Leclerc: "Sognare non costa nulla, ma siamo a 8 decimi da Russell. E non abbiamo fatto errori..."
Il monegasco ha portato in prima fila la Ferrari a Baku: "Non avevo confidenza assoluta, i 5-10 cm lontano dai muretti alla fine si pagano". Hamilton: "Problemi a mandare in temperatura le gomme"
Il monegasco ha portato in prima fila la Ferrari a Baku: "Non avevo confidenza assoluta, i 5-10 cm lontano dai muretti alla fine si pagano". Hamilton: "Problemi a mandare in temperatura le gomme"
Giusto Ferronato Giornalista 25 settembre (modifica alle 17:05) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Da sinistra George Russell e Charles Leclerc dopo le qualifiche a BakuLa Ferrari si prende la prima fila dell'Azerbaigian con Charles Leclerc, ma al termine delle qualifiche di Baku il distacco dalla Mercedes di George Russell in pole lascia al monegasco più di un interrogativo. Otto decimi separano infatti Leclerc dalla pole e raccontano una superiorità che il ferrarista ammette di non riuscire ancora a spiegare completamente. “Abbiamo massimizzato, purtroppo – ha spiegato Leclerc – perché con otto decimi di distacco sarebbe meglio poter dire di aver commesso degli errori, invece entrambi i giri erano buoni. Non ho avuto la confidenza necessaria per prendermi più margine con i muri, abbiamo avuto tanti problemi con la guidabilità e quei cinque-dieci centimetri che lasci dai muretti, li paghi tanto su una pista così. Abbiamo fatto fatica”.
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—Una situazione che la Ferrari aveva in parte messo in conto dopo le difficoltà incontrate nelle prove libere, anche se non in queste proporzioni: “Siamo stati dietro per tutto il weekend e, dopo una giornata di prove libere difficile, ci aspettavamo di essere così lontani – ha detto il monegasco - era la posizione che ci aspettavamo, ma il divario da Russell è molto più ampio di quanto pensassimo. Non so da dove vengano quegli otto decimi. Anche il secondo settore è stato buono, ma pure lì c’è stato un divario rispetto a lui”. Leclerc proverà comunque a giocarsi le proprie carte in gara, affidandosi soprattutto al passo mostrato dalla SF-26 nelle simulazioni con maggiore carico di carburante: “La velocità in rettilineo non è il nostro punto di forza, ma abbiamo dimostrato un buon passo gara nelle FP1. Spero che sia così anche domani. Sognare non costa nulla, ma non penso troppo al risultato. Mi sento ottimista, però loro hanno tanto margine e bisognerà avvicinarsi molto”.
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—Più indietro scatterà Lewis Hamilton, sesto al termine di una qualifica condizionata soprattutto dalla difficoltà nel portare gli pneumatici nella corretta finestra di funzionamento. “La temperatura delle gomme è stata un grosso problema per me durante tutto il weekend – ha detto l’inglese - nel Q2 ho faticato molto a trovare la giusta finestra, mentre nel Q3 non ho avuto nessuno davanti per la scia e per questo sono stato estremamente lento sul rettilineo”. A spiegare le difficoltà incontrate dalla Ferrari è stato anche Frederic Vasseur, che ha sottolineato come il calo delle temperature abbia complicato ulteriormente una sessione nella quale i principali team hanno adottato strategie differenti. “È stata una sessione complicata per tutti, rispetto a ieri la temperatura è calata enormemente. I primi tre team hanno fatto una strategia diversa: Russell tre giri consecutivi, noi due e la McLaren uno più uno. Sapevamo che sarebbe stato un po’ al limite, però probabilmente gli altri hanno scelto meglio di noi”.
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—Il team principal non considera però chiusa la partita per la vittoria: “Russell favorito? Se guardiamo le qualifiche sicuramente, ma in ogni caso lotteremo e spingeremo fino alla fine. La gara è sempre un po’ diversa, anche se è vero che lui è sembrato imbattibile”. Vasseur ha infine affrontato le indiscrezioni sul proprio futuro e, più in generale, le conseguenze delle voci che continuano a circondare la Ferrari. “È difficile non solo per me, ma per tutti i membri del team. La settimana scorsa abbiamo dovuto leggere che qualcuno sarà licenziato e questo, onestamente, mette il team in un angolo. La F1 è una sfida enorme, siamo quattro team che combattono per un centesimo. La mancanza di serenità non aiuta il team, ma è così: noi dobbiamo semplicemente continuare a lavorare”.
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