Dal dominio con Djokovic ai quattro infortuni: Musetti, un 2026 da incubo
La Gazzetta dello Sport

Dal dominio con Djokovic ai quattro infortuni: Musetti, un 2026 da incubo

Mercoledì 30 settembre 2026
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Il ritiro ai quarti dell’Australian Open ha aperto a un anno segnato dai problemi fisici: ileo-psoas, braccio, retto femorale e ora la frattura all’anulare destro che gli ha fatto saltare Tokyo

Il ritiro ai quarti dell’Australian Open ha aperto a un anno segnato dai problemi fisici: ileo-psoas, braccio, retto femorale e ora la frattura all’anulare destro che gli ha fatto saltare Tokyo

Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 30 settembre - 13:49 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il 2026 sembrava la stagione per la definitiva consacrazione a livelli altissimi di Lorenzo Musetti. Iniziata da n.7 del mondo, diventando presto n.5 alla vigilia dell’Australian Open, era avanti due set a zero contro Djokovic ai quarti di finale del primo Major stagionale. Da lì, dal punto più alto, l’annata è diventata un calvario. Infortuni, sconfitte sorprendenti e ritiri quasi di continuo, fino a quello dell’ultima ora direttamente da Tokyo. Per una frattura all’anulare destro l’azzurro ha infatti rinunciato all’Atp 500 giapponese, dicendo di fatto addio (per quanto fosse già decisamente complicato) al sogno Atp Finals. Ennesimo stop di un 2026 maledetto, che lo ha visto anche uscire dalla top 20, per la prima volta dal 2024, e non ha portato in eredità il tanto agognato titolo. Lorenzo è infatti a secco di trofei ormai dall’ottobre 2022 all'Atp 250 Napoli. Ma non è il solo problema al momento. 

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Australian Open: ileo-psoas

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I primi scricchiolii erano stati i più sorprendenti. Il 28 gennaio, sulla Rod Laver Arena, Musetti stava dominando Djokovic. Avanti 2-0 nei quarti di finale dell’Australian Open, la vittoria lo avrebbe anche portato al n.3 del mondo, sembrava vivere in un sogno. Nel secondo set aveva accusato qualche problemino, accennando piccole lamentele. Ma era imprevedibile, alla luce del livello espresso, che avrebbe dovuto ritirarsi nel terzo parziale, diventando il primo giocatore nell’Era Open ad abbandonare un quarto di finale Slam avanti due set a zero. Eppure il destino si mise di traverso, sotto forma di problema al muscolo ileo-psoas destro, venuto fuori con ancor più insistenza dopo un medical time out chiesto da Djokovic: la pausa risultò decisiva per irrigidire la zona ed impedire a Lorenzo di proseguire il match. "Io ho sentito che in Australia era la volta giusta per me. Quello era il mio momento e non ce l’ho fatta", ha affermato pieno di rimpianti qualche mese dopo. Anche perché il ritiro contro Djokovic è stato solo la prima palla di neve di una rovinosa valanga. 

Miami: braccio

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All’indomani del ritiro, le sensazioni erano che fosse solo uno stop provvisorio quello di Musetti. Ci si aspettava che potesse tornare in campo per il Sunshine Double, i Masters 1000 di Indian Wells e Miami a marzo. E in effetti l’azzurro, forse anche accelerando i tempi, tornò in campo proprio in California, ad Indian Wells, dopo circa cinque settimane di stop. Uscendo però al primo turno, senza appello, contro Fucsovics, apparendo non al massimo della forma. Sensazioni confermate poi a Miami, dove Lorenzo scelse di non scendere neanche in campo. Con il sopraggiungere di un nuovo problema, un fastidio al braccio destro provato in allenamento. Un infortunio non di grave entità, ma che bastò per convincere Musetti a non rischiare e rinunciare al 1000 della Florida. "Non ho particolari aspettative, voglio solo stare bene. Ci ho messo del tempo per recuperare e non è stato facile. È complesso ritrovare quel tipo di sensazioni", aveva poi riflettuto dopo una scelta conservativa, con l’intento di ritrovare la miglior forma sulla terra rossa, la superficie prediletta. Ma le cose non sarebbero state così semplici neanche nella primavera europea. 

Roma: retto femorale

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Dopo tre settimane di stop, Musetti rivide il campo a Montecarlo. Dove, da quarta testa di serie, uscì al primo turno per mano di Valentin Vacherot. Alzò leggermente il livello con dei buoni tornei a Barcellona (primo quarto di finale dopo l’infortunio australiano) e Madrid, pur subendo sconfitte nette, prima di arrivare a Roma, l’ultimo torneo giocato da top 10. Dove sin dall’esordio con Mpetshi Perricard si notò come qualcosa non andasse. Una sensazione confermata dalle lacrime dopo la vittoria sofferta al terzo turno contro Cerundolo e dalla prestazione opaca, quasi inesistente, contro Ruud agli ottavi. Era una versione di Musetti stanca, che quasi si trascinava, incapace di correre e giocare come sa, con anche tante insicurezze. Il giorno dopo l’eliminazione da Roma, purtroppo senza eccessiva sorpresa, annunciò che per una lesione al retto femorale della gamba sinistra avrebbe saltato prima Amburgo e poi il Roland Garros, perdendo tra l’altro i 720 punti della semifinale del 2025. Lo stop sarebbe in realtà durato addirittura due mesi e mezzo, includendo anche Wimbledon e tutta la stagione sull’erba. Con Musetti che è tornato in campo soltanto ad agosto, all’Atp 500 di Washington, raggiungendo i quarti di finale, replicati poi a Cincinnati. Venti di speranza, ma durati poco. 

Tokyo: dito

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Allo Us Open Musetti, non resistendo al caldo, perde al secondo turno contro Dane Sweeny. Eppure, non c’è nulla da refertare, se non l’ennesima sfortuna. E anzi l’azzurro guarda al futuro con fiducia, puntando addirittura le Atp Finals come obiettivo di fine stagione prima di compiere la trasferta asiatica. "Ho la speranza di uno spiraglio di luce verso le Atp Finals, ma tanto lo vedremo subito, perché dovranno andare molto bene i prossimi due tornei che giocherò. Partirò per Tokyo a breve, che sarà la prima tappa del mio calendario", aveva detto un paio di settimane fa. Partito per il Giappone, pronto a scendere in campo per l’esordio contro Arthur Fery, ha annunciato l’ennesimo forfait di un 2026 maledetto. "Purtroppo non potrò giocare a Tokyo quest’anno a causa di una piccola frattura all’anulare della mano destra che mi sono causato durante un allenamento", ha scritto su Instagram a corredo di una foto della radiografia. Ennesimo torneo saltato, con la speranza di riuscire a recuperare in tempo per Shanghai, al via tra poco più di una settimana. Tutt’altro che scontato, con prospettive non esattamente rosee. 

Futuro

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Da qui a fine stagione Musetti difende 725 punti, di cui 200 alle Atp Finals. Che, alla luce della situazione attuale, andranno quasi certamente persi: l’azzurro è infatti al 32esimo posto nella Race, classifica che conteggia i risultati stagionali ed è valida per arrivare alle Finals, a poco meno di 2000 punti dall’ottava posizione. Per di più, è molto difficile tratteggiare una programmazione per il prossimo futuro di Lorenzo, che è già stato fermo, sommando i vari infortuni, più di quattro mesi e mezzo nel 2026 finora: vuol dire circa metà stagione. Il vero obiettivo, prima ancora che i punti e la classifica, dovrà essere ritrovare la tranquillità dal punto di vista fisico e soprattutto la giusta serenità mentale per riavere le migliori sensazioni. Sperando di chiudere l’anno tra i primi 20 ed essere nelle condizioni ideali per difendere i colori dell’Italia in Coppa Davis. Dopo un’annata maledetta, con problemi quasi senza sosta, sarebbe probabilmente la migliore delle consolazioni. E soprattutto getterebbe importanti semi di speranza per rivedere un Musetti nella sua versione da top 5 nel 2027. Per il tennis, italiano e non solo, sarebbe un toccasana.

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