Norris: "Antonelli? Sta facendo quello che deve fare. Chi mi sorprende è Russell"
La Gazzetta dello Sport

Norris: "Antonelli? Sta facendo quello che deve fare. Chi mi sorprende è Russell"

Venerdì 25 settembre 2026
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Il campione 2025: "Il Mondiale mi ha dato più fiducia. Ora lavoro meglio con il team e riesco a capire prima dove devo migliorare"

Il campione 2025: "Il Mondiale mi ha dato più fiducia. Ora lavoro meglio con il team e riesco a capire prima dove devo migliorare"

Dall'inviata  Giulia Toninelli 25 settembre - 08:43 - BAKU (AZERBAIGIAN) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Sincerità dentro a un’espressione dolce, un po’ timida. Lando Norris è un campione del mondo atipico per il rodato ingranaggio della Formula 1. Per vincere il titolo iridato non è dovuto cambiare e lo ha ripetuto spesso da quando, lo scorso anno, ha conquistato il Mondiale al termine di una serrata lotta a tre contro Max Verstappen e Oscar Piastri: "E alla fine ce l’ho fatta a modo mio". Una consapevolezza nuova che oggi restituisce alla F.1 il miglior Lando che si sia mai visto in pista.

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Si sente un pilota diverso rispetto allo scorso anno?

"Non direi diverso. Penso però che la vittoria del Mondiale mi abbia aiutato ad acquisire maggiore fiducia in me stesso. Non è diminuita la pressione, perché ogni volta che mi metto al volante sento lo stesso livello di responsabilità, ma la fiducia nelle mie capacità è cambiata molto".

In che modo?

"Ora so di che cosa sono capace e riesco a essere più rilassato nell’affrontare le sfide che ho davanti. In questo modo penso di essere cresciuto anche con il mio team: lavoro meglio e mi vengono in mente idee migliori da provare con loro o cose da dire per guidarli nello sviluppo. Anche nei confronti di me stesso ho imparato ad avere più fiducia: capisco prima quali sono gli aspetti su cui devo migliorarmi e mi pongo le domande giuste".

Che ruolo ha avuto la squadra in questo processo di crescita?

"Fondamentale. Conosco il team ormai da molti anni e siamo cresciuti insieme fino a ottenere grandi successi. Sicuramente Andrea (Stella, ndr) come team principal ha fatto un lavoro incredibile. È un ottimo leader e questo è importante per tutti noi, che ci sentiamo ascoltati e capiti ma anche posti al centro del progetto".

In che cosa Stella fa la differenza come team principal?

"È in grado di guidare e indirizzare bene una singola persona, così come è in grado di guidare molto bene mille persone insieme. Un leader deve saper unire la squadra, non dividerla, e lui è eccellente in questo. Essere un bravo capo non significa solo saper fare una singola cosa o dire al team: “Adesso fate questo”. Lui sa come spronare tutti a lavorare meglio e copre ogni ambito della nostra squadra con grande competenza".

L’ha sorpresa come il team ha reagito positivamente dopo un inizio di stagione difficile al via di quest’anno?

"Non direi sorpreso, perché so come lavora la mia squadra anche in situazioni di difficoltà, gliel’ho visto fare ormai tante volte. Questo ci dà consapevolezza come team, sappiamo che è possibile recuperare anche se partiamo male e facciamo di tutto per riuscirci. Ciò che mi ha sorpreso è la velocità con cui abbiamo fatto un balzo in avanti: se non fosse stato per la Virtual Safety Car di Madrid avremmo vinto tre delle ultime quattro gare. È impressionante".

L’ingresso della Virtual Safety Car le ha tolto la possibilità di vincere a Madrid, ma si può fare qualcosa in futuro per evitare situazioni del genere?

"Non penso. A volte la fortuna gioca a tuo favore, a volte no. Ovviamente non sono contento di come siano andate le cose ma cerco di prendere il positivo: a Madrid siamo stati molto veloci, io sto facendo del mio meglio alla guida anche se sappiamo di dover ancora migliorare la macchina, renderla più facile da guidare, per puntare a successi con più costanza".

È impressionato da quello che sta facendo Kimi Antonelli in questa stagione?

"Sì e no. Mi aspettavo grandi cose da Kimi perché è uno dei migliori piloti in circolazione fin dai tempi dei kart. Già l’anno scorso aveva fatto vedere le sue potenzialità, considerando la stagione da esordiente e il fatto che si trovasse su vetture difficili, mai usate prima, rispetto a Russell che le conosceva invece molto bene. Quest’anno i valori si sono azzerati perché siamo tutti su nuove monoposto, quindi Kimi ha mostrato il suo reale potenziale ed è incredibile vederglielo fare al suo secondo anno in F.1. A sorprendermi in realtà è più un altro aspetto".

Quale?

"Il fatto che Russell, che è un pilota veloce e con più stagioni di esperienza in F.1 alle spalle, non gli stia dando molto filo da torcere. Kimi sta facendo quello che un pilota dovrebbe fare: sta tirando fuori il massimo dalla sua vettura sfruttando ogni occasione. Speriamo di essere più vicini il prossimo anno per poter lottare con costanza".

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