Gioco di prima, pressione, duelli: come gioca Romano e perché l'Inter gli vuole affidare il centrocampo
Il centrocampista azzurro, strappato alla Svizzera, ha debuttato con un errore, ma il futuro è dalla sua: i nerazzurri l'hanno messo nel mirino
Il centrocampista azzurro, strappato alla Svizzera, ha debuttato con un errore, ma il futuro è dalla sua: i nerazzurri l'hanno messo nel mirino
Francesco Pietrella Giornalista 1 ottobre - 17:46 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Alessandro Romano. GettyIl sequel di una nota pubblicità è stato girato un ventennio dopo, in Svizzera. “Toglietemi tutto, ma non il gioco di prima”. Alessandro Romano si racconterebbe così, sostituendo il famoso Breil con la sua capacità di uscire dal pressing con un tocco solo, eludendo il blocco e velocizzando l’azione. Uno dei biglietti da visita che hanno convinto Mancini a convocarlo in azzurro. Il debutto in Nazionale è stato amaro – suo l’errore in costruzione che ha portato al gol di Godts -, ma dietro questo ventenne dal buon sinistro c’è molto di più un errore di percorso viziato dal contesto. Spiccano personalità, coraggio e rischio.
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—Intanto, le basi. Romano ha una trentina di partite nei professionisto, di cui solo sette in Serie A. Pisacane gli ha affidato le chiavi della regia del Cagliari dicendogli “vai, guida tu”. Fin qui ha giocato 445 minuti su 450, segnato un gol al Parma e preso parte da protagonista al grande avvio dei sardi con 12 punti in quattro partite, subito dietro Roma, Lazio e Inter.
La costruzione del Cagliari: 3+2, in fase di possesso diventa 3-2-5. Fmstadio
come gioca romano: i dati
—Il Cagliari fin qui ha alternato il 4-2-3-1 – usato nelle prime quattro uscite – col 3-5-2, ma la costruzione è sempre stata simile: tre difensori, con Obert alto e Ze Pedro più basso, e due centrocampisti, Winks e Romano. Tradotto: 3+2, per usare un tatticismo. Alessandro s’è distinto per la capacità di riuscire a gestire il pressing avversario: è decimo in Serie A per passaggi completati sotto pressione, dietro Barella, Modric e tanti altri già navigati. Inoltre, come evidenziato dal grafico di Gradient Sports, la media di passaggi di prima è tra le più alte dei mediani della Serie A. A Pisacane piace anche per questo. Contro l’Udinese ha giocato vari palloni quasi a memoria, ma senza spazzare la sfera o buttarla via, bensì con la consapevolezza di trovare un uomo libero (Mendy o Adopo in primis).
Romano con la Roma Primavera, regista basso Romano a La Spezia. Anche qui, regista basso in fase di costruzione Romano verticalizza di prima dopo aver recuperato il pallone La capacità di verticalizzare e di trovare l'uomo, in alto a destra.l'impatto sulla serie a
—Romano è un regista a cui piace giocare la sfera. Era così nella Roma Primavera, è stato così a La Spezia – la prima stagione tra i professionisti in B – ed è così anche a Cagliari, anche se in fase di pressing si alza spesso a dar fastidio al portatore di palla (più di Winks). Il gol al Parma nasce da un intervento difensivo per arginare la costruzione gialloblù.
Il grafico di Romano relativo ai passaggi effettuati. Gradient Sports
Romano è quarto per duelli in difesa, decimo per duelli vinti totali (tra i centrocampisti) e ha una media di cinque intercetti a partita. Perde diversi palloni, ma ne recupera anche di più (media di 8,2 a gara). Più di un semplice “regista”. Ha convinto Pisacane perché sa destreggiarsi entrambe le fasi. Batte le punizioni e calcia in porta almeno una volta a partita, spesso costruendosi l’azione. In un’ottica interista, uno dei club che l’hanno messo nel mirino, andrebbe a sostituire Calhanoglu, almeno per quanto riguarda il ruolo. I paragoni tra i due, com’è giusto che sia, sono ancora impensabili. Romano ha margini di crescita importanti. Quest’anno giocherà parecchio. Sbaglierà, migliorerà e si prenderà dei rischi. Soprattutto giocando la sfera di prima. Impossibile portarglielo via.
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