L'ora dei Fratelli d'Italia: Pio e Sebastiano Esposito, la Nazionale è un affare in famiglia
I due non avevano giocato insieme nemmeno un minuto in partite ufficiali prima di Turchia-Italia. L'ex tecnico Zanchetta: "Una goduria vederli in azzurro"
I due non avevano giocato insieme nemmeno un minuto in partite ufficiali prima di Turchia-Italia. L'ex tecnico Zanchetta: "Una goduria vederli in azzurro"
dal nostro inviato Roberto Maida 30 settembre - 09:19 - BURSA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’Italia s’è desta con i fratelli d’Italia. Improvvisamente simboli del risorgimento calcistico, i fratelli Esposito sono lo spot più fresco e accattivante che possa proporre la nuova Nazionale di Mancini. Intanto per la questione storica, che ha spolverato 111 anni di ricordi: Pio e Sebastiano, in rigido ordine alfabetico, hanno risvegliato le emozioni familiari vissute dai Cevenini, ultimi fratelli ad aver giocato insieme dall’inizio in Nazionale. Era il 1915, in piena monarchia e agli albori della guerra, quando il Canto composto da Goffredo Mameli non era ancora diventato il nostro inno. Ma c’è anche l’aspetto anagrafico della coppia a colpire e intrigare: Sebastiano ha 24 anni, Pio 21. Per età potrebbero rappresentare i colori azzurri per due/tre lustri. Infine, ma non per importanza, i due hanno impressionato per il contributo tecnico che hanno fornito alla splendida vittoria contro la Turchia: tra gol e assist, Pio è stato più visibile; anche Sebastiano però, al debutto assoluto, è entrato con qualità nelle azioni migliori costruite dall’Italia.
prima volta
—La cosa incredibile è che i due Esposito non avevano mai, proprio mai giocato insieme. Non considerando naturalmente i tempi delle strade di Castellammare, in cui Pio era il più piccolo dei tre fratelli (Salvatore è il maggiore) e veniva messo in porta quasi per dispetto, e neppure gli allenamenti a Brescia, con la Voluntas. No, non era mai capitato che Sebastiano e Pio condividessero un solo minuto in una partita ufficiale: a livello giovanile, essendo rispettivamente un 2002 e un 2005, non si sono incrociati, e una volta professionisti hanno scelto traiettorie differenti. Con l’Inter hanno partecipato entrambi al Mondiale per club negli Stati Uniti ma Pio ha sostituito Sebastiano contro gli Urawa Reds e Sebastiano ha preso il posto di Pio, che aveva pure segnato, contro il River Plate. Eppure a Bursa si capivano a meraviglia, con uno sguardo, come se si divertissero sul lungomare o in piazza. E a Bursa hanno realizzato uno dei loro sogni: cantare abbracciati l’inno di Mameli, che oggi sembra parlare di anche di loro.
VIDEO: Turchia-Italia, reazioni social: “Pio Esposito come Aldo Baglio”talento e testa
—Pur essendo più giovane, Pio aveva già raggiunto la ribalta con Rino Gattuso: in Turchia ha toccato quota 6 reti in Nazionale, una ogni 101 minuti. Sebastiano invece paga il ritardo determinato dal traffico del talento: soltanto lo scorso anno ha cominciato a giocare con continuità in Serie A, nel Cagliari, e in questo inizio di stagione ha confermato i segnali di crescita nel Sassuolo. "L’ho fatto esordire perché lo ha meritato" ha spiegato senza tanti giri di parole Mancini, che ha sempre dedicato molte ore all’allevamento. Forse Seba avrebbe accarezzato la Nazionale prima, senza quel carattere un po’ eccentrico. Abbiamo chiesto un parere ad Andrea Zanchetta, attuale allenatore della Pianese in Serie C, che nei suoi nove anni trascorsi nel settore giovanile dell’Inter ha allenato entrambi i fratelli Esposito. "In realtà tutti e tre, compreso Salvatore - precisa - ma Pio è quello che ho avuto meno perché quando era in età per giocare nell’Under 18 fece il salto nella Primavera. Aveva una testa incredibile, era sempre sul pezzo. Ma sono sincero: non pensavo allora che sarebbe diventato un pilastro della Nazionale anche perché ha sviluppato tardi, strutturandosi fisicamente intorno ai 17-18. Oggi invece è una vera goduria vedere lui e Seba insieme in azzurro: speriamo che continuino". Sebastiano ha qualità: "Lo dico spesso anche a loro. Ha più talento di Pio, che è un fenomeno nel mettere il corpo davanti ai difensori per prendere il pallone che arriva. Sebastiano è un attaccante che può giocare in tanti ruoli ma ha un carattere un po’ fumantino ed egocentrico. Deve trovare un allenatore che gli consenta di spaziare e creare: lo ha fatto anche Mancini piazzandogli dietro un terzino bloccato come Ruggeri. Aspettiamo anche lui".
Leggi anche Così l'Inter si assicurò i tre fratelli Esposito: "Per altri club di A c'era sempre un "però"..."Italia, la notte dei fratelli Esposito: "Ci siamo divertiti, questa vittoria è dedicata alla nonna"© RIPRODUZIONE RISERVATA