Da "prima lui e poi tutti gli altri" a talento da ritrovare: che fine ha fatto Pafundi?
La Gazzetta dello Sport

Da "prima lui e poi tutti gli altri" a talento da ritrovare: che fine ha fatto Pafundi?

Giovedì 1 ottobre 2026
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Tre anni e mezzo fa Mancini lo riteneva un futuro campione, tanto da farlo esordire a 16 anni in azzurro: ora il classe 2006 è a caccia del rilancio

Tre anni e mezzo fa Mancini lo riteneva un futuro campione, tanto da farlo esordire a 16 anni in azzurro: ora il classe 2006 è a caccia del rilancio

Guglielmo Buccheri Giornalista 1 ottobre - 14:48 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Se oggi si guarda a Machael Kayode come parte del nostro futuro – debutto, gol e applausi – un po’ di tempo fa si guardava con la stessa curiosità ad un altro ragazzo, anzi ragazzino: Simone Pafundi. Il filo conduttore ha identica natura e sostanza: sulla panchina azzurra arriva Roberto Mancini e al “Mancio” ci affidiamo per scoprire cosa il nostro calcio può offrire di nuovo a chi ci osserva e giudica. Kayode è in rampa di lancio, Pafundi lo era prima di perdersi tra riflessioni da grandi e scelte: a 16 anni, 8 mesi e due giorni, Simone si prese le copertine mettendo piede – un solo minuto – dentro al campo di Tirana dove l’Italia stava vincendo 1-3 in casa dell’Albania e, sostituendo il “senatore” Verratti, si regalò il primato di precocità in fatto di prima volta in azzurro degli ultimi cento anni. 

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talento

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“Prima Pafundi…poi tutti gli altri”, raccontò Mancini rispondendo all’interrogativo sul perché dare fiducia e un pizzico di spazio ad un sedicenne che nessuno conosceva e di cui nessuno aveva sentito parlare prima di allora. “Quando faccio la lista dei convocato metto il suo nome, dopo la completo con il resto della compagnia…”, la riflessione, urbi et orbi del “Mancio” da Coverciano. Dove eravamo rimasti? Proprio là, a Tirana e dintorni: l’attaccante, o seconda punta, dall’essere percepito come un predestinato – d’altronde chi meglio di Mancini se ne intende di fuoriserie? – si è ritrovato ai margini del pianeta azzurro impegnato com’è in un giro di orizzonte tra città e club diversi.

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Simone è di proprietà dell’Udinese, ma gioca a Catanzaro dopo averlo fatto alla Sampdoria: in Calabria si è appena ripreso da un contrattempo muscolare e negli ultimi 180’ è riuscito a dare un prezioso contributo alla causa giallorossa. “Sì, ridirei quello che dissi nel 2022…senza alcun dubbio o problema, stavamo parlando di un vero talento dal futuro assicurato”, così Mancini nelle ultime uscite. Pafundi è dentro le nostre cronache da un bel po’, ma viaggia con un’età di soli vent’anni: il tempo per battere un colpo ad effetto non gli manca, le occasioni per ridare fiato e continuità a ciò che gli è accaduto in Albania nemmeno. Kayode stupisce, Mancini lo promuove: l’Italia dei giovani non deve aver paura di sbagliare, il ragazzo che a 16 anni, 8 mesi e due giorni entrò al posto di Verratti a Tirana deve continuare a credere in se stesso.

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