Zidane: "La testata a Materazzi? Non ne vado fiero ma niente rimorsi. L'Italia non è quella del 2006, ma..."
La Gazzetta dello Sport

Zidane: "La testata a Materazzi? Non ne vado fiero ma niente rimorsi. L'Italia non è quella del 2006, ma..."

Giovedì 1 ottobre 2026
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Il neo allenatore della Francia torna all'episodio del Mondiale di 20 anni fa: "Non ne vado fiero, ma la mia carriera non è solo quello. Con Materazzi non ho mai più parlato..."

Il neo allenatore della Francia torna all'episodio del Mondiale di 20 anni fa: "Non ne vado fiero, ma la mia carriera non è solo quello. Con Materazzi non ho mai più parlato..."

Alessandro Grandesso 1 ottobre - 18:40 - PARIGI Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Non è mai una partita come le altre, Francia contro Italia. E non lo è in particolare stavolta, visto che Zidane da neo c.t. dei Bleus ritrova l’avversaria contro cui si era congedato dal calcio, 20 anni fa, nel peggiore dei modi, perdendo un Mondiale a Berlino, dopo essere stato espulso per la testata a Materazzi: “Immagini impossibili da dimenticare – ammette sorridendo Zidane – visto che le danno di continuo, ma la mia carriera non si limita solo a quell’episodio”. E soprattutto nel suo Stade de France, lo stadio dove è diventato un mito in patria, vincendo il Mondiale, con la doppietta al Brasile (3-0), nel 1998. 

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rimorsi

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L’Italia comunque resta una sfida particolare per l’ex bianconero: “La Juventus fa parte delle cose positive della mia carriera. È alla Juve che sono diventato un un giocatore importante. Poi con Materazzi non ho più parlato. Non sono fiero di quello che ho fatto, ma non ho rimorsi. Fa parte del mio percorso, e nella vita, e vale per tutti, non si fanno sempre solo cose belle. Adesso siamo in un altro momento della mia carriera e vediamo cosa succederà anche contro l’Italia. Poi è chiaro che l’espulsione del 2006 che chiudeva la mia carriera anche con la nazionale, mi ha dato una motivazione in più per tornare da c.t., che è un sogno che si realizza. Ho sempre creduto in me, nelle cose positive, mi sono preparato e adesso sono pronto per allenare e dare tutto per questa squadra” 

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tattica

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Zidane comunque non si fida di un’Italia, in crisi, che non ha partecipato agli ultimi tre Mondiali: “L’Italia è una grande nazione del calcio, fa strano non vederla ai Mondiali per tre volte consecutive, ma non conosco bene la situazione, non so perché sia successo. So però che l’Italia è una bella squadra, magari non è più quella del 2006, ma in una partita può succedere di tutto. Quella di Mancini è una squadra difficile da affrontare. Hanno perso con il Belgio e vinto bene in Turchia. Per questo dobbiamo essere pronti e al meglio per vincere.”. Da neo c.t., in ogni caso, Zidane si porta anche l’esperienza italiana in bianconero, con Lippi in particolare che lo lanciò a Torino: “Ho avuto molti allenatori forti e Lippi lo era in particolare per la tattica. Gli italiani hanno una cultura tattica importante, nulla da imparare dagli altri. E un po’ di quella cultura ce l’ho anche io”. La stessa che sta trasmettendo ai suoi giocatori. Tra questi Dembélé, capitano al posto dell'assente Mbappé, che non nega l’evidenza: “Giocare contro l’Italia è speciale per tutti, ne abbiamo parlato anche con Zidane. In più la affrontiamo allo Stade de France dove manchiamo da un po’ per cui vogliamo fare bene per il nostro pubblico”. E domani, saranno in 80mila per acclamare Zidane contro la “sua” Italia.

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