Bulega, il giorno del trionfo: così ha conquistato il Mondiale Superbike a Cremona
La Gazzetta dello Sport

Bulega, il giorno del trionfo: così ha conquistato il Mondiale Superbike a Cremona

Mercoledì 30 settembre 2026
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Dalle cadute del venerdì alla grande festa iridata della domenica: il racconto di un intenso fine settimana che ha consegnato a Nicolò Bulega il titolo 2026 delle derivate di serie davanti al pubblico italiano

Dalle cadute del venerdì alla grande festa iridata della domenica: il racconto di un intenso fine settimana che ha consegnato a Nicolò Bulega il titolo 2026 delle derivate di serie davanti al pubblico italiano

Adriano Bestetti 30 settembre - 09:53 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Nicolò Bulega, campione dle mondo 2026 della Superbike con Ducati

Lo scorso weekend il Mondiale Superbike ha finalmente incoronato Nicolò Bulega campione del mondo 2026, un verdetto che appariva già scritto alla vigilia dell'Eicma Italian Round di Cremona, ma che necessitava comunque di essere portato definitivamente in porto con la benedizione della matematica. Dopo il precedente appuntamento di Magny-Cours, dove l'asso italiano della Ducati aveva firmato la sua ottava tripletta di vittorie sui nove round disputati, tutto lasciava presagire che la tappa di Cremona sarebbe stata quella giusta per sfoderare le magliette celebrative già pronte da tempo. E con 146 punti di vantaggio su Iker Lecuona, suo dirimpettaio nel box del team Aruba.it Racing Ducati (con cui lo spagnolo proseguirà fino al 2028), a tre appuntamenti dalla fine, solo una clamorosa debacle avrebbe potuto rinviare i festeggiamenti.

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La pressione della vigilia

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Alla luce di tutte queste considerazioni, Bulega è arrivato a Cremona con una discreta pressione sulle spalle. Non tanto per la conquista del titolo, ormai fuori discussione da tempo, ma per il fatto doverlo centrare nel fine settimana, per la gioia del pubblico italiano, accorso in gran numero per acclamarlo, dei vertici Ducati, presenti in forze, e per archiviare una volta per tutte la pratica, in modo da concentrarsi meglio sulla sfida della MotoGP che lo attende nel 2027. Dopo il precedente round francese della Superbike è arrivato infatti l'annuncio del suo approdo nella top class del Motomondiale, proprio con team Vr46 del suo antico mentore Valentino Rossi con cui mosse i primi passi nel racing internazionale. E nel frattempo è arrivata anche una caduta nei test con il prototipo Ducati da 850 cc al Mugello, solo uno spavento senza gravi conseguenze. Bulega voleva il titolo al Cremona Circuit e la sua strategia nel corso del weekend ha rispecchiato questo approccio.

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Lecuona in gran forma

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È curioso notare come il titolo sia finalmente arrivato in un fine settimana in cui Iker Lecuona ha fatto il Bulega, conquistando tre vittorie e la Superpole, e il neo-iridato ha fatto il Lecuona, ripiegando in tutte le occasioni sulla piazza d'onore. Ma questo ribadisce anche l'atteggiamento di un Bulega più che mai determinato a non lasciarsi sfuggire il bersaglio grosso in quel di Cremona. Senza contare che, come da lui stesso affermato in sala stampa, il campione emiliano si sentiva al 90% del suo normale potenziale per via di acciacchi più o meno recenti. Ma anche, aggiungiamo noi, per una stagione fin qui piuttosto intensa anche per via dei collaudi del nuovo prototipo MotoGP. Dall'altra parte del suo box, c'era invece un Lecuona deciso a capitalizzare sull’atteggiamento conservativo del compagno per scrollarsi di dosso l'etichetta di eterno secondo della stagione, con la solitaria vittoria di Donington Park a fare da contraltare a ben 23 secondi posti.

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due cadute nelle libere

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Il venerdì di prove libere Cremona non era stato granché esaltante per Bulega, comunque secondo nella classifica combinata dei tempi di fine giornata. Lecuona aveva fatto segnare il miglior crono in entrambe le sessioni di prove libere, staccandolo di 119 millesimi al mattino e di 254 millesimi nel pomeriggio, ma a complicare il suo lavoro sono state soprattutto due cadute, entrambe senza ripercussioni rilevanti sul lato fisico: la prima in curva 10 nella Fp1, la seconda in curva 8 della Fp2, quest’ultimo più rilevante in quanto gli ha poi impedito di tornare in pista e completare il lavoro previsto. "Il feeling non è stato dei migliori – aveva poi osservato a fine giornata - non sono riuscito a guidare come volevo. Sappiamo il motivo e quindi sono fiducioso del fatto che ritroverò il mio livello. Al momento sono soltanto arrabbiato. Ora penso solo a ritrovare il miglior feeling, poi penserò al resto".

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sabato senza titolo

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Le possibilità di Bulega di laurearsi campione del mondo nella prima giornata di gare erano piuttosto remote, per lo più legate a un errore decisivo di Lecuona. L’italiano avrebbe infatti dovuto vincere gara-1 con lo spagnolo fuori dalla top 5, esito apparso presto poco probabile alla luce della gran forma del secondo tra i cordoli cremonesi. Il sabato di Bulega è iniziato con una Fp3 poco indicativa, chiusa soltanto al decimo posto, ma è proseguito sfiorando la Superpole, con un miglior tempo di 1'27"919 inferiore al suo record dello scorso anno, ma più alto di 65 millesimi dal nuovo best lap del compagno di squadra, alla sua prima Superpole in Superbike. In Gara-1, Bulega si è presto ritrovato in lotta per il primato con un Lecuona scatenato, ripetendo così un copione visto per gran parte della stagione con le due Panigale V4 R ufficiali a fare il vuoto alle loro spalle. Valutando probabilmente rischi e benefici di un energico duello con il valenciano, Bulega ha preferito amministrare il secondo posto senza forzare eccessivamente. "Devo essere contento – ha poi ribadito nel dopo gara - ieri dopo la caduta in Fp2 ho perso un po' di feeling con la moto. Iker oggi era più forte di noi e quindi ho deciso che non aveva senso prendersi dei rischi e fare qualche stupidata. Ho deciso che il secondo posto andava bene: voglio vincere il campionato qui, quindi il secondo posto è stato intelligente".

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strada spianata dopo la superpole race

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Domenica 27 settembre, il pubblico della Superbike ha iniziato a confluire al Cremona Circuit "Angelo Bergamonti" sin dal mattino, ben consapevole che quella sarebbe stata la giornata in cui il campione in pectore, con ogni probabilità, avrebbe chiuso la contesa per il titolo 2026. E i polverosissimi parcheggi del tracciato lombardo si sono riempiti molto rapidamente, visto che il primo match-point sarebbe stato servito nella Superpole Race delle 11:10. Anche nella gara corta, Lecuona non ha fatto sconti al compagno di colori, rispondendo subito al suo attacco vincente al terzo giro per poi involarsi verso la vittoria. Bulega ha invece mantenuto il secondo posto senza patemi imbandendosi così la tavola per chiudere i giochi in Gara-2, dove gli sarebbe bastato terminare nei primi cinque per mettere in bacheca il titolo. Un calcio di rigore difficile da sbagliare.

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Finalmente campione in gara-2

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Il Cremona Circuit è la pista più corta e raccolta di quelle previste dal calendario 2026 della Superbike. E questo permette agli spettatori di spostarsi rapidamente da una parte all’altra del tracciato, potendo osservarne una larga porzione da tutte le tribune e godendo anche di un paddock aperto a tutti. L’atmosfera è diventata ancora più elettrizzante dopo la Superpole Race, con un fiorire di striscioni, bandiere e cori dedicati a “Bulegas”. E lui non ha tradito le attese, centrando il traguardo più importante della sua carriera. In una Gara-2 gestita con grande maturità, Bulega ha inizialmente provato a rimanere in scia a un Lecuona ancora una volta imprendibile, ma senza esporsi a rischi inutili. Consapevole di avere il campionato ormai in pugno, ha amministrato comodamente il secondo posto per completare la missione davanti ai suoi tifosi e ai tanti “ducatisti” sugli spalti. Bulega è così diventato ufficialmente campione del mondo della Superbike 2026, secondo pilota italiano a fregiarsi di questo titolo a 14 anni dal secondo trionfo di Max Biaggi, primo a riuscirci in sella a una Ducati. E la festa è così potuta iniziare.

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Festa Ducati

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Un raggiante Nicolò Bulega si è naturalmente concesso a lungo alle celebrazioni a bordo pista, con abbondanza di abbracci, burnout e l’applicazione del simbolico numero 1 sul muso della sua Panigale V4 R. Così facendo ha anche dato tempo al pubblico per radunarsi attorno al podio, ma gran parte dei suoi sostenitori più caldi avevano già iniziato a presidiare la zona con qualche giro di anticipo sull’esposizione della bandiera a scacchi. Ad attenderlo al parco chiuso, contornato da una folla festante e intenta a scandire il suo nome, tutto il team Aruba.it Racing capitanato dal Team Principal Stefano Cecconi con l’imprescindibile maglietta celebrativa, oltre al più che soddisfatto Lecuona che è stato tra i primi a complimentarsi con lui. Presenti anche il direttore generale Ducati Corse Luigi Dall'Igna e l’amministratore delegato di Ducati Claudio Domenicali, altrettanto radiosi nel celebrare un trionfo che completa il filotto di titoli nella Superbike 2026, visto che sia quello costruttori che quello squadre erano già stati conquistati prima di Cremona.

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Le parole del neo-iridato

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"Sono campione del mondo ed è incredibile – ha poi dichiarato un commosso Nicolò Bulega - questa vittoria ha diversi significati per me. Quando sono arrivato in Superbike sapevo che sarebbe stato ancora più difficile, ma ho trovato un team che ha creduto in me fin dalla prima gara e mi ha dato tutto ciò che serviva per arrivare fino a questo punto. Hanno capito che avevo ancora qualcosa da dare al motociclismo e mi hanno aiutato a ritrovare la mia velocità. E non solo nel paddock: mi sono stati vicini anche al di fuori. Quando fai parte di un team così, tutto diventa più facile. Grazie a tutte le persone che mi sono vicine, alla mia squadra, a Ducati e a tutti coloro che hanno creduto in me!".

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stagione da capogiro

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Dopo aver assolto a tutti i suoi doveri con i media, il neo campione si è ricongiunto con la squadra per le foto di rito e continuare poi a festeggiare il titolo, prima nel box e poi, dopo il tramonto, nell’hospitality Aruba.it Ducati, quando il felice pubblico di Cremona (oltre 46 mila presenze nei tre giorni, con un incremento superiore al 6,3% rispetto al 2025) era già sulla via del ritorno e gran parte dei truck delle altre squadre avevano già evacuato l’area. Il ventiseienne Bulega ha conquistato il titolo assicurandosi nei primi 10 round26 vittorie e 4 secondi su 30 gare e 9 Superpole su 10. Numeri mostruosi quindi, difficilmente replicabili in futuro, ma che potranno essere ulteriormente rintoccati negli ultimi due appuntamenti di Estoril e Jerez per lasciare così un segno ancora più indelebile nel massimo campionato per derivate dalla serie.

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Il neo-iridato debutterà in MotoGP nel 2027 con il team Pertamina VR46

in motoGP nel 2027

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Nicolò Bulega quest’anno ha fatto la storia accostando il suo nome a leggende della Ducati come Carl Fogarty e Troy Bayliss (anche lui a Cremona per consegnare i trofei), ma anche Doug Polen, Troy Corser, Alvaro Bautista e tanti altri, visto che la Superbike è da sempre tra i terreni di caccia preferiti della casa di Borgo Panigale. Ma nessuno di loro aveva mai avuto in tasca un passaporto italiano. E l’anno prossimo in MotoGP, con la sicurezza derivante da questo successo, il supporto del team Pertamina Vr46 e una moto che lui stesso ha contribuito a plasmare, il rookie Bulega potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista anche nella classe regina.

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