Difese un uomo da due razzisti e fu ucciso: 45 anni di carcere agli assassini del rugbista Aramburu
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Difese un uomo da due razzisti e fu ucciso: 45 anni di carcere agli assassini del rugbista Aramburu

Venerdì 25 settembre 2026
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A Parigi, nel marzo del 2022, il trequarti argentino intervenne in aiuto dell'uomo, nacque una rissa nel locale e il Puma venne ucciso da colpi di pistola sparati dai due militanti di estrema destra. Condannato le Priol a 26 anni e Bouvier a 19. I giurati non hanno riconosciuto la premeditazione

A Parigi, nel marzo del 2022, il trequarti argentino intervenne in aiuto dell'uomo, nacque una rissa nel locale e il Puma venne ucciso da colpi di pistola sparati dai due militanti di estrema destra. Condannato le Priol a 26 anni e Bouvier a 19. I giurati non hanno riconosciuto la premeditazione

Roberto Parretta 25 settembre (modifica alle 23:17) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Dovranno scontare un totale di 45 anni di carcere Loik le Priol e Romain Bouvier, i due estremisti di destra francesi che nella notte tra il 18 e 19 marzo del 2022 uccisero l’ex rugbista argentino Federico Martin Aramburu. La Corte di Parigi, dopo 11 ore di camera di consiglio, ha condannato le Priol a 26 anni e Bouvier a 19. I giurati non hanno riconosciuto la premeditazione.

l'omicidio

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Cresciuto al CASI di Buenos Aires, dal 2004 al 2008 Aramburu (22 presenze con la maglia dei Pumas e 3° ai Mondiali del 2007) giocò in Francia indossando le maglie di Dax, Perpignan e Biarritz, la città nella quale era rimasto a vivere. La mattina del 19 marzo 2022 si trovava in un bar su Boulevard Saint-Germain in compagnia dell'amico Shaun Hegarty: i due ex rugbisti e compagni di squadra avevano in programma di assistere alla partita Francia-Inghilterra del Sei Nazioni. In seguito a una lita all'interno del locale, intervenuti per difendere un uomo dagli epiteti razzisti rivoltigli da le Priol e Bouvier, la situazione sarebbe degenerata, fino alla sparatoria in cui Aramburu perse la vita. Aveva 42 anni.

le sentenze

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Le Priol era accusato di avere esploso i colpi di pistola, ma ha sempre negato di avere agito con premeditazione. L'accusa aveva chiesto 27 anni e contestava principalmente il reato di assassinio. Nel motivare la sentenza, il giudice ha sottolineato “l'estrema gravità dei fatti”, parlando di una “rabbia narcisistica”. La Corte ha inoltre evidenziato la sua “fascinazione per le armi”, il riferimento a una “ideologia mortifera” e l'elevato rischio di recidiva criminale. Non sono state riconosciute né la legittima difesa né un disturbo psichico. Condanna a 19 anni per tentato omicidio invece per Romain Bouvier, un anno in meno rispetto ai 20 richiesti dall'accusa. Bouvier aveva esploso i primi quattro colpi, nessuno dei quali mortale, anche se due avevano comunque raggiunto Aramburu. L'imputato aveva riconosciuto di aver sparato, sostenendo però di avere indirizzato i colpi verso terra. Una ricostruzione respinta dalla Corte. Il giudice ha sottolineato che Bouvier avrebbe sparato “a braccio teso” contro un bersaglio che arretrava, colpendolo anche al torace, e che in circa quattro secondi aveva armato quattro volte il cane dell'arma. Secondo la Corte, questi elementi dimostrano una volontà omicida. Tre anni di reclusione, di cui 30 mesi con la condizione, poi, per Lyson Rochemyr, assolto dalla complicità del tentato omicidio. Dopo la lite in strada, quando Aramburu ed Hegarty si erano diretti verso il loro hotel, Rochemyr si trovava alla guida della Jeep che raggiunse i due sul boulevard Saint-Germain e dalla quale le Priol e Bouvier spararono. La condanna per Rochemyr fa però riferimento all'accusa di sottrazione di documenti o oggetti destinati a ostacolare le indagini. Tre anni con la condizionale infine per Antony Sorrentino, colpevole di ostacolo alle indagini e favoreggiamento della fuga di un criminale dalle autorità: aveva accompagnato Bouvier durante la fuga dopo la sparatoria e ha ammesso i fatti.

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