Patente per disabili: come guidare nonostante i limiti fisici
La normativa europea prevede un approccio standard che permetta di guidare anche alle persone con disabilità o menomazioni fisiche. In Italia è tutto regolato dal decreto ministeriale 187/2024 del Mit e dagli articoli 119 e 128 del Codice della strada, che stabiliscono i passaggi necessari per l'ottenimento della patente in questi casi
La normativa europea prevede un approccio standard che permetta di guidare anche alle persone con disabilità o menomazioni fisiche. In Italia è tutto regolato dal decreto ministeriale 187/2024 del Mit e dagli articoli 119 e 128 del Codice della strada, che stabiliscono i passaggi necessari per l'ottenimento della patente in questi casi
Michele Floris 25 settembre - 16:22 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Attraverso i sistemi di adattamento alla guida, anche le persone disabili possono guidare a seguito di una valutazione medica - Getty ImagesOltre che un piacere, spostarsi guidando la propria auto è un’espressione di libertà ed indipendenza di grande importanza. Per questa ragione, anche le persone che soffrono di disabilità fisiche che ne riducono la capacità di movimento, hanno il diritto di conseguire l’esame per la patente. Si tratta di persone che non godono del completo funzionamento degli arti, o di alcune delle loro parti, ma che comunque sono capaci di condurre un mezzo di trasporto. A renderlo possibile sono infatti i sistemi di adattamento alla guida, che rimpiazzano alcune componenti normalmente presenti in auto, rendendole azionabili in maniera diversa. In questo modo, anche i portatori di handicap fisici possono conseguire la patente, o mantenere in validità quella già ottenuta prima di sviluppare una condizione invalidante.
LEGGI ANCHE
Disabili: chi può comprare l'auto con l'Iva al 4%
La valutazione medica stabilisce se un disabile può guidare e con quali sistemi di adattamento alla guida - Getty Imagesvalutazione medica
—La prima fase che anticipa l’esame teorico e pratico della patente è la valutazione medica. Secondo la direttiva europea 2025/2205 del Parlamento e del Consiglio Europeo, recepita in Italia dal decreto ministeriale 187/2024 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), e secondo l’articolo 119 del Codice della strada, per una persona disabile è possibile conseguire l’esame della patente solo dopo la valutazione di una commissione medica locale (Cml) che certifichi la gravità della disabilità. Attraverso questa fase, è possibile individuare quali sono gli adattamenti alla guida necessari da applicare alla postazione di guida, per permettere al conducente di fare fronte alla propria disabilità. Con il decreto ministeriale del 2024, è stato pubblicato un prontuario che definisce per ogni specifico caso di menomazione quali siano le misure necessarie da adottare. È importante precisare però che questa fase non comporta una soluzione rigorosa e prestabilita per ogni persona. La valutazione medica effettuata da un’autorità competente è necessaria proprio perché è doveroso valutare caso per caso le complicazioni che una disabilità comporta, e di conseguenza l’effettivo bisogno di adattare i sistemi di guida alle menomazioni del paziente. Dopodiché, a seguito della valutazione, la commissione medica comunicherà all’ufficio motorizzazione se e quali adattamenti alla guida saranno necessari per permettere al paziente di guidare.
LEGGI ANCHE
Tesla farà un robotaxi per persone in sedia a rotelle: come sarà
La prova pratica va eseguita a bordo di un veicolo che rispetti le indicazioni emerse dalla valutazione medica - Getty Imagesesame di guida
—Qualora l’esito della valutazione medica riconosca per la persona la possibilità di guidare, grazie ad interventi su misura applicati al veicolo estratte dal prontuario, sarà possibile allora conseguire l’esame per la patente. Se l’individuo ha sviluppato la disabilità prima di ottenere la patente dovrà conseguire normalmente l’esame teorico e successivamente la prova pratica su un veicolo dotato degli aggiustamenti previsti in seguito all’accertamento medico. Qualora la persona fosse già in possesso della patente, dovrà invece sottoporsi alla valutazione medica e, se ritenuto abile alla guida con alcune limitazioni, dovrà ripetere la prova pratica a bordo di una vettura fornita degli specifici adattamenti alla guida
LEGGI ANCHE
Patente a 17 anni e riduzione delle multe: le proposte di modifica del Codice della strada
In caso la disabilità sia cronica, è necessario ripetere la valutazione medica in maniera periodica - Getty Imagespatente e durata
—Una volta completato l’iter, sulla nuova patente della persona con limitazioni fisiche sarà presente, di fianco alla dicitura dei tipi di veicoli che la persona può guidare, anche la sigla degli adattamenti previsti. Infatti ogni misura è dotata di un codice identificativo, che permette di stabilire in maniera immediata il tipo di adattamento alla guida necessario. Alcuni esempi sono il cambio automatico di serie, che ha il codice 10.02, o il sistema di acceleratore e freno al volante, con codice 32.01. Secondo quanto stabilito dall’articolo 128 del Codice della strada, il possessore della patente dovrà sottoporsi periodicamente a valutazioni mediche qualora la sua disabilità presenti peggioramenti cronici. Di conseguenza sarà necessario valutare di volta in volta gli adattamenti alla guida e, in caso di cambiamenti, ripetere la prova pratica a bordo di un veicolo aggiornato di tutti i dispositivi previsti. Diverso invece il discorso per chi mostra una condizione stabile, la cui patente continua ad avere validità come ogni altro utente secondo quanto previsto dall'articolo 126 del Codice della strada.
Leggi anche Antonelli deluso per l'incidente: "Il mio un errore inutile, ecco cos'è successo"Benelli Trk 902 Stradale o Xplorer: pregi e difetti della nuova ammiraglia© RIPRODUZIONE RISERVATA