Iapichino, modella per un giorno: "Meglio saltare, mi batteva il cuore. Ma non è il mio mondo, in futuro..."
La campionessa europea del lungo alla Milano Fashion Week: "Sono da tempo appassionata di moda, davanti a me ci sono gli studi di giurisprudenza e, soprattutto, la pedana"
La campionessa europea del lungo alla Milano Fashion Week: "Sono da tempo appassionata di moda, davanti a me ci sono gli studi di giurisprudenza e, soprattutto, la pedana"
Andrea Buongiovanni Giornalista 24 settembre - 09:05 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleMartedì sera, in Galleria Vittorio Emanuele, a Vogue World, griffata Gucci e Bulgari, in prima fila tra Laila Hasanovic, fidanzata di Jannik Sinner e Naomi Osaka, tennista giapponese. Ieri mattina, al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, modella per un giorno, ad aprire (e a chiudere) il Fashion Show di Raffaela D’Angelo, raccogliendo dopo anni l’eredità da testimonial di Federica Pellegrini. Oggi ospite al cocktail di Viktor and Rolf e, poi, alla serata Cinemoda di Vogue per Kering. Domani, infine, alla sfilata di Gucci dopo il fitting di ieri con cinque look diversi. La Settimana milanese della moda chiama, Larissa Iapichino - regina del salto in lungo - risponde.
Larissa, le piace sguazzare in questo mondo?
"Molto, sono super appassionata da tempo. Mi affascina scoprirne in prima persona le varie sfaccettature. Ma non so se un domani potrà diventare il mio ambito di competenza".
A cosa pensa, piuttosto?
"Da un lato lo vorrei, dall’altro credo che metterò a frutto gli studi in giurisprudenza. E comunque, nel mio futuro a breve-medio termine, ci sono l’atletica, con i Mondiali di Pechino 2027 quale primo obiettivo e gli esami".
Quali emozioni le ha regalato la possibilità di sfilare precedendo un gruppo composto da oltre 30 modelle professioniste?
"Enormi, un’esperienza nuova e magnifica. Ringrazio Raffaela per aver creduto in me. Tra l’altro, il claim della presentazione della collezione mare, 'La natura diventa eleganza', mi corrisponde in pieno, coglie un concetto importante".
È più semplice saltare o sfilare?
"Saltare! Sono abituata ad altre passerelle. Ero nervosa, ma ho cercato di godermi il momento. Poi mi son detta: 'Mi sono esibita di fronte a stadi esauriti da 70.000 spettatori, cosa sarà mai camminare di fronte a qualche decina di persone?'. Eppure, prima di cominciare, il cuore batteva forte".
Si era preparata? Allenata?
"Con le prove di poco prima. Non conoscevo praticamente nessuno: ho trovato un ambiente collaborativo, disponibile e amichevole. Mi sono fatta guidare dall’istinto, concentrandomi sul percorso da seguire e su un ritmo non troppo rapido".
E come si è sentita?
"All’inizio, come a volte succede in pedana con i primi tentativi di una gara, rigida, un po’ trattenuta. Poi mi è parso di essermi sciolta".
Ritiene sia giusto che gli sportivi di vertice vengano valorizzati in contesti diversi dai loro?
"Assolutamente sì, bisogna aprirsi. Sperimentare è bello, divertente e istruttivo".
Per chi non l’ha vista, vuole descrivere i suoi due outfit?
"Ho esordito con un completo mare, costume e short, con stampe floreali ricamate. E ho concluso con il costume di punta della collezione, bianco con pareo, ricami, strass e pizzo".
Non avverte la necessità di fare una vacanza, adesso?
"Questa un po’ lo è... E comunque tra mercoledì prossimo e l’11 ottobre sarò prima a Ibiza e poi dai miei parenti inglesi, tra Derby e Londra".
Che bilancio trae della sua stagione?
"Molto positivo: dopo la delusione dei Mondiali di Tokyo 2025 mi son messa in discussione, trovando una nuova maturità, personale e agonistica, che mi ha permesso da dare continuità ai risultati".
Si riferisce alla rinuncia a un mental coach?
"Sì, ora seguo un percorso psicologico fuori dello sport, con qualcuno che quasi nemmeno sa che sono un’atleta. Sposo l’idea che occorra prendersi cura della salute mentale, soprattutto lontano dalle emergenze. È come prevenire un infortunio".
Quale la gara più bella?
"Quella della tappa di Diamond League di Eugene, a inizio luglio. Me ne sono successe di tutti i colori, ma senza la tensione di una rassegna importante, sono riuscita a sfruttare l’atmosfera di un posto magico e arrivare a togliere a mamma il record italiano che deteneva da 28 anni".
VIDEO: Inter, Larissa Iapichino alla Pinetina: l'incontro con Chivu e i giocatoriInvece, il successo più significativo?
"Agli Europei di Birmingham, nella gara più importante dell’anno. E quasi sullo stesso piano metto quello più recente all’Ultimate di Budapest, dove in poche ore ho saputo trasformare una situazione emotivamente difficile (per la scomparsa della “terza” nonna, la signora Renata con cui era cresciuta, ndr) in una motivazione aggiuntiva".
Quando comincerà la preparazione?
"Appena tornata, il 12 ottobre: il mio babbo, nella sua versione allenatore mi ha anticipato che dovremo dedicarci alla cura di certi dettagli".
Per esempio?
"Il caricamento del penultimo appoggio nella rincorsa, per trovare una maggior propulsione allo stacco. Sempre più semplice che sfilare...".
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