Sepang bagnata? Da Max a Lewis e Lando: gli specialisti. Ma anche Antonelli sa come si fa...
La Gazzetta dello Sport

Sepang bagnata? Da Max a Lewis e Lando: gli specialisti. Ma anche Antonelli sa come si fa...

Mercoledì 30 settembre 2026
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Nel 2026 non c'è ancora stata una gara sull'acqua, ma le previsioni meteo per questo fine settimana la danno molto probabile. Chi sono i migliori in condizioni di pioggia? Tanti. Ma anche il leader iridato italiano si è già fatto valere nelle serie minori   

Nel 2026 non c'è ancora stata una gara sull'acqua, ma le previsioni meteo per questo fine settimana la danno molto probabile. Chi sono i migliori in condizioni di pioggia? Tanti. Ma anche il leader iridato italiano si è già fatto valere nelle serie minori   

Giusto Ferronato Giornalista 30 settembre - 08:49 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Max Verstappen in azione nel vittorioso GP del Brasile del 2024

La Formula 1 vola a Sepang per il GP del Bahrain e contrariamente a quello che solitamente accade proprio in Bahrain, in Malesia questo fine settimana potrebbe ritrovare una variabile che finora è mancata nel 2026: un GP condizionato dalla pioggia. Non poteva esserci scenario più adatto di Sepang, circuito tornato nel Mondiale dopo nove anni per ospitare il “recupero” del GP mediorientale rinviato per le tensioni della guerra tra Usa e Iran in aprile. Cinquantasei giri su una pista da 5,5 km, con caldo, umidità e soprattutto il rischio dei classici acquazzoni di questa parte del mondo. Se l’acqua arriverà davvero, oltre alle monoposto verranno messe alla prova soprattutto le qualità dei piloti. Perché sul bagnato cambiano riferimenti, traiettorie, frenate e sensibilità sul gas. E il talento può pesare ancora più del solito. 

VIDEO: Intervista impossibile a Verstappen: domande a 250 km/h

le imprese di max

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La domanda allora diventa inevitabile: chi sono i migliori interpreti del bagnato sulla griglia attuale? Il primo nome porta a Max Verstappen. La Red Bull arriva da Baku con segnali incoraggianti: l’olandese ha chiuso secondo dietro a George Russell, mentre Isack Hadjar ha portato l’altra Red Bull sul podio. E Sepang è un luogo speciale per Max. Nel 2017, il giorno dopo il 20° compleanno, partì terzo, superò Hamilton e conquistò proprio qui la sua seconda vittoria in Formula 1, precedendo il britannico di quasi 13 secondi. Quella gara fu asciutta, ma già nelle prove bagnate Verstappen aveva messo tutti dietro. Sull’acqua, del resto, il curriculum del quattro volte iridato è impressionante. Interlagos 2016 resta una delle esibizioni che hanno costruito la sua fama. In condizioni quasi proibitive salvò una Red Bull partita in aquaplaning sul rettilineo, inventò traiettorie lontanissime da quelle abituali e, dopo una strategia che lo aveva fatto precipitare al 16° posto, rimontò fino al terzo con una sequenza di sorpassi diventata una delle immagini della sua prima parte di carriera. Otto anni dopo, sempre a Interlagos, fece persino meglio: nel 2024 partì 17° e vinse sotto la pioggia, guadagnando sei posizioni già nel primo giro e costruendo una rimonta decisiva nella corsa al quarto titolo mondiale. In mezzo ci sono altre prove notevoli, da Hockenheim 2019 a Imola 2021. Se domenica Sepang dovesse trasformarsi in una pista d’acqua, Verstappen avrebbe dunque qualche argomento in più per inserirsi nella lotta al successo. 

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hamilton

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C’è però un altro specialista che Sepang lo conosce bene: Lewis Hamilton. Il sette volte iridato ha costruito alcune delle giornate più importanti della carriera proprio quando l’aderenza era minima. Silverstone 2008 resta probabilmente il manifesto: pioggia, continui errori degli avversari e Hamilton capace invece di imporre un ritmo impressionante, fino a vincere con oltre un minuto di vantaggio sul secondo. Nel 2016 vinse un GP del Brasile disputato in condizioni difficilissime senza praticamente commettere errori. E poi c’è Istanbul 2020: pista viscida, Hamilton inizialmente prudente, poi sempre più veloce mentre gli altri consumavano le gomme. Portò le gomme intermedie fino al traguardo con una sola sosta, vinse con oltre mezzo minuto di margine e conquistò nello stesso pomeriggio il settimo titolo mondiale. 

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alonso e norris

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Sepang evoca ricordi ancora più diretti per Fernando Alonso. Nel 2012 lo spagnolo arrivò in Malesia con una Ferrari lontana dall'essere la monoposto di riferimento. Partì ottavo, ma quando il cielo si aprì seppe sopravvivere al caos meglio degli altri. La gara venne sospesa per quasi un’ora per la quantità d’acqua e alla ripartenza Alonso sfruttò ogni occasione fino a prendere il comando. Nel finale resistette alla sorprendente Sauber di Sergio Perez, più veloce, portando a casa una vittoria che alla vigilia sembrava quasi impossibile. Esperienza e sensibilità restano intatte, anche se oggi le possibilità dell’Aston Martin di inserirsi nella lotta davanti appaiono decisamente scarse. Tra i piloti della generazione successiva va tenuto d’occhio Lando Norris. L’inglese ha avuto con la pioggia anche un rapporto doloroso: Sochi 2021, quando era al comando e scelse di restare in pista con le slick mentre l’acqua aumentava, gli costò una prima vittoria che sembrava ormai sua. Quella giornata mostrò però anche quanto fosse veloce in condizioni mutevoli. Negli anni Norris ha trasformato quell’esperienza in maggiore maturità, come ha confermato a Silverstone nel 2025: gara segnata da pioggia, Safety Car e continui cambiamenti di aderenza, nella quale il pilota della McLaren evitò gli errori e conquistò la prima vittoria di casa della carriera. 

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occhio a kimi

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E poi c’è Kimi Antonelli, probabilmente l'osservato speciale se domenica dovesse piovere. Per lui il confronto con gli altri è particolare: Verstappen, Hamilton e Alonso hanno costruito sull’acqua alcune delle imprese più famose della Formula 1 moderna, mentre Antonelli deve ancora scrivere la sua prima vera gara bagnata nella massima categoria. E non conosce Sepang. Due incognite che renderebbero il weekend malese uno degli esami più interessanti della sua stagione. L’acqua, però, non è un territorio sconosciuto per l’italiano. Già nelle categorie giovanili Antonelli ha mostrato una notevole predisposizione per le condizioni di scarsa aderenza. Uno degli esempi più significativi è Spa 2023, nella Formula Regional europea: sotto una pioggia fortissima, in un weekend segnato anche dal tragico incidente di Dilano van ’t Hoff, Antonelli si è imposto nella seconda gara. Più in generale, nel percorso tra Formula 4 e Formula Regional si è fatto apprezzare proprio per la rapidità con cui è riuscito a trovare il limite quando la pista è cambiata continuamente. Antonelli ha dimostrato di essere bravo nella ricerca del limite senza oltrepassarlo. Per questo Sepang potrebbe diventare qualcosa di più di un altro passaggio nella sua corsa al titolo. Dopo il difficile fine settimana di Baku, chiuso comunque al quinto posto partendo sedicesimo, una gara sul bagnato offrirebbe ad Antonelli l’occasione di mostrare una qualità che finora il Mondiale 2026 non gli ha ancora chiesto di mostrare. Sarebbe, in questo senso, un vero esame di maturità: non tanto per dimostrare di essere già al livello dei grandi specialisti dell’acqua, quanto per dare ancora più legittimazione al primo posto in classifica vedendolo in azione nelle condizioni di gara più complicate. E per un pilota che ha il 12 di Ayrton Senna sulla macchina, un altro re del bagnato, uno scenario simile renderebbe il suo primato ancora più iconico.

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