Papà velocista, mamma regina della Mtb: Patrik Pezzo Rosola, il doppio figlio d’arte che sogna il Mondiale
La Gazzetta dello Sport

Papà velocista, mamma regina della Mtb: Patrik Pezzo Rosola, il doppio figlio d’arte che sogna il Mondiale

Giovedì 24 settembre 2026
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Il 18 anni figlio di Paola ha chiuso quinto nella cronometro iridata junior e oggi va a caccia di una medaglia nella prova in linea: nel 2027 correrà nella divisione giovanile della Ineos

Il 18 anni figlio di Paola ha chiuso quinto nella cronometro iridata junior e oggi va a caccia di una medaglia nella prova in linea: nel 2027 correrà nella divisione giovanile della Ineos

Dal nostro inviato  Ciro Scognamiglio 24 settembre - 13:31 - MONTREAL Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La cronometro iridata junior non è andata male, anzi: Patrik Pezzo Rosola si è piazzato quinto, ad appena 4” dalla medaglia di bronzo. Ma i suoi Mondiali non sono finiti: oggi sarà al via della prova in linea di categoria, nella quale gli azzurri di Dino Salvoldi qualche ambizione possono coltivarla anche se i favoriti sono altri. Intanto Patrik, 18 anni, di Verona, continua la sua crescita che nel 2027 lo porterà a correre per la divisione giovanile della Netcompany-Ineos, una delle squadre più forti al mondo. Il doppio cognome non può che rimandare ai genitori, visto che Patrik – come il fratello maggiore Kevin (23 anni, corre per la General Store) – è doppio figlio d’arte. Papà Paolo Rosola, infatti, è stato professionista dal 1978 al 1990: ottimo velocista, ha vinto 12 tappe al Giro d’Italia (pure 2 giorni in maglia rosa, nel 1983) più una Milano-Torino. Quanto a mamma Paola Pezzo, si può parlare di una delle più grandi biker della storia, il suo palmares parla chiaro: nel cross country, due ori olimpici (1996 e 2000), due titoli mondiali (1993 e 1997) oltre a 3 europei. Insieme alla norvegese Gunn-Rita Dahle, è riuscita a mettere assieme ai titoli a cinque cerchi e iridati pure la vittoria nella classifica finale di Coppa del Mondo: ci sono riuscite solo loro due. 

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senza paura

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Parlando con il sito specializzato bici.pro, papà Paolo si era espresso così a proposito di Patrik: “Lui come tipo di corridore è più vicino a Paola. Longilineo, magro, potente e al contempo resistente. Kevin ricorda più me per la sua esplosività”. Nel ritiro azzurro a Boucherville, alla vigilia della prova in linea nel ritiro canadese, Patrik ha parlato con Gazzetta.it: “Io non sento le pressioni di essere un doppio figlio d’arte, onestamente. L’ho sempre vissuta bene e credo che continuerà a essere così. Mamma e papà tiferanno per me da casa, non sono in Canada”. In ritiro, gli azzurri fanno gruppo giocando a biliardino e a Patrik piace così: “Non ha senso quando si sta assieme fissare lo schermo di un telefono”. Faceva il portiere, nel Chievo, e gli è rimasta una grande passione per il calcio: “Sono tifoso dell’Inter, il mio preferito è Barella”. Quando agli idoli ciclistici, è presto detto: “Van der Poel e Van Aert, perché sono due grandi anche del ciclocross, specialità che io voglio continuare a coltivare pure in futuro”. Ora però, il Mondiale canadese: ormai ci siamo.

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