Tardelli: "Io cameriere per Zoff. Chiesi a Bearzot di escludermi. Amo Myrta perché mi ricorda le cose"
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Tardelli: "Io cameriere per Zoff. Chiesi a Bearzot di escludermi. Amo Myrta perché mi ricorda le cose"

Giovedì 1 ottobre 2026
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L'ex campione juventino sul palco di Trento con la compagna giornalista Myrta Merlino: "Maradona era un signore, amato dalla squadra anche se non si allenava, capace di gentilezze che non ci si aspettava"

L'ex campione juventino sul palco di Trento con la compagna giornalista Myrta Merlino: "Maradona era un signore, amato dalla squadra anche se non si allenava, capace di gentilezze che non ci si aspettava"

dal nostro inviato  Francesco Rizzo 1 ottobre (modifica alle 21:43) - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

“Amo Myrta perché mi ricorda le cose”, racconta Marco Tardelli quando, sul palco del Festival dello Sport di Trento, la sua compagna Myrta Merlino, giornalista e conduttrice tv, gli fa raccontare gli schiaffoni della madre, che lei voleva Marco studente e non calciatore. Ma anche i fratelli che gli regalarono la borsa perché lui, ragazzino, potesse andare in ritiro con il Pisa, in una famiglia retta da un padre che al pallone proprio non pensava. Segreti personali nella serata dedicata all’uomo dell’urlo di Spagna ’82 “interrogato” da Myrta, che pure dice: “Non ero esperta di calcio quando ci siamo conosciuti”. “Ancora oggi”, punge lui, alla toscana. Cuore dell’incontro le radici del campione juventino (ma tifoso interista), tra giovani tifosi con il pallone da farsi autografare e tanti che la notte di Madrid l’hanno visto in diretta tv. E tutto passa dalle persone che hanno accompagnato Tardelli, a cominciare da Enzo Bearzot, “fautore di un trionfo mondiale che ci fece uscire dagli anni di piombo”, ricorda Merlino. “Nel 1978, prima dei mondiali in Argentina, stavo giocando male a livello di preparazione: ero distrutto, in stagione avevo corso tanto ed ero uno fragilino – spiega Marco - Dissi al ct: ‘Lasciami fuori’. Lui rispose: ‘Fai come ti dico io, cresci piano piano’ E ci sono riuscito. Ma Bearzot era anche uno che sapeva bastonarti: non riconvocò Mancini perché non gli aveva chiesto scusa dopo una notte brava a New York, un ritorno in albergo alle 4 del mattino. E c’ero pure io…”. 

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cameriere

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E poi Dino Zoff, che Marco, bimbetto e cameriere tra una partita e l’altra (“ero magrissimo, poi Spinosi mi ribattezzò ‘Schizzo’”), servì super-Dino in ritiro al Ciocco con il Napoli: “Tempo dopo, appena arrivato alla Juve, glielo confidai a pranzo e lui, davanti alla squadra, disse: ‘Ragazzi, questo mi ha fatto da cameriere’”. Le grandi squadre nascono anche così (“non a caso abbiamo la chat comune del 1982”) e affrontano insieme i giorni bui. “La morte di Scirea? Ero in tv, mi commossi: Gaetano non voleva andare in Polonia a vedere quella partita. Lo sapete che quella sera la moglie era davanti alla Domenica Sportiva? Ma la tv saltò per 10 minuti. Poi capì tutto, perché gli amici stavano arrivando a casa”. E poi Paolo Rossi, “con cui ero persino arrabbiato, perché non mi aveva detto che stava male. Ma era un uomo che aveva sempre il sorriso sul volto”. 

diego

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Tardelli, il destro naturale che il gol alla Germania lo fece di sinistro, che non considera una vittoria la Coppa dei Campioni dell’Heysel (“ricordo un padre che avrebbe buttato giù lo stadio per salvare il figlio”, rivela lui, “non dissero alle squadre cosa fosse successo, inaccettabile”, aggiunge lei), che non pensa di avere il carattere per fare il dirigente, è descritto da Myrta come “un uomo con una volontà d’acciaio, questo il segreto della sua carriera”. Oggi è opinionista (“ma non calco la mano se non c’è Infantino di mezzo”) e ambasciatore dello sport fra i ragazzi con tanto di “assemblee all’Onu”. E il senso di nausea per il calcio di oggi lo porta a Diego Maradona, di cui ricorda: “Lo si fermava solo in dodici ma era un signore, amato dalla squadra anche se non si allenava, capace di gentilezze che non ci si aspettava. Ed era un visionario, ha capito prima come sarebbe finito il calcio mondiale. Non ho avuto il coraggio di aiutarlo in questa battaglia, mi dispiace”. 

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avvocato

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Non manca un aneddoto su Gianni Agnelli: “Non dormivo perché avevo la bimba piccola e mi vennero due stiramenti. L’Avvocato mi mandò il suo massaggiatore ma mi sono stirato di nuovo, nell’imbarazzo generale. Mi chiamò alle 6 del mattino. Gli dissi: ‘Mi vorrei tagliare questa gamba’. Risposta: ‘Non lo dica a me’”. Ma insomma, come si regge la coppia Tardelli-Merlino? “Marco non sa fare compromessi, lo considerano una persona difficile. Come mi disse una donna straordinaria come Lilliana Segre, ‘non te lo perdere questo qui, perché si vede lo sguardo d’amore’”. “Ma no, è perché ti insegno a giocare a calcio”, chiosa lui.

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