Materazzi: "Mancini? Ci siamo presi tante volte... Il triplete? In Italia ce l'ha solo l'Inter"
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Materazzi: "Mancini? Ci siamo presi tante volte... Il triplete? In Italia ce l'ha solo l'Inter"

Giovedì 1 ottobre 2026
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L'ex nerazzurro al Festival dello Sport: "La vera finale nel 2006? Quella contro la Germania". Poi sul Fenomeno: "Ronaldo era irraggiungibile". E quando spunta la maschera di Berlusconi…

L'ex nerazzurro al Festival dello Sport: "La vera finale nel 2006? Quella contro la Germania". Poi sul Fenomeno: "Ronaldo era irraggiungibile". E quando spunta la maschera di Berlusconi…

Dal nostro inviato  Andrea Barilaro 1 ottobre - 16:55 - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Maicol ha 34 anni, viene da Levico Terme, tifa Inter da quando gattonava e sulla coscia destra ha un tatuaggio che lo prova: ci sono una coppa dalle grandi orecchie (qualche idea?), due colori (spoiler: nero e blu) e un ragazzo che urla. "È Marco Materazzi, anzi Matrix. Il mio idolo. Uno che si è sempre dato da fare, si è sbattuto per arrivare dove è arrivato". Testo e musica di Maicol, rigorosamente in prima fila, uno dei tanti cuori interisti che si sono precipitati in Piazza del Duomo di Trento per MM23 - che è anche il nome del suo nuovo libro: "Prima l’ho incrociato e mi ha fatto l’autografo, proprio sulla coscia eh. Ora devo tatuarmelo". Il talk con Matrix al Festival dello Sport inizia così, all’insegna del nerazzurro. 

DAL FENOMENO A QUELLA MASCHERa

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È Piazza del Duomo di Trento, sembra quella di Milano. In prima fila, oltre a Maicol, solo cuori nerazzurri che non appena appare il video di Ronaldo Nazario, cioè il Fenomeno… boom: tripudio. "È il più forte di sempre. Ci avessi giocato contro non lo avrei neanche potuto picchiare, perché mica lo prendevo. Ricordo quando sono entrato al Coni per le visite mediche con l’Inter. Chi è il primo che vedo? Proprio lui, Ronaldo". E quando appare la maschera di Berlusconi… tutti giù a ridere: "Qualche giorno dopo ho chiamato il Cavaliere e si è messo a ridere con me. Gli dico: ‘Pres, ho imparato da lei’. E lui mi risponde: ’Tranquillo’. E abbiamo riso insieme". 

LE VITTORIE IN NERAZZURRO

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Chiaramente tanto spazio per le vittorie in nerazzurro. Apre lo scudetto del 2007: "Ricordo un discorso ai miei figli. La settimana prima avevamo avuto la possibilità di diventare campioni d’Italia, però non ci siamo riusciti e loro si erano messi a piangere. Prima di partire per Siena sono andato da loro e gli ho detto: ‘Tranquilli, lo vinciamo’. Le promesse fatte ai bambini vanno mantenute e io l’ho fatto". Segnando una doppietta, tra l’altro. L’allenatore era Roberto Mancini: "Ci siamo presi tante volte. Lui aveva le sue idee, io le mie. A me piace affrontare faccia a faccia le situazioni. Dopo il Mondiale però mi aveva detto che non ero più cedibile. E così ho pensato: "Sono bastati solo due gol al Mondiale…". Da quel momento siamo andati d’amore e d’accordo. Tant’è che io andavo in campo anche con qualche acciacco". 

IL TRIPLETE CON L’INTER

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Immancabile il focus sul Triplete e sì, a Maicol è piaciuto (un sacco) questo elemento. Sullo schermo appare la prima pagina della Gazzetta del 23 maggio 2010, il giorno dopo la notte di Madrid: "Solo Inter". E Matrix parte: "Sapevo che quell’anno non sarei stato titolare, avevo parlato con Mourinho. Non mi aveva raccontato bugie, sapevo quale fosse il mio ruolo. Cioè quello di remare e aiutare la squadra. La vittoria della Champions è stata l’epilogo più bello. Ricordo il famoso 5 maggio 2002: eravamo io, Cordoba, Toldo e Zanetti. E sempre noi c’eravamo anche otto anni dopo, nel 2010". Insomma, Triplete. "Che in Italia ha fatto solo l’Inter", specifica l’ex difensore. E via con un altro boato. 

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MARADONA E… NAZIONALE

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Nel libro MM23 si può trovare anche una foto amarcord giusto un filo preziosa, quella con Diego Armando Maradona: "Una persona vera e genuina, il fatto che sia mancato è una grave perdita per il calcio mondiale", spiega Matrix. E su una eventuale sfida uno contro uno ammette: "Sarebbe come giocare contro Ronaldo e Messi, questi non li puoi marcare e neanche limitare. Diego l’ho visto giocare dal vivo contro la Lazio: impressionante. Magari si allenava meno degli altri, ma la domenica si svegliava e vinceva le partite da solo". E dopo un video di Valentino Rossi, anche questo presente nel libro, ampio spazio anche alla Nazionale: "L’Olympiastadion è il luogo che mi ha dato più emozioni, dove sono diventato campione del mondo. Ma la vera finale di quel Mondiale è stata contro la Germania. Il primo giorno in cui siamo atterrati tutti gli italiani che vivevano lì ci dicevano: ‘Non dovete perdere contro di loro’. In più, se fossimo rimasti tre o quattro giorni in più per la finale terzo/quarto posto sarei impazzito". 

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ATTUALITÀ

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In chiusura un po’ d’attualità: "L’Inter? Dico da quattro anni che siamo i più forti, abbiamo anche lasciato qualche scudetto per strada. Molti erano dubbiosi su Chivu, però è stato molto bravo e l’ha dimostrato coi risultati. Quando vedi l’abbraccio del gruppo ti fa capire come è riuscito a entrare nella testa dei giocatori". La chiosa scatena per un’ultima volta Piazza del Duomo: "Lo scudetto? Siamo ancora più forti degli altri…". E via con un ultimo urlo.

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