Fognini: "È stato il mio carattere a fregarmi. Uno che batte più volte Nadal... "
Fabio: "I migliori? Jannik e Carlos". Poi arriva l’arbitro Pascal: "Sei il mio tennista preferito". Fabio ride e ribadisce: "A Wimbledon la palla era dentro"
Fabio: "I migliori? Jannik e Carlos". Poi arriva l’arbitro Pascal: "Sei il mio tennista preferito". Fabio ride e ribadisce: "A Wimbledon la palla era dentro"
Dal nostro inviato Furio Zara 1 ottobre (modifica alle 22:32) - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleColpi di genio, colpi d’artista, colpi da Fabio Fognini. È stato speciale, a modo suo. Cercando la propria traccia controvento, solcando il mare del tennis sorretto da un talento raro, così come da una "capoccia", come la chiama lui, che ogni tanto lo trascinava altrove, ostaggio della rabbia. Riavvolgendo il film della sua carriera, Fognini oggi sostiene: "Ho fatto quello che ho fatto a modo mio. Rimpianti? Sì, certo, ce ne sono stati. A penalizzarmi è stato il carattere, lo sanno tutti e lo dico ora: avrei avuto bisogno di uno psicologo che mi aiutasse a gestire meglio certe situazioni".
il primo dei re
—L’incontro all’Auditorium Santa Chiara si apre con il ricordo che Gianni Valenti, vicedirettore vicario della Gazzetta dello Sport, dedica a Elena Pero, telecronista Sky scomparsa nei giorni scorsi, voce che ha accompagnato per anni la parabola di Fognini. Poi avanti tutta con un Fognini inedito, che si confessa con generosità. Numero 9 al mondo nel 2019 (quando vinse a Montecarlo, "Il mio torneo perfetto, cominciato male e finito in trionfo"), unico italiano a presidiare la Top 10 sia in singolare che nel doppio (con Bolelli), Fognini è stato re nel deserto, nel primo ventennio del Duemila, quando la generazione dei campioni italiani di oggi non era nemmeno un’ipotesi.
VIDEO: "La Grande Inaugurazione": guarda l'evento del Festival dello Sport 2026i due fenomeni
—Gli avversari di ieri: "Nadal ti batteva ancora prima di scendere in campo, io ho avuto la fortuna di batterlo più volte (ride) e vale come una medaglia. Ma la mia bestia nera era Ferrer, con lui non ho mai vinto". I giudizi sui tennisti di oggi: "Ci sono due fenomeni, Sinner e Alcaraz, poi gli altri, distanziati. Di Jannik ammiro la dedizione, di Carlitos il talento. Il tennista che si può avvicinare di più a loro è Musetti, che può crescere tantissimo. Il suo problema? Ha tanto talento, e ogni tanto questo talento gli gioca contro. Il servizio migliore ce l’ha Zverev. Il diritto? Alcaraz e Sinner, ma anche Berrettini quando sta bene è un portento. Le volée più belle sono quelle di Alcaraz e Dimitrov".
lascia il campo
—L’addio al tennis è stato improvviso, eppure custodito a lungo nel cuore: "Negli ultimi cinque anni della mia carriera ho avuto tanti infortuni, sono sceso nel ranking, ci sono state tante cose negative. Ero molto combattuto. Dopo la sconfitta contro Alcaraz a Wimbledon (quattro ore e mezza di delirio agonistico a 38 anni) mi sono preso una settimana, ero da solo a casa, ad Arma di Taggia. Ho pensato: questo è il momento giusto per smettere". Succedeva poco più di un anno fa. Oggi la vita è la famiglia ("Io, Flavia e i miei tre figli, tutti con la effe nel nome, Federico, Farah e Flaminia"), il futuro è aperto a tutte le possibilità, ma sempre nel territorio del tennis. "Ho la mia agenzia, la "Back to Next Management". C’è anche Cobolli. Un talento vero, un po’ mi somiglia, certe volte è pure più incazzoso di me".
era dentro
—Infine, impagabile e divertentissimo il siparietto con l’arbitro Pascal, riproposto per il pubblico dell’Auditorium, che si sbellica dalle risate nel rivedere Fognini battibeccare per un punto non concesso. "Nooooo Pascal, come c**** fai a darmi il warning". Sorpresa: in un video compare Pascal: "Fabio, quella palla sul fondo a Wimbledon era fuori, te lo dico con tutta la sincerità del mondo. Tu eri un tennista molto carismatico, e avevi sangue caliente nelle vene. E oggi ti svelo un segreto: sei stato il mio tennista preferito". Fognini ride, scuota la testa, e ribadisce: "era dentro". Colpi di genio, colpi di testa, anzi di "capoccia": Fabio Fognini.
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