Rughe e batteri: il legame c'è ma non si vede
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Rughe e batteri: il legame c'è ma non si vede

Giovedì 1 ottobre 2026
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Sulla pelle vive un intero ecosistema di microbi che cambia con gli anni. E dice del nostro stato di salute più cose dell'età anagrafica

Sulla pelle vive un intero ecosistema di microbi che cambia con gli anni. E dice del nostro stato di salute più cose dell'età anagrafica

Eu.Spa. 1 ottobre - 18:12 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Creme e sieri anti-age trattano quasi sempre la pelle come un tessuto da riparare dall'esterno. E in parte lo è. Sotto la superficie, però, vive una colonia di miliardi di microrganismi che potrebbe raccontare l'invecchiamento cutaneo meglio delle rughe e, in taluni casi, contribuirvi. A dirlo è un articolo scientifico firmato da due ricercatrici del Jackson Laboratory for Genomic Medicine e della Duke University School of Medicine, secondo cui i lipidi e gli altri metaboliti rilasciati dai microbi, fanno la loro parte nell'invecchiamento cutaneo. 

batteri della pelle

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Un ecosistema popolato da microrganismi di ogni tipo, con batteri e funghi in prima linea, convive con le cellule cutanee e invecchia con loro. Con il passare degli anni questa comunità diventa meno stabile e più variabile. Gli organismi considerati benefici, come Cutibacterium acnes, tendono a diminuire. I microbi potenzialmente dannosi, al contrario, possono diventare più presenti sulla superficie della pelle. Ricerche precedenti hanno mostrato che questi cambiamenti riflettono la fragilità biologica con maggiore precisione rispetto all'età cronologica. Ma ancora non sappiamo se il microbioma alterato sia una causa attiva dell'invecchiamento cutaneo o soltanto una sua conseguenza. 

Il problema, secondo le due ricercatrici, è che ci troviamo dinanzi a un circolo vizioso: l'invecchiamento modifica l'ambiente cutaneo e il microbioma che vi abita e i prodotti microbici influenzano a loro volta l'integrità della barriera cutanea e le risposte immunitarie, con effetti diretti su infiammazione e riparazione dei tessuti.Alcuni batteri e funghi producono molecole capaci di rinforzare la barriera o di modulare le risposte immunitarie in senso protettivo. Altre interazioni tra i microrganismi e l'organismo ospite favoriscono invece l'infiammazione, soprattutto quando l'invecchiamento modifica i lipidi della pelle, l'idratazione e gli altri fattori che definiscono l'habitat microbico. Il perché succeda e i meccanismi con cui batteri della pelle e altri processi di invecchiamento cutaneo (uno tra tutti, il sole), è ancora da verificare. Ma contare le rughe non basta più. Guardare ai batteri che vivono sulla pelle potrebbe offrire un parametro più sensibile della sola età per misurarne la fragilità biologica. 

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