Mancini: "La ferita dell'eliminazione mondiale si sente ancora, ma dobbiamo guardare avanti"
Contro il Belgio il primo test della nuova Nazionale con il ritorno sulla panchina dell’Italia: "Giocare bene e divertire la gente per vincere"
Contro il Belgio il primo test della nuova Nazionale con il ritorno sulla panchina dell’Italia: "Giocare bene e divertire la gente per vincere"
Fabio Licari Giornalista 25 settembre - 14:06 - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’emozione del nuovo debutto stasera all’Olimpico sarà fortissima, “ma non come nel 2018 a San Gallo contro l’Arabia Saudita. Quella era enorme, era la prima volta”. La panchina azzurra voluta a tutti i costi e ritrovata dopo tre anni, per cominciare una nuova avventura: “Tanta nostalgia per quello che è stato: eravamo arrivati lavorando molto bene e abbiamo fatto qualcosa di straordinario”. L’Italia che deve tornare a essere Italia. Riprendono le vecchie abitudini e la mattina della partita Roberto Mancini parla ai microfoni di Raisport con Alessandro Antinelli. Con in testa un mantra che ormai conosciamo: “Giocare bene e far divertire la gente, per vincere”.
VIDEO: Donnarumma: "Quando Malagò ha scelto Mancini gli ho detto..."gioco e divertimento
—Stasera contro il Belgio non sarà la prova del nove, ma il primo test importantissimo. “Giocare e divertire la gente, si vince così, è il pensiero di tutti gli allenatori. Ci siamo riusciti già una volta, penso possiamo ripeterci, forse servirà un po’ più di tempo ma cercheremo di essere veloci. Perché se arrivano i risultati lavori meglio”. La prima Italia di Mancini aveva un feeling speciale con i risultati, 37 partite senza sconfitta. Un record superato soltanto dalla Spagna di De la Fuente al Mondiale: “Se l’è meritato, ha vinto Europeo, Nations, Mondiale. Complimenti davvero. Non sarò semplice battere il record, ma si può fare altro”.
contro la paura
—Mancini prende in mano un’Italia spaventata “dentro” dalla tre eliminazioni mondiali. Servirà un ct psicologo? “Lo sport è fatto di sconfitte dure da digerire, ma offre sempre la possibilità di rifarsi velocemente. A Zenica, poi, se si perde ai rigori è anche sfortuna. La ferita nello spogliatoio si sente, purtroppo è questo il problema, ma bisogna guardare avanti, pensare positivo”. Un peso che forse i giovani sentiranno meno: “Sì, molti non c’erano, mentalmente sono più liberi. E poi un giovane lavora in modo diverso, non pensa troppo e fa quello che gli viene: è la bellezza della gioventù”.
riconquistare la gente
—L’Italia e Mancini devono dimostrare qualcosa: “Tutti noi dobbiamo dimostrare qualcosa, allenatori, giocatori. Dimostrare tutto quello che abbiamo da dare. Ma succede in ogni lavoro. I ragazzi devono giocare tranquilli, far divertire i tifosi, è l’unica strada per riconquistare la gente. Abbiamo le qualità per riuscire”. Mancini riparte come Zidane con la Francia, Klopp con la Germania, De la Fuente con la Spagna… “Mi sarebbe piaciuto essere al posto di De la Fuente al Mondiale (ride, ndr), ma alleniamo tutti grandi nazionali che hanno fatto la storia, e per tutti ci sarà da lottare nei prossimi quattro anni”. Diversamente da Zidane, che ha un contingente normale, l’Italia ha selezionato 34 giocatori: “Loro ne hanno tanti forti, noi dobbiamo riformare la squadra”.
coppia d'attacco
—La formazione di stasera sembra fatta per dieci undicesimi. Donnarumma in porta. Difesa con Di Lorenzo, Mancini, Coppola e Calafiori. In mezzo Barella, Romano e Tonali. Davanti Cambiaghi e Pio Esposito più uno tra Kean e Maldini a sinistra. “Pio e Moise possono giocare assieme tranquillamente. Tutti i nostri attaccanti possono giocare assieme tra loro. Moise non ha tante partite in stagione ma è giovane, ha forza, è migliorato”. E Maldini? “Io guardo quello che sta facendo il campo, il resto può capitare, per fortuna non è successo niente e starà più attento la prossima. Ma è capitato a molti…”. La decisione finale nel pomeriggio, dopo la rifinitura. Con Maldini, in fase d’impostazione si potrebbe tornare al 3-2-5 di Wembley: l’ex cagliaritano che si accentra tipo Insigne, lasciando l’ala sinistra a Calafiori. Con Kean, che tende verso il centro, in possesso il sistema potrebbe essere più simile al 3-5-2.
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