Anche la Gialappa's al Festival dello Sport di Trento
Il duo Santini-Gherarducci sarà presente sabato 3 ottobre alle ore 17 in piazza Duomo: sarà uno spettacolo di bellissima comicità
Il duo Santini-Gherarducci sarà presente sabato 3 ottobre alle ore 17 in piazza Duomo: sarà uno spettacolo di bellissima comicità
Gianni Valenti Vicedirettore Vicario 25 settembre - 11:06 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCon loro mai dire demodé, fuori moda, datati: la Gialappa’s Band risplende sempre. E se lo fa ancora oggi, con il GialappaShow, dopo oltre trent’anni, è perché ha saputo rimanere fedele alla linea. Aggiornandosi. Saranno al Festival dello Sport in piazza Duomo sabato 3 ottobre alle ore 17.
la carriera
—Erano un trio. Oggi a portare avanti quella dissacrante, fulminea, bellissima comicità sono Marco Santin, 64 anni, e Giorgio Gherarducci, 62, entrambi milanesi. "Nipotini di Renzo Arbore, e ne siamo sempre andati orgogliosi". Nel 2023 Carlo Taranto, l’altro Gialappo, decise di lasciare la compagnia. "Non c’è stato un litigio o altro. Semplicemente non ne ha voglia", hanno raccontato. Ma conta anche quel che si è fatto insieme. Cominciarono a Radio Popolare, era il 1985. Il programma si chiamava Bar Sport. "Una trasmissione che cercava di dissacrare il calcio. Noi eravamo tifosi dichiarati". Quella stagione finì con i Mondiali '86 in Mexico, loro facevano ridere e li chiamarono in Fininvest. Un altro programma: "Quel fantastico tragico venerdì con Paolo Villaggio e Carmen Russo. Un autentico minestrone. Uno dei programmi più brutti che la tv ricordi". Di lì a poco arrivò Mai dire Banzai, e la Gialappa’s iniziò a spiccare il volo. Sgangherato, s’intende. "Cercavamo idee per un titolo. Quell’anno c’era un film di James Bond con Sean Connery: Mai dire mai. Il programma che volevamo fare era sul Giappone e ci venne in mente Mai dire Banzai. Ai giornalisti dicevamo 'Tutti quanti cambiano i titoli e rifanno lo stesso programma. Noi invece facciamo programmi sempre diversi e allora teniamo il titolo uguale'".
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—L’empireo televisivo arrivò con Mai dire Gol. Era il 1990. I comici andavano a cercarli nei teatri. Compreso Zelig, prima che diventasse un programma tv. Hanno lanciato tutti: Aldo Giovanni e Giacomo, Fabio De Luigi, Luciana Littizzetto, Antonio Albanese. Paola Cortellesi mandò un vhs in redazione. Santin lo vide in pausa pranzo: la chiamarono. Quelli della Gialappa’s arrivano dalla comicità più bella: Teo Teocoli, Zuzzurro e Gaspare, Paolo Rossi. Con pennellate di Woody Allen e Fratelli Marx. E film come "Non ci resta che piangere", "che ci ha fatto fare più risate nella nostra vita". Oggi la formula si è allargata a reality, talent, tv e web, sempre macinati dalle voci fuori campo del duo Santin-Gherarducci. Nel 2023 sono sbarcati su TV8, con Mago Forest ("Con quell’aria da scappato di casa, il nostro capocomico ideale"), e un cast che mescola veterani e nuovi complici: da Brenda Lodigiani a Ubaldo Pantani. La settima edizione ha riportato in squadra Maccio Capatonda e il bersaglio, ormai, è anche l’immaginario nato online. Noi, hanno detto, "vogliamo rompere le palle a chi è sulla cresta dell’onda, non a chi cerca di sopravvivere in seconda o terza fila".
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