 

"Sì, ho ripreso energia a modo mio. Ho fatto un paio di eventi di marketing per il team, mi sono allenato in vista della tripletta, sono stato con gli amici e ho girato con la Mercedes GT3 a Misano". 

In pista anche nella settimana di stop? 

"Certo! Mi diverto così. Girare con il GT3 mi piace da morire, ma è anche una forma di allenamento per me. Restare in pista facendo qualcosa di diverso è un bel modo per non perdere il ritmo ma anche per rilassarmi per quanto mi riguarda". 

Madrid è stato un successo diverso, in parte deciso dall’ingresso della Virtual Safety Car in pista. Che sensazione le ha lasciato? 

"Non posso paragonare la vittoria di Madrid a emozioni come Monza o Montecarlo o Miami. Ovviamente una vittoria è sempre una vittoria e sono stato felice di averla portata a casa, però siamo stati molto fortunati con la Virtual e Norris, che in quel momento era davanti, al contrario è stato estremamente sfortunato. Diciamo che il gusto di sudarsela è tutt’altra cosa". 

Che cosa si aspetta da questo weekend a Baku? 

"Penso sia una pista dove possiamo andare bene come squadra. Solitamente andiamo forte con le curve lente e questo ci aiuterà ma ci sono fattori importanti da tenere in considerazione. Per esempio il vento che, come lo scorso anno, in qualifica sarà parecchio forte. Dovrebbe arrivare a picchi di 50 chilometri all’ora. Poi sempre in qualifica conterà la scia, come a Monza, e sarà importante riuscire a trovare il momento giusto per fare il giro. Le premesse a livello di vettura per noi sono buone ma dobbiamo sempre guardare gli altri: Red Bull porterà degli aggiornamenti questo fine settimana, il che aiuterà. E sarà interessante vedere anche McLaren e Ferrari". 

Poi toccherà a Mercedes portare aggiornamenti. 

"Sì, in Malesia, finalmente! Dico finalmente perché è dal GP del Canada (lo scorso maggio, ndr) che non portiamo un pacchetto importante, ma non posso lamentarmi: le cose fino ad adesso sono andate molto bene, però non vedo l’ora di vedere come risponderà la vettura con i nuovi sviluppi. L’ho provata al simulatore e sembra andare tutto bene, però finché non lo provi realmente in pista non lo puoi sapere". 

Aggiornamenti che arriveranno su una pista nuova per lei. È contento di correre a Sepang? 

"Sì, è una gran pista e andare su circuiti nuovi è sempre divertente. Alla fine sarà la prima volta per la maggior parte di noi, in pochi dell’attuale griglia ci hanno corso quando era ancora nel calendario di F1, quindi sarà un bel test per tutti". 

Dopo Sepang si andrà a Singapore, con l’ultimo weekend Sprint della stagione. Cosa si aspetta? 

"È difficile da dire perché Singapore è una pista strana. Per molti anni i team più competitivi arrivavano lì e improvvisamente la macchina dominante non era più la stessa. Basti pensare a Verstappen nel 2023, che solo in quel fine settimana non andò forte. Vedremo, sicuramente il format Sprint sarà un ulteriore interrogativo". 

Sprint che il prossimo anno arriverà anche a Monaco. Cosa ne pensa? 

"A me piace il formato Sprint, è divertente e crea un po’ di sorprese nel corso del fine settimana. Però non penso sia adatto a tutti i weekend di gara e a Monaco non mi convince: forse toglie un po' di unicità a quel fine settimana, dove ogni sessione serve per raggiungere il limite che poi si ha in qualifica. Una sola sessione con due qualifiche non è il massimo, ma ci penseremo il prossimo anno". 

Come ci si prepara a un periodo così caotico della stagione come quello che state per affrontare? 

"Tanto allenamento fisico, fatto dal via del campionato per arrivare pronti, e poi sarà fondamentale la gestione del tempo. Abbiamo programmato le trasferte in modo che io possa spostarmi subito dopo una gara da un Paese ad un altro, così da abituarmi al fuso orario e al meteo. E poi ovviamente continueremo a concentrarci su una gara alla volta". 

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È ancora vero che non pensa alla vittoria del Mondiale e non fa calcoli per il successo iridato? 

"Ovviamente dopo le ultime gare un po' ci ho pensato, però tutte le volte che mi capita di fare dei ragionamenti sui punti arrivo alla stessa conclusione: il Mondiale va chiuso il prima possibile. E quindi per farlo devo andare forte a tutte le gare, così torno a concentrarmi per arrivare a poter chiudere i giochi quanto prima. Un punto alla volta, come nel tennis. Penso a provare a vincerle tutte". 

Cosa la aiuta in questo? 

"Pensare che non è finita finché non è finita, finché non attraversiamo il traguardo il lavoro non si può dire concluso. Ho un grande supporto intorno a me, una grande famiglia e una grande squadra. Mi aiutano a restare con i piedi per terra e pensare a quello che devo fare nel presente". 

I suoi avversari però dicono che il titolo è già nelle sue mani. Come risponde? 

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"Eh certo che lo dicono, così mi tirano le macumbe (ride, ndr). Comunque in realtà non ci penso, non ascolto le interviste degli altri e non bado a che cosa viene detto. L’unica cosa su cui mi concentro è che sono nella miglior posizione possibile, e non la scambierei certo con quella dei miei avversari a questo punto del campionato".

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