Italvolley, De Giorgi resta? Manfredi: "Non c'è bisogno di cambiare ct". Ma c'è già l'alternativa
La Gazzetta dello Sport

Italvolley, De Giorgi resta? Manfredi: "Non c'è bisogno di cambiare ct". Ma c'è già l'alternativa

Venerdì 25 settembre 2026
5 visualizzazioni

Il presidente federale dopo l’eliminazione dell'Italia, campione del mondo, con la Finlandia alza il muro: "A dicembre in consiglio federale esamineremo la stagione". Ma il nome Lorenzetti resta sullo sfondo

Il presidente federale dopo l’eliminazione dell'Italia, campione del mondo, con la Finlandia alza il muro: "A dicembre in consiglio federale esamineremo la stagione". Ma il nome Lorenzetti resta sullo sfondo

Davide Romani e Rebecca Saibene 25 settembre (modifica alle 07:52) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

È l’incredulità, l’emozione che restano dopo l’eliminazione dell’Italia nei quarti dell’Europeo. La si leggeva sui volti dei giocatori, rimasti attoniti, seduti contro i led davanti alla festa finlandese, persiste nei pensieri di tifosi e addetti ai lavori quando dalla débâcle, la rocambolesca sconfitta al tie-break contro la Finlandia, che ha costretto i bicampioni del mondo a salutare anzitempo la rassegna continentale giocata in casa, sono ormai passati giorni. "Più passa il tempo e più non ci rendiamo conto del perché non saremo a Milano. Non riesco a esprimere quanto mi faccia male che tra le quattro Nazionali della Final Four non ci sia l’Italia", ammette il presidente federale Giuseppe Manfredi. "Non riesco a dare spiegazioni né ad attribuire responsabilità tecniche. Per me è una partita nata male e finita peggio". 

VIDEO: De Giorgi e il segreto della nazionale di volley: "Mettiamo la maglia al centro"

spiegazioni

—  

Prima dei dubbi sul futuro, però, ci sono quelli sul passato più recente. Che cosa è successo in una notte a un’Italia che fino a quel momento aveva attraversato l’Europeo senza sconfitte, che era in crescita, e con davanti una sfida alla portata? Manfredi non trova una risposta unica e soprattutto rifiuta di cercarla negli alibi. "Peccato, non siamo arrivati davvero al cento per cento, tra Michieletto, Lavia e l’assenza dei centrali di muro... Però onestamente l’Italia non può recriminare parlando di assenze. Forse si poteva fare qualcosina di più in campo, ma siamo calati e andati tutti in difficoltà". Nemmeno le convocazioni, per il presidente, sono da mettere in discussione, nemmeno quella mancata di Alessandro Bovolenta, rimasto fuori dopo una stagione da protagonista in Superlega. "Romanò è stato il migliore nel suo ruolo nel suo campionato, Rychlicki lo stesso. Abbiamo lasciato a casa un ragazzo al quale vogliamo un bene incredibile, ma avete visto che Europeo ha fatto Romanò. Ho condiviso tutte le scelte. Se qualcuno è rimasto fuori è stato perché c’era qualcuno che dava più affidabilità". 

Dubbi

—  

 Lasciando i discorsi su che cosa non ha funzionato serve interrogarsi su come ripartire. Così lo sguardo finisce anche sulla panchina: con De Giorgi finito inevitabilmente al centro del dibattito, e delle critiche, soprattutto sui social. Manfredi, però, almeno per ora, allontana qualsiasi rivoluzione. "Fefé in questi quattro-cinque anni ha portato tanti risultati. Non possiamo dire che quando si vince il merito è dei giocatori e quando si perde la colpa è dell’allenatore". Il presidente invita quindi a non trasformare una sconfitta in una sentenza: "Abbiamo perso il quarto di finale a Barcellona 1992, non abbiamo messo in dubbio Velasco e abbiamo vinto il Mondiale del 1994. Nessuno è infallibile, qualche errore lo può aver fatto anche Fefé, ma bisogna stare tranquilli e capire perché è successo". Il presente, dunque, dice De Giorgi. Sul futuro, però, Manfredi si prende più tempo e alla domanda su chi guiderà l’Italia al prossimo Mondiale, risponde: "Al momento non vedo la necessità di cambiare allenatore. Come tutti gli anni a dicembre ci sarà il Consiglio federale per esaminare la stagione e magari prendere delle contromisure o cambiare ottica su alcune situazioni". 

Scenario intrigante

—  

Poco più di due mesi ci separano dal Consiglio federale di fine anno nei quali il presidente federale potrebbe anche parlare anche con gli azzurri per capire le cause di questo flop. E, nel caso queste giornate di riflessione portassero a decisioni diverse da quelle uscite a caldo dopo l’eliminazione, resta sullo sfondo uno scenario intrigante, quello che porta ad Angelo Lorenzetti. Il tecnico marchigiano che dall’estate 2023 guida Perugia è uno degli allenatori più vincenti della storia e il suo approdo in Nazionale potrebbe essere il coronamento a una splendida carriera. Da sempre contrario al doppio incarico, Lorenzetti con molti campioni azzurri ha già lavorato vincendo a Trento e in Umbria. Il tecnico ha il contratto in scadenza a fine stagione e il suo nome potrebbe essere tra i più gettonati nel caso a dicembre il presidente Manfredi cambiasse idea. La stagione 2026 è finita e, come ha detto a caldo il capitano Simone Giannelli, l’Italia deve "analizzare quanto successo per essere più competitivi in futuro". Riflessioni fondamentali per ripartire di slancio nella seconda parte del quadriennio che porterà ai Giochi di Los Angeles perché la sconfitta degli azzurri di mercoledì a Torino non può essere catalogata solo come frutto di una serata storta.

VIDEO: Italia, che beffa! Avanti nel tie-break, poi la Finlandia ribalta tutto: gli highlights Leggi anche I cinque motivi dietro il flop dell’Italvolley: la gestione Michieletto, i cambi e...Italia, amaro De Giorgi: "Sull'11-8 al tie-break bisogna chiudere. Non ce la possiamo prendere con nessuno"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo