Torna Klopp, il maestro del moto perpetuo che ha saputo scalare il mondo in tre tappe
La Gazzetta dello Sport

Torna Klopp, il maestro del moto perpetuo che ha saputo scalare il mondo in tre tappe

Giovedì 24 settembre 2026
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Mainz, Dortmund, Liverpool: in sole tre squadre ha saputo scrivere il suo nome nella storia del calcio, diventare rivale di Guardiola senza esserne l'antitesi ed entrare nella testa dei calciatori e degli amanti del gioco

Chissà se esiste un posto dove tutto s’incontra, si riduce a sintesi perfetta di tutte le possibilità. O un attimo che fissa per sempre in un’emozione senza nome tutte le passioni, le forze, gli umori. No, non può esistere: è un immaginario, neanche una teoria. Un ritrovo utopico e pacificato. Ma c’è un uomo che sta da quelle parti senza sforzo e senza posa, un uomo rifugio dal forsennato dibattito e quell’uomo (con il berretto, probabilmente) torna stasera al suo lavoro, alla manifestazione del suo lavoro: Jurgen Klopp è in panchina, allo stadio che Amsterdam ha intitolato alla sua eternità: si chiama Johan Cruijff Arena. Klopp deve rimettere insieme un po’ di suggestione tedesca perché il mondo non è abituato a una Germania insufficiente agli obiettivi: scontata, magari, sì. Debole: no. E la Germania degli ultimi due lustri questo sembra: una squadra smarrita e superba. 

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