Mancini gli dà la regia dell'Italia, sul mercato è già asta: Romano, il Rodri azzurro al centro di tutto
La Gazzetta dello Sport

Mancini gli dà la regia dell'Italia, sul mercato è già asta: Romano, il Rodri azzurro al centro di tutto

Giovedì 24 settembre 2026
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Ha mollato la Svizzera per l'Italia facendo "una scelta di cuore", a fine stagione sarà tutto del Cagliari ma Inter, Juve e Milan lo stanno seguendo, il ct lo farà debuttare contro il Belgio da titolare: il momento d'oro del play azzurro

Ha mollato la Svizzera per l'Italia facendo "una scelta di cuore", a fine stagione sarà tutto del Cagliari ma Inter, Juve e Milan lo stanno seguendo, il ct lo farà debuttare contro il Belgio da titolare: il momento d'oro del play azzurro

Dal nostro inviato  Roberto Maida 24 settembre - 08:08 - FIRENZE Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Gli svizzeri l’hanno presa talmente male da essere pronti a chiedergli indietro 100.000 euro, come indennizzo per un investimento di formazione infruttifero. La Roma si interroga se sia stata giusta la valutazione estiva: non tanto l’idea di mandarlo al Cagliari quanto di non aver imposto una clausola per l’eventuale riacquisto. Una circostanza che, alla luce della sua crescita, ha già stimolato l’attenzione di tre grandi club come Inter, Juve e Milan. Chi se lo gode invece è l’Italia, che si prepara ad abbracciarlo: Alessandro Romano già si immagina le attenzioni dello Stadio Olimpico, che da giovane centrocampista salito dalla Primavera ha potuto apprezzare per pochi minuti, e si immerge nel mare dei sogni come un tuffatore esaltato dall’attesa sul trampolino. "È stato tutto rapido, non riesco ancora a capire se sia successo davvero – ammette a Raisport -, ho lavorato tanto per meritarmi un’occasione nel calcio dei grandi ma non avrei immaginato che Serie A e Nazionale arrivassero così presto".

la scelta

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Destinato a giocare subito come regista titolare, già domani sera contro il Belgio, sarà il secondo 2006 della storia a vestire la maglia azzurra, a eccezione delle convocazioni sperimentali di Silvio Baldini nello scorso mese di giugno. Il primo fu Simone Pafundi nel 2022, sempre con Roberto Mancini in panchina. Chissà se è un caso. "È incredibile – spiega Romano – guardavo il ct in televisione da ragazzino, mentre vinceva l’Europeo, e ora posso parlargli, ho il suo numero di telefono. È emozionante". Ma il primo a contattarlo è stato Claudio Ranieri, oggi direttore tecnico della Nazionale, che lo ha conosciuto lavorando a Trigoria, prima come allenatore e poi come dirigente ("Gli devo molto"). Una volta ottenuta la disponibilità a parlare del cambio di nazionalità, dopo i trascorsi nelle selezioni giovanili svizzere, Mancini è andato a vederlo giocare a Parma, dove Romano ha segnato il primo gol in Serie A. A quel punto è stato semplice trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda: come si può resistere alle lusinghe di un fuoriclasse che ti fa sentire importante? "Mi sono confrontato con la mia famiglia – chiarisce Alessandro – e ho deciso con il cuore. Il mio percorso doveva essere con l’Italia, questo è ciò che sentivo. Ma non è stata una decisione che andava contro la Svizzera, Paese anzi al quale sono molto grato: vivendo là sono cresciuto come persona e ho imparato cinque lingue. È stata la voglia di Italia a convincermi". 

Tentativo

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Il ct della Svizzera, Murat Yakin, ha tentato la contromossa volando a Cagliari per assistere alla partita di fine agosto contro l’Inter. Gli ha garantito un ruolo di primo piano da erede di Xhaka, peraltro invischiato in una torbida vicenda giudiziaria legata ai falsi green pass del periodo Covid. Ma Romano ormai aveva dato la sua parola alla Figc e l’ha rispettata. E pensare che qualche mese prima aveva rifiutato la chiamata, quando era stato Silvio Baldini ad adocchiarlo per l’Under 21: siccome il regolamento Fifa consente un solo cambio di nazionalità, per tutta la carriera, per lui sarebbe stato rischioso sterzare senza avere la certezza di un debutto nella Nazionale A, a fronte di un cammino più sicuro in Svizzera. 

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Rimpianti

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Intanto i paragoni già si sprecano: c’è chi rivede il migliore Kevin Strootman, chi come Frattesi sostiene che ricordi Nemanja Matic. In qualità di play basso, Romano indica un solo vero modello: il campione di tutto Rodri. Che adesso appare lontanissimo, domani si vedrà. È strano però che una società come la Roma, tradizionalmente attenta alla coltura dei prodotti a chilometri zero, si sia lasciata sfuggire un talento del genere. Lui non porta rancore o almeno non lo lascia emergere: "È stata una valutazione del club e dell’allenatore. Non ci sono rimasto male, anzi sto benissimo a Cagliari. Evidentemente il mio percorso era questo". Gasperini a gennaio gli concesse due comparsate, contro Lecce e Sassuolo, per poi vidimarne il prestito di sei mesi allo Spezia. In estate, alle prese con il fair play finanziario e con la bramosia di rinforzare l’organico, la Roma ha accettato di perderne il controllo: incasserà 5 milioni più bonus (fino a un massimo di 6,5) per la cessione definitiva. Si tratta di una preziosa plusvalenza, certo, ma la cifra che fatturerà il Cagliari in futuro sarà molto più alta. È il premio a chi ha scommesso su un ventenne sconosciuto che i grandi club adesso stanno studiando con cura: l’accesso al club Italia ne velocizzerà la maturazione.

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