Il pm chiede oltre 11 anni di carcere per i tre ex calciatori del Bra accusati di stupro di gruppo
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Il pm chiede oltre 11 anni di carcere per i tre ex calciatori del Bra accusati di stupro di gruppo

Giovedì 1 ottobre 2026
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La vicenda nasce dalla denuncia di una ragazza ventenne torinese: richiesti quattro anni per Perseu e Rosa e tre anni, sei mesi e venti giorni per Mawete. Rito abbreviato per tutti

La vicenda nasce dalla denuncia di una ragazza ventenne torinese: richiesti quattro anni per Perseu e Rosa e tre anni, sei mesi e venti giorni per Mawete. Rito abbreviato per tutti

1 ottobre - 19:12 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Arriverà nella prossima udienza la sentenza nei confronti dei tre ex calciatori del Bra accusati di violenza sessuale. Per Fausto Perseu e Alessio Rosa il pubblico ministero Davide Greco ha chiesto la condanna a 4 anni di carcere, per Christ Jesus Mawete a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni. Tutti e tre hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato nel processo che si tiene ad Asti, di fronte al gup Victoria Dunn. 

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la denuncia

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Ad accusare i tre ex giallorossi - nessuno dei quali ha poi rinnovato il contratto con il Bra nella stagione successiva - è una studentessa ventenne di Torino. La ragazza conosceva già uno dei componenti della squadra cuneese, che un mese e mezzo prima aveva festeggiato il ritorno nel calcio professionistico. Il 30 maggio dello scorso anno, durante una serata a Bra, era stata avvicinata da Fausto Perseu, accettando il suo invito a casa. Lì era stata raggiunta da Rosa e Mawete: a quel punto, secondo il suo racconto, avrebbe subito una violenza di gruppo di gruppo. Tutto era finito quando un'amica aveva avvisato altri calciatori e minacciato di chiamare i carabinieri. La denuncia era arrivata tre giorni più tardi, dopo le prime confidenze e una visita in ospedale. A carico di Rosa pesa anche l'accusa di revenge porn, per aver inviato un video dell'accaduto, visibile una sola volta, sulla chat di gruppo della squadra «We are Champs». Il calciatore ha ammesso la sua responsabilità per questo episodio, negando, al pari dei coimputati, ogni addebito relativo alla presunta violenza. 

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