Devon Hall e il ritorno all'Olimpia da leader: "Ecco cosa serve per tornare protagonisti in Eurolega"
Il cestista: "Sono di nuovo qui per riportare il club al successo. Il mio ruolo è guidare con la voce e l’esempio". Poi su Melli: "È come un fratello maggiore, mi mancherà giocare con lui"
Il cestista: "Sono di nuovo qui per riportare il club al successo. Il mio ruolo è guidare con la voce e l’esempio". Poi su Melli: "È come un fratello maggiore, mi mancherà giocare con lui"
Giuseppe Nigro Giornalista 25 settembre - 08:22 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleEra andato via da Milano dopo tre scudetti in tre stagioni, torna dopo un biennio dal Fenerbahce al vertice in Eurolega, campione nel 2025. Devon Hall ritrova l’Olimpia per guidarla, con il campione in carica Alec Peters, al ritorno ai playoff (o più realisticamente ai play-in) dopo quattro anni, con la leadership di chi sa come si fa. "Sono pronto. Sapevo che era questo che mi aspettava: guidare la squadra, essere più vocale possibile, dare l’esempio. Ogni giorno, mettendo in campo quello che vuole il coach e assicurandosi che tutti si assumano le proprie responsabilità. E chi guida deve essere il primo a farlo".
Arriva anche per colmare il vuoto, tecnico e di spogliatoio, dell’addio a Shields.
"Sì. Perdere Shavon, come leader e giocatore, significa che non c’è più un pezzo importante. Ma è stato fatto un grande lavoro nella costruzione del roster".
Per quali motivi ha deciso di tornare?
"Una sfida diversa, con un gruppo diverso e tutto nuovo, per ottenere il maggior successo possibile per questa società. Quanto sono cambiato? Semplicemente ho fatto più esperienza, adesso cerco di portarla in questa società e in questo gruppo".
Avrebbe potuto tornare insieme a Melli.
"Sì, dopo cinque anni insieme sarà la prima stagione senza: è come un fratello maggiore, mi mancherà giocare con lui".
Com’è stato ritrovare Darius Thompson, con cui eravate compagni al college?
"Fantastico. Abbiamo giocato a Virginia e per un paio di anni. È bello avere questo tipo di connessione e ritrovarsi. Per vederlo al meglio ha bisogno di libertà e velocità, giocare a ritmi alti, poter togliere il guinzaglio e andare: devi lasciarlo giocare".
Quali idee di questa Olimpia sente più vicine al suo modo di giocare?
"L’idea di giocare in velocità, la possibilità di avere giocatori capaci di creare gravità, molto bravi sopra il ferro. Per giocatori come me e Darius è importante giocare in velocità e sapere di poter contare su lunghi così, che tagliano dietro la difesa, oppure su tiratori forti che allargano il campo come Mathews e Peters, e attirano la difesa: questo ci permette di creare spazi, attaccare il canestro, cercare la giocata migliore".
VIDEO: Hall: "Milano, quanti campioni. Ecco come ti aiuterò a vincere"A Milano il play è un tema da anni. Al Fenerbahce avete dimostrato che può essere vincente un’idea di gestione condivisa del ruolo. Come in questa Olimpia.
"Sì. L’idea è poter avere più giocatori capaci di gestire la palla che sai che ti puoi fidare ad avere in campo perché conoscono i tempi, gli spazi, quello che ognuno sa fare meglio in campo, mettendo tutti nelle condizioni migliori. Avere tanti giocatori con queste caratteristiche è un valore".
Siamo arrivati alla fine senza aver mai pronunciato la parola difesa.
"Sì, ed è quello su cui noi, come gruppo, e sottolineo come gruppo, dobbiamo puntare. È importante la versatilità che abbiamo ed è l’aspetto su cui voglio essere più vocale possibile e guidare la squadra".
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