Juve, riecco Neto: sognava di diventare l'erede di Buffon, ma dopo due anni aveva "perso la voglia"
Il brasiliano, atteso a Torino nel weekend per sopperire al grave infortunio di Grabara, era arrivato a parametro zero dalla Fiorentina nel 2015, ma dopo solo due stagioni se ne era andato a causa dello scarso utilizzo
Il brasiliano, atteso a Torino nel weekend per sopperire al grave infortunio di Grabara, era arrivato a parametro zero dalla Fiorentina nel 2015, ma dopo solo due stagioni se ne era andato a causa dello scarso utilizzo
Fabio Russo Giornalista 25 settembre - 15:39 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNove anni, 3.401 giorni (e 5 squadre) dopo l'addio nel 2017, Norberto Neto è pronto (nel weekend) a sbarcare nuovamente a Torino per tornare a ricoprire il ruolo di secondo portiere della Juve. Ma, nel frattempo, per lui e per i bianconeri, è cambiato tutto. Allora il brasiliano arrivava a parametro zero dalla Fiorentina con la prospettiva di crescere dietro a Buffon e, nel giro di qualche stagione, magari rappresentare il suo erede. Adesso, torna in una situazione di totale emergenza per l'infortunio di Grabara e dopo 3 mesi da svincolato. L'ultima immagine di Neto con la maglia della Juve risale alla notte di Cardiff, quando i bianconeri, reduci dal sesto scudetto di fila e dalla terza Coppa Italia consecutiva, venivano sconfitti in finale di Champions League dal Real Madrid. Sembra passato un secolo, per una squadra che, al momento, non vince un tricolore da 6 anni.
VIDEO: Bruno Fernandes di nuovo in Italia? Mateta torna di moda. Palmisani, non solo la Juvecome è andata la prima esperienza di neto alla juve
—Nell'estate del 2015, dopo 4 anni alla Fiorentina con cui si afferma tra i migliori giovani portieri della Serie A, Neto arriva a Torino carico di aspettative. "Io da oggi mi sento portiere della Juventus e mi farò trovare pronto quando verrò chiamato, voglio restare per ancora tanti anni", dice nella conferenza stampa di presentazione, celando quello che sarebbe il suo obiettivo: fare esperienza alle spalle di Buffon, ormai già 37enne, per arrivare a giocarsi il posto da titolare. Per Gigi, però, la pensione è ancora lontana, tanto che, in quell'anno, stabilirà pure il nuovo record di imbattibilità per la Serie A (974'). A Neto, così, restano appena 22 presenze in 2 stagioni, le uniche soddisfazioni di vincere 2 Coppe Italia da titolare e la sensazione di non poter in alcun modo mettere in discussione il totem Buffon. "Alla Juve non era possibile la concorrenza e quindi non ero contento - rivelerà qualche mese dopo essere stato ceduto al Valencia per 6 milioni -. Non ho sentito la fiducia e ho perso la voglia, perché vedi che quello che fai non è importante. Sono rimasto 2 anni ad aspettare cose che non sono successe: non pensavo di scavalcare Buffon ma pensavo a lavorare e fare il meglio dentro al campo e cercare di dimostrare che ero all'altezza di poter giocare titolare". Quello che non era riuscito a Neto, riuscirà nella stagione successiva a Szczesny, che dopo una stagione in coppia, fu capace di raccogliere l'eredità di Gigi.
Neto, accanto a Rincon, festeggia la vittoria della Coppa Italia 2017. Getty Imagesjuve, quale sarà il ruolo di neto
—Adesso, nove anni dopo, è tutto diverso: il numero uno brasiliano si è tolto la soddisfazione di giocare 4 stagioni da protagonista tra Valencia (2017-19, con cui ha vinto pure una Coppa di Spagna) e Bournemouth (2022-24) e, prima del rientro in patria nell'ultimo anno, al Botafogo, ha fatto il secondo in contesti d'elite come Barcellona (2019-22) e Arsenal (2024-25). Così, torna a Torino senza pretese, ma con tanta esperienza e la voglia di dare una mano a un ambiente che già conosce. A 37 anni, gli stessi che aveva Buffon quando lui sognava di diventarne l'erede...
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