Dopo un'estate di rugby, l'Nba aspetta un Wembanyama nuovo: "Il mio livello si è alzato, vedrete..."
A 22 anni il fenomeno francese dei San Antonio Spurs ha passato mesi con una squadra di rubgy di Aix-en-Provence per migliorare la capacità di reggere gli urti: "Sono in una condizione fisica migliore di quanto mi aspettassi"
A 22 anni il fenomeno francese dei San Antonio Spurs ha passato mesi con una squadra di rubgy di Aix-en-Provence per migliorare la capacità di reggere gli urti: "Sono in una condizione fisica migliore di quanto mi aspettassi"
Giulia Arturi Giornalista 1 ottobre - 14:59 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Ci sono state notti in cui è stato difficile riuscire a dormire. Emozioni pesanti, che a volte ti tormentano. Poi arriva un momento in cui accetti di dover provare tutto fino in fondo. Non vogliamo nasconderci da nulla. Questa è la realtà". Wembanyama racconta così, al media day, quello che gli ha lasciato la sconfitta contro New York nelle ultime Finals. "Non avrei potuto immaginare motivazione migliore", aggiunge pensando alla nuova stagione. Il francese non è tipo da nascondere le proprie emozioni. Lo avevano mostrato le lacrime in campo dopo la vittoria della finale di Conference e lo confermano spesso le sue dichiarazioni. Ambizioso e sicuro di sé come i grandi campioni, ma allo stesso tempo riflessivo ed empatico. La scorsa stagione l'ha chiusa con 25 punti, 11.5 rimbalzi, 3.1 assist e 3.1 stoppate di media, confermandosi un giocatore che continua a sfuggire alle tradizionali definizioni di ruolo. Con i suoi 224 centimetri è unico. E ora?
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—Gli Spurs sono andati prima a Houston, per qualche giorno organizzato da De'Aaron Fox, poi tutti a Parigi da Wemby, nel suo mondo. Tra allenamenti, gite al Louvre, foto di gruppo e momenti di un'estate quasi normale, San Antonio ha elaborato collettivamente la sconfitta alle Finals. "Ovviamente dobbiamo attraversare certe emozioni, e alcune le affronti da solo. Ma è meglio farlo come squadra. Mi porto dietro molte cose positive da tutto quello che abbiamo fatto quest'estate. Anche solo stare insieme, sinceramente, è stato fantastico. Soprattutto Parigi, per me: è stato qualcosa che mi ha toccato molto, davvero emozionante".
il miglioramento
—La crescita più importante è quella di Wembanyama. "Quello che ho notato questa estate è che il mio livello di base si è alzato. Sono in una condizione fisica migliore di quanto avrei potuto aspettarmi". Wemby continua ad andare oltre le convenzioni. L'anno scorso era stato in Cina ad allenarsi con i monaci e a praticare kung fu, quest'estate è stata la volta del rugby: insieme a Harrison Barnes ha lavorato con il Provence Rugby ad Aix-en-Provence per migliorare l'appoggio dei piedi, la forza della parte inferiore del corpo e la capacità di assorbire il contatto fisico. E poi i giochi da tavolo, la lettura, gli scacchi, il giocolierismo, tutti talenti nascosti che i suoi compagni continuano a scoprire. Wemby è sempre alla ricerca di spunti e stimoli diversi da riportare sul campo.
la squadra
—Per le avversarie San Antonio è già qualcosa di vagamente inquietante. Una squadra che tutti attendevano, ma forse non così forte e così presto. La scorsa stagione gli Spurs sono diventati la seconda squadra più giovane a raggiungere le NBA Finals. Il miglioramento tra il 2024-25 e il 2025-26 è stato impressionante: da 34 a 62 vittorie, 28 in più in una sola stagione, mentre il net rating è passato da -2,8 a +8,4 punti ogni 100 possessi. Quest'anno, dunque, cambia la percezione. Non sono più una sorpresa, ma una delle squadre attese e tra le favorite. Come ha sintetizzato Wembanyama, "la definizione di successo è cambiata". Anche per questo gli Spurs hanno scelto la continuità. I giocatori rimasti sotto contratto hanno disputato il 94% dei minuti della scorsa stagione, la percentuale più alta della NBA, e l'arrivo del veterano Tobias Harris non ha comportato sacrifici importanti. La scommessa è che una parte del miglioramento possa arrivare dall'interno, da un nucleo ancora giovanissimo: Wembanyama ha 22 anni, Dylan Harper e Carter Bryant 20, Stephon Castle 21. L'esperienza aiuterà a non sprecare vantaggi in doppia cifra come nelle ultime Finals, ma restano margini di crescita più concreti: soprattutto nel tiro da tre, rimasto nella media Nba e diventato un limite più evidente nei playoff, e nella capacità di reggere i minuti senza il francese, soprattutto in difesa, dove senza di lui cambia tutto.
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