Gears of War E-Day, la recensione: che rischio l’esclusiva Xbox, ma il gioco c’è
Microsoft inaugura il “ritorno di Xbox” con il miglior capitolo dell’era The Coalition. Ma sarà abbastanza per salvare la serie?
Microsoft inaugura il “ritorno di Xbox” con il miglior capitolo dell’era The Coalition. Ma sarà abbastanza per salvare la serie?
Paolo Sirio 1 ottobre - 15:43 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleGears of War è uno dei franchise che, dalla sua nascita ad oggi, ha significato “Xbox”. Tanto che, quando Epic Games diventò sinonimo di Fortnite, Microsoft ne acquisì interamente diritti e marchio. Una sola scorribanda su PlayStation, la recente rimasterizzazione del primo episodio, poi il ritorno all’esclusività console come primo tassello della ricostruzione di Xbox firmata Asha Sharma. Una mossa rischiosa che coincide con Gears of War E-Day, disponibile dal 6 ottobre anche per PC.
dove tutto ha inizio
—Dopo il finale aperto di Gears 5, che aveva lasciato a casa metà del titolo nel tentativo di ridefinirsi in chiave pop, E-Day ci riporta dove tutto è partito. Un prequel che si rimette nelle mani di (giovani) Marcus Fenix e Dominic Santiago, i due eroi a cui gli appassionati si sono affezionati in oltre un decennio, proprio nel giorno dell’Emersione. I capisaldi della grammatica di Gears of War ci sono tutti: architetture neoclassiche tanto maestose quanto destinate a crollare, linguaggio crudo, gore. Una vicenda che alterna con ritmo serrato la politica, il militarismo nella sua accezione più gretta, la sfera personale che disegna l’intimo di ciascuno dei protagonisti in maniera credibile. Gli scenari sono quelli di una guerriglia assordante, la rappresentazione è tra le più accese di un conflitto armato nel gaming, nonostante resti fantascienza. Speciale scoprire insieme a Marcus chi e cosa sia questo inatteso nemico: tanto accade dietro le quinte e l’esposizione salta in qualche frangente (ad esempio, certi nomi di certi “mostri”), ma come sia nata la motosega attaccata al Lancer, quando sia stato usato per la prima volta il termine “Locusta”, il grosso, insomma, c’è.
il "nuovo" gears
—E-Day è a tutti gli effetti un nuovo Gears of War, che conferisce piena dignità all’idea di gioco abbozzata con fortune alterne da The Coalition nella precedente iterazione. Il mondo “wide linear”, in cui ad una missione principale segue un’ambientazione aperta dove esplorare liberamente, è adesso urbano e popolato di attività che emergono in modo organico. Il sistema di side quest le dissemina nei pressi del percorso storia così da non diluire il racconto, una soluzione cercata a lungo dagli open world ma dall’equilibrio assai delicato. Completa il quadro la riuscita costruzione dei livelli, che aggiunge una dimensione per la prima volta verticale e svariati interni da saccheggiare per risorse o collezionabili. In termini di puro gameplay, le novità adeguano Gears agli spazi più ampi, e forse ai tempi moderni. Non sono tantissime, ma salto e coperture basse sono sfumature che acquisiscono ulteriore valenza agli occhi di chi conosce la dose di legnosità che storicamente accompagna la saga. Questi ritocchi, come un piccolo deposito munizioni piazzato con sapienza tra una legatura e l’altra delle arene o gli accessori per le armi, si innestano bene nel flusso dell’azione e lo elevano, senza scadere in orpelli Rpg o gimmick che avrebbero svilito l’esperienza. Nella campagna, riscontriamo una varietà di situazioni e tipi di combattimento che rende piacevole l’intera run, controtendenza rispetto agli ultimi single-player che impongono blocchi su blocchi per raggiungere quota 80 euro. Aiuta un sistema di shooting così croccante che ogni volta in cui cominciamo a sparare è come se l’avventura stesse iniziando lì.
i contro
—Per quanto affinata rispetto a Gears 5, la formula improntata dallo sviluppatore di Vancouver presta il fianco ad alcune critiche marginali. Taluni aspetti fanno pensare che Microsoft ci abbia creduto fino ad un certo punto: un po’ di backtracking e riciclo degli ambienti, sì per ragioni di trama ma comunque c’è e talvolta si nota. Come si notano alcune animazioni che si ripetono, ad esempio nelle esecuzioni. La scelta dell’approccio ad una scena, qualcosa su cui The Coalition ha puntato da Gears of War 4, è poco più di un’illusione: capita che ci venga suggerita in segmenti praticamente lineari mentre, salvo rare circostanze, i binari paralleli e comunicanti dell’iconico capostipite sono un ricordo. La mappa avrebbe giovato di uno zoom addizionale. Infine, il progetto si fregia del supporto a Steam Deck - per quanto claudicante, più accettabile che in altre produzioni “verificate” -, ma su PC presenta prestazioni complicate: lo abbiamo giocato su una RTX 3080 e la stabilità non è di casa.
il verdetto
—In attesa di scoprire come impatterà l’offerta multiplayer, Gears of War E-Day si candida al podio dei migliori capitoli di sempre, ed è senza dubbio il migliore post-Epic Games. Non ha ancora completato la visione del team canadese ma ha sviluppato finalmente bene alcuni dei concetti introdotti in Gears 4 e 5, dove, per motivazioni diverse, erano soltanto accennati. La decisione di portarlo in esclusiva console su Xbox Series X|S è rischiosa e non gli darà il pubblico che merita, ma il gioco c’è, e questo è sempre un ottimo punto d’inizio.
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