Ancelotti, Zizou, Klopp: l'amore dei grandi tecnici per le nazionali
La Gazzetta dello Sport

Ancelotti, Zizou, Klopp: l'amore dei grandi tecnici per le nazionali

Giovedì 24 settembre 2026
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Ritmi diversi e meno veleni: per chi ha vissuto anni ad alta tensione, la panchina di ct offre prestigio e tempo per respirare. E una nuova sfida, sulle orme di Lippi e Del Bosque

Si dice da sempre che l’allenatore della nazionale faccia un lavoro diverso da quello del tecnico di club. Il riferimento è ovviamente alla peculiarità dei due incarichi, che prevedono una scansione temporale completamente differente. In un club ci si vede ogni giorno, si porta avanti un progetto tattico, si semina per poi raccogliere. In nazionale, invece, serve una metodologia diversa e magari un approccio a presa rapida, che consenta la genesi di un’identità, a prescindere dalla matrice. La Spagna di Luis de la Fuente è cresciuta attorno a un progetto calcistico di impronta catalana e non a caso tra i campioni del mondo non c’erano giocatori del Real (Cucurella è sbarcato in America da terzino del Chelsea, pur se poi è ripartito da nuovo acquisto dei blancos).

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