Volo Dubai-Tel Aviv: come l'aereo ha resistito alla picchiata
A fronte di una discesa di 4.200 metri in soli 30 secondi, il Boeing 737-8 Max della FlyDubai è stato recuperato in tempo per effettuare un atterraggio di emergenza. Le caratteristiche di questo velivolo
A fronte di una discesa di 4.200 metri in soli 30 secondi, il Boeing 737-8 Max della FlyDubai è stato recuperato in tempo per effettuare un atterraggio di emergenza. Le caratteristiche di questo velivolo
Michele Floris 1 ottobre - 15:10 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Un esemplare di Boeing 737-8 Max, lo stesso coinvolto nel tentativo di dirottamentoUna discesa di 14.000 piedi in mezzo minuto equivale a circa 4.200 metri di dislivello. È questa l’estrema variazione di quota che il Boeing 737-8 Max ed i suoi passeggeri hanno affrontato in soli 30 secondi durante il tentativo di dirottamento da parte di uno dei due piloti al comando. Decollato da Dubai e diretto a Tel Aviv, il co-pilota originario dell’Oman ha aggredito con un coltello il comandante, di cittadinanza indiana. A causa della lite, scatenatasi a 130 miglia nautiche a nord-est di Tabuk, città dell’Arabia Saudita, i due piloti hanno perso il comando e l’aereo è passato da circa 10 km di quota a quasi 5.000 metri in un minuto e mezzo. Grazie al coraggioso intervento di alcuni passeggeri e due ulteriori piloti che erano a bordo del velivolo, l’aggressore è stato neutralizzato. L’aereo è stato poi ristabilizzato, completando un atterraggio di sicurezza al vicino aeroporto di Tabuk (Tuu). L’aereo della compagnia FlyDubai è atterrato in sicurezza e il solo ferito a bordo è rimasto il pilota e il mezzo ha riportato danni solo sul timone posteriore, ma come è stato possibile?
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Il Boeing 737-8 Max può effettuare in sicurezza discese di 6.000-7.000 piedi al minutorateo di discesa massimo
—In condizioni di volo regolari, quando un aereo come il Boeing 737-8 Max imposta la potenza dei propri motori al minimo (in gergo tecnico si dice idle) alla velocità di 280 nodi il velivolo tende a perdere 2.100 piedi al minuto. Il rateo di discesa può raggiungere invece un massimo tra i 3.000 e i 3.300 piedi al minuto quando vengono attivati gli speedbrakers, ovvero le appendici inclinabili che sporgono dai bordi delle ali per aumentare l’attrito con l’aria e dunque rallentare l’aereo. In situazioni di depressurizzazione, invece, l’aereo può effettuare una discesa controllata che può portare a 10.000 piedi di quota mantenendo però la velocità al limite di sicurezza strutturale e di comfort per i passeggeri. Spingendo il muso in picchiata fino a 340 nodi (quasi 630 km/h), con motore al minimo e tutti i sistemi di frenata in azione, un Boeing 737-8 Max può effettuare in tutta sicurezza una discesa tra i 6.000 e i 7.000 piedi al minuto nelle fasi iniziali ad alta quota. Una variazione oltre i 12.000 piedi al minuto si registra solo in condizioni gravi di perdita di controllo. In tali situazioni il pericolo maggiore è costituito dal superamento della velocità massima prevista, oltre la quale la struttura dell’aereo inizia a soffrire la resistenza dell’aria e le turbolenze che ne colpiscono le superfici.
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Ad aver salvato l'aereo è stata probabilmente la bassa densità dell'aria in fase di picchiataquestione di aerodinamica
—Ma come ha fatto l’aereo in questione a resistere ad una tale variazione di quota e di velocità, ben oltre i limiti citati precedentemente? Alla base del salvataggio del Boeing 737-8 Max è molto probabilmente una pura questione aerodinamica legata alla densità dell’aria in alta quota. Un rateo di discesa di 28.000 piedi per minuto, come quello registrato dal velivolo del volo Dubai-Tel Aviv, non sarebbe stato supportabile in maniera uguale se la picchiata fosse accaduta ad una quota inferiore. A 10 km dal livello del mare, l’aria ha una densità di circa la metà rispetto a 5 km da terra (livello in cui l’aereo è stato riportato in stabilità). Se la discesa fosse avvenuta dai 7 ai 2 km di altezza, probabilmente la velocità dell’aereo unita alla maggiore densità dell’aria avrebbero comportato una resistenza sulle superfici strutturali ben maggiore, che avrebbe causato danni maggiori alle componenti del velivolo.
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cedimento strutturale
—In una condizione come quella affrontata dal Boeing 737-8 Max, l’attrito con l’aria è dunque la principale ragione dietro al danneggiamento delle componenti. Per ragioni di aerodinamica, le parti dell’aereo che si guastano in primo luogo sono le strutture della coda, come ad esempio il timone. Le altre componenti che avrebbero ceduto se la picchiata fosse avvenuta ad un’altitudine inferiore, dove l’aria è più densa, sarebbero state le ali e i flap, unitamente ai motori, che sono agganciati al fondo delle ali tramite dei piloni. Il fatto che i motori siano rimasti funzionanti è stata la principale ragione del salvataggio dell’aereo. Senza di loro, non solo sarebbe stato impossibile governare la velocità in accelerazione per indirizzarsi verso l'aeroporto di Tabuk, ma si sarebbe perso il controllo dell’elettronica e dell’idraulica, che sono gestiti a loro volta dai motori. Di conseguenza non sarebbe stato possibile direzionare i flap e cambiare traiettoria, lasciando il velivolo ad un destino catastrofico.
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atterraggio di emergenza
—Nonostante il grande spavento dei passeggeri a bordo e la rapida perdita di quota, il velivolo del volo Dubai-Tel Aviv ha riportato danni soltanto al timone posteriore, che non ha impedito di effettuare l’atterraggio di emergenza senza riportare feriti. Il salvataggio dell’equipaggio e dei passeggeri è una buona notizia anche per la Boeing stessa. La società aeronautica statunitense aveva già riscontrato problemi in passato con il suo modello 737-8 Max, con due incidenti nel 2018 e nel 2019, rispettivamente in Indonesia ed in Kenya, che videro rispettivamente la morte di 189 e 157 persone. A seguito di questi due episodi, Boeing ritirò dai voli tutti i 737-8 Max, facendoli poi tornare in servizio nel 2021. Il tentativo di dirottamento avvenuto mercoledì 30 settembre avrebbe potuto aggiungere ulteriori polemiche sul velivolo in questione, dopo che solo tre giorni prima la società aveva segnalato un problema di software riscontrato da alcuni esemplari di 737-8 Max in fase di atterraggio.
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