Salvatore Esposito racconta Pio e Seba: "È stato commovente. Ho visto la partita da solo perché..."
Il fratello maggiore: "Per me è stata una serata fantastica. E per fortuna hanno trovato Mancini,"
Il fratello maggiore: "Per me è stata una serata fantastica. E per fortuna hanno trovato Mancini,"
Filippo Grimaldi Giornalista 30 settembre - 08:53 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUna notte speciale, diversa da tutte le altre, persino più magica di quell’8 dicembre 2024 in cui i tre fratelli Esposito, Salvatore, Pio e Sebastiano, andarono a segno nella stessa giornata di campionato, per di più nell’arco di appena 45 minuti, rispettivamente con lo Spezia in B (i primi due) e il terzo con la maglia dell’Empoli. Lunedì a Bursa, in Turchia-Italia, si è andati ben oltre, con la prima partita da titolari di Sebastiano e Pio. Da 111 anni due fratelli non partivano dall’inizio nell’undici azzurro.
VIDEO: Turchia-Italia, reazioni social: “Pio Esposito come Aldo Baglio”Salvatore, quale è il suo stato d’animo, da fratello, dopo quello che è successo in Nations?
"È stata un’emozione indescrivibile, non solo per me, ma per tutta la mia famiglia. Sono felice per entrambi, ma in particolare per Sebastiano, che ormai fa parte della Nazionale, anche se non aveva ancora esordito. Devo dire che è un grande orgoglio condiviso da tutti quanti noi, perché giocare con l’Italia è semplicemente qualcosa di unico, una soddisfazione grandissima".
Dove ha seguito la partita degli azzurri, lunedì sera?
"A casa, rigorosamente da solo. Devo dire che quando giocano i miei fratelli io sono piuttosto scaramantico, per cui la tradizione prevede che segua le gare senza altre persone vicino. È tutto il contrario di quel che accade quando devo giocare io, perché in quel caso mi avvicino alla partita in modo opposto, nella più totale serenità".
Vi siete sentiti a fine gara?
"Sì, subito dopo. Sono stati momenti molto toccanti, direi commoventi. Per me è stata una serata fantastica".
E con papà e mamma?
"Ho parlato al telefono anche con loro, noi ci sentiamo sempre dopo le partite. Facevamo fatica a contenere l’emozione, sono stati momenti che rimarranno dentro di noi per sempre".
In coppia Pio e Sebastiano possono essere una delle risorse più preziose dell’Italia di Mancini che vuole tornare ad essere grande?
"Posso solo dire che sono fiducioso per il loro futuro azzurro. Hanno una grande fortuna, fra l’altro: quella di avere un commissario tecnico come Mancini che non ha certo paura di far giocare i ragazzi, se lo meritano, anche perché grazie a quella che è stata la sua carriera sa riconoscere subito il talento".
Di Sebastiano, Mancini ha detto: "Ha meritato il debutto perché sta dimostrando il suo valore". Cosa ne pensa?
"Questa è sempre stata una caratteristica di Sebastiano: lui realizza soltanto dopo in quale contesto si trovi e quali siano le difficoltà che ha affrontato e superato. Sul momento, invece, vive tutto con naturalezza, ma perché ha una qualità incredibile. E come tutti i numeri dieci entra in campo sereno, va molto d’istinto, come se quella con la Turchia fosse stata una gara normale. Però stavolta non era come giocare al campetto... Proprio qui sta la sua grande forza".
Pio e Seba hanno dedicato la vittoria alla nonna.
"Perché sta attraversando un momento particolare".
Ora tocca a lei: deve aiutare la Samp a tornare grande.
"Vedere la mia squadra nelle ultime stagioni in B non è stato bello, ma da parte di tutti noi ci sono l’intento e la voglia di tirarci su. Il campionato è lungo...".
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