Strisce blu, ticket scaduto: quando non si paga la multa e perché
La Gazzetta dello Sport

Strisce blu, ticket scaduto: quando non si paga la multa e perché

Venerdì 25 settembre 2026
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Sei minuti di ritardo su un'ora pagata non costano più niente. Ma oltre certe soglie alla multa si somma l'intera tariffa della giornata, e se l'auto resta lì fino al giorno dopo il conto si ripete

Sei minuti di ritardo su un'ora pagata non costano più niente. Ma oltre certe soglie alla multa si somma l'intera tariffa della giornata, e se l'auto resta lì fino al giorno dopo il conto si ripete

Laerte Salvini 25 settembre - 11:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google La riforma del Codice della Strada ha introdotto nuove regole per chi supera l'orario di sosta regolarmente pagato (Getty)

Le strisce blu hanno cambiato pelle, o meglio, il regolamento ha cambiato le carte in tavola. Non ci sarà più bisogno di affrettarsi per evitare possibili sanzioni legate a pochi minuti di ritardo. Un esempio? Un ticket valido fino alle 13, ma con l'auto lasciata in sosta fino alle 13:06, non porterà più alla multa. Con la riforma del Codice della Strada, introdotta dalla Legge n. 177 del 25 novembre 2024 ed entrata in vigore il 14 dicembre di quell'anno, il modo di considerare il superamento dell'orario di sosta pagato cambia in profondità. Prima si parlava di una tolleranza di 15 minuti per chi aveva acquistato almeno un'ora di parcheggio. In realtà quel margine non era scritto nel Codice: era una prassi che cambiava da Comune a Comune, sostenuta da una parte della giurisprudenza che leggeva il ticket scaduto come un semplice inadempimento contrattuale. Oggi al suo posto c'è una regola nazionale, uguale per tutti, basata su soglie percentuali calcolate sul tempo di sosta effettivamente pagato.

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Lo sforamento del ticket viene calcolato in base al tempo effettivamente pagato, con tre diverse soglie percentuali

cosa dice la legge

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La nuova disciplina si trova nel comma 15 dell'articolo 7 del Codice della Strada, riscritto dalla riforma. Divide lo sforamento in tre fasce, seguendo un principio semplice: più contenuto è il ritardo rispetto al tempo acquistato, più lieve è la conseguenza. Si parte dalla prima soglia, quella del 10% del tempo pagato. Se si rientra entro questo limite, non viene applicata alcuna sanzione. Chi ha acquistato un'ora di sosta ha quindi un margine di 6 minuti; per due ore pagate, il margine sale a 12. Diverso è il discorso quando lo sforamento supera il 10% ma non va oltre il 50%. Qui la sanzione viene ridotta della metà. Alla somma, però, si aggiunge il recupero della tariffa relativa all'intero periodo tariffato di quella giornata: non i minuti mancanti, la giornata piena. Un altro caso ancora è quello in cui viene superato il 50% del tempo acquistato. Lo sforamento viene equiparato a un vero e proprio mancato pagamento: sanzione piena, più l'intera tariffa giornaliera. Attenzione particolare alle ore notturne. Se la sosta irregolare prosegue oltre la mezzanotte del giorno dell'accertamento, sanzione e maggiorazione si applicano per ogni periodo di 24 ore in cui la violazione continua. Un'auto dimenticata sulle strisce blu per tre giorni non prende una multa: ne prende tre, ciascuna con la sua tariffa giornaliera intera.

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Le soglie di tolleranza non si applicano a chi parcheggia senza ticket o occupa stalli riservati

Quando la tolleranza non vale

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Il sistema delle soglie percentuali riguarda esclusivamente chi ha effettivamente pagato la sosta, ma per un periodo inferiore a quello utilizzato. Chi lascia l'auto sulle strisce blu senza aver mai fatto il ticket non può invocare nessun margine iniziale gratuito: per lui scatta la sanzione, maggiorata dell'intera tariffa non corrisposta. Fuori dal perimetro restano poi tutte le violazioni che con la sosta tariffata non c'entrano: la sosta dove è vietata, l'occupazione di stalli riservati a disabili, residenti o per operazioni di carico e scarico. Sono infrazioni con norme e importi propri, e le soglie del 10% e del 50% non si applicano. Menzione particolare per gli stalli a pagamento e con un limite di permanenza. In questo caso il Codice segue un'altra strada: sanzione da 26 a 102 euro, moltiplicata per il numero di periodi di sosta consentiti trascorsi dall'inizio della violazione, con un tetto pari al quadruplo dell'importo base. Nel caso più favorevole all'automobilista si arriva comunque a 104 euro.

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Multa e tariffa di sosta possono sommarsi: l'importo finale dipende dalla durata dello sforamento

quanto costa la multa

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Per la sosta tariffata l'importo di riferimento è quello dell'articolo 7, comma 14, primo periodo: da 42 a 173 euro. Nella pratica chi paga in misura ridotta versa il minimo, cioè 42 euro; si sale solo se la pratica finisce in ordinanza prefettizia. Il conto vero, però, lo fa la maggiorazione. Prendendo una zona con sosta a pagamento dalle 8 alle 20 e tariffa da 2 euro l'ora: il periodo tariffato della giornata vale 24 euro. Chi paga un'ora e torna dopo un'ora e venti rientra nella seconda fascia, quindi 21 euro di sanzione ridotta più 24 di tariffa: 45 euro. Chi non paga affatto arriva a 66. Dove il Comune prevede un biglietto giornaliero, la maggiorazione non può superare quell'importo. Resta valido lo sconto del 30% per chi salda entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione, secondo le regole generali dell'articolo 202. Su una sanzione da 42 euro si scende a 29,40. Un ultimo accorgimento può fare la differenza: quello sconto riguarda soltanto la sanzione amministrativa. Multa e tariffa hanno funzioni diverse: la prima punisce la violazione, la seconda è il corrispettivo per l'occupazione dello stallo. Proprio per questo possono essere richieste insieme. Sulla quota tariffaria la riduzione non si applica: è la linea che i gestori dei parcheggi stanno seguendo nell'applicare la norma.

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