Vieri: "L'Inter, Ronaldo e il 5 maggio, ma che peso quei 90 miliardi. E su Moreno vi dico che..."
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Vieri: "L'Inter, Ronaldo e il 5 maggio, ma che peso quei 90 miliardi. E su Moreno vi dico che..."

Venerdì 2 ottobre 2026
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Bobo: "Andai in nerazzurro per giocare con il Fenomeno, non ci ho pensato un secondo. Nel 2006 mi feci male un mese e mezzo prima dei Mondiali. Si, mi girano i... ma che ci posso fare. Era una Nazionale fortissima"

Bobo: "Andai in nerazzurro per giocare con il Fenomeno, non ci ho pensato un secondo. Nel 2006 mi feci male un mese e mezzo prima dei Mondiali. Si, mi girano i... ma che ci posso fare. Era una Nazionale fortissima"

Andrea Barilaro Giornalista 2 ottobre - 15:49 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Sale sul palco, fa due passi, si ferma immobile, tira gli occhiali da sole, guarda il pubblico, accenna un saluto. Dal loggione un ragazzo urla: “Aura!”, direttamente dal vocabolario della Gen Z. Traduzione della Crusca per chi ha superato abbondantemente gli ‘anta’: “Indica il carisma, il fascino o la ‘figaggine’ che una persona sembra emanare in base alle proprie azioni”. In due parole, Bobo Vieri. Appena si siede mette in chiaro le cose: “Questa oretta qui sarà il momento più divertente di tutto il Festival dello Sport. Poi potete andare a casa. Non ci sarà più niente. Finito”. Viene giù il Teatro Sociale di Trento e tutti a bordo di Air Bobo: “Voglio precisare che tutti i voli li faccio in business, mica economy eh”. Si viaggia da Milano a Sydney, passando per Torino, Madrid, Firenze, Parigi, Roma, Quito, Seoul. Titolo: il giro del mondo di Bobo Vieri. 

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viaggio

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Primo viaggio, Milano-Sydney, direzione Australia: “Anno 1977, avevo quattro anni. L’Australia è un paese spettacolare. Sono rimasto fino a 14 anni, quando sono tornato in Italia papà mi ha detto: ‘La vita è tua, fai ciò che vuoi’. C’era nonno Vieri, mi prometteva cinquemila lire per ogni gol. È stato il primo a credere in me. Avevo due sogni: giocare in Serie A e in Nazionale. Li ho realizzati entrambi”. Secondo viaggio, Torino-Madrid: “Mi sono divertito moltissimo. Lì si mangia bene, si dorme benissimo, anche se un po’ troppo poco. Giocare nell’Atletico è stato incredibile. All’inizio mi massacravano perché non facevo gol. Poi ho segnato una doppietta alla quarta e sono partito…”. E non si è più fermato, fino a diventare capocannoniere de La Liga con 24 gol in altrettante partite: annata 1997-98. 

madrid e lazio

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Terzo volo, Firenze-Parigi, direzione Mondiale ’98: “Perdiamo ai rigori contro la Francia, una lotteria amara. La finale sarebbe stata il 12 luglio, giorno del mio compleanno. Se avessimo vinto avrei festeggiato per tutta la vita. La maglia era spettacolare, e anche la coppia con Del Piero”. Era il miglior Bobo di sempre? “Mi sono sempre sentito il più forte (ride). Mi allenavo tanto, avevo capito che più mi allenavo e meglio stavo. Ero un malato di gol, ma un po’ tutti eravamo esauriti: Inzaghi, Del Piero… La gente pensava che uscissi tutte le sere, ma se fai così è impossibile fare gol". Quarto volo, Madrid-Roma, direzione Lazio: “Mi sono subito fatto male al ginocchio, sono stato fuori tre mesi. Abbiamo perso lo scudetto all’ultima giornata, è stata dura, poi però abbiamo vinto la Coppa delle Coppe con un mio gol in finale. Eravamo forti, una squadra di personalità: Nesta, Mihajlovic, Stankovic, Almeida, Mancini”. In tre parole, “una squadra spettacolare”. E che coppia con Salas: “Gran giocatore, gran lavoratore, è stato bello giocare con lui quell’anno lì”. 

milano e... corea

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Quinto volo, Roma-Milano, direzione Inter: “Andare via dalla Lazio un po’ mi era dispiaciuto, però volevo giocare con Ronaldo. Mi hanno chiamato e dopo un secondo ho detto: ‘Arrivo’. I famosi novanta miliardi? Si è parlato tanto, ma mica li ho presi io eh… Però un peso sulla schiena ce l’avevo. All’esordio col Verona volevo fare gol per mettere a tacere tutti, alla fine ne ho fatti tre. Sono rimasto sei anni, peccato aver giocato poco con Ronaldo. È stato fermo due anni, sono tanti. Chissà cosa avremmo potuto fare…”. Il tasto dolente è il 5 maggio 2002, “quando abbiamo perso lo scudetto con la Lazio dopo essere andati avanti due volte. C’era tanta pressione, volevamo vincere. Lo stadio era tutto nerazzurro, tutto era apparecchiato per vincere. Dopo l’addio di Ronaldo sono diventato l’icona dell’Inter, però sarei rimasto tranquillamente il secondo se non fosse partito il brasiliano…”. Sesto volo, Quito-Seoul, direzione Mondiale ’02: “Ho fatto quattro gol in quattro partite. Che serataccia però con la Corea… Con me stesso sono molto esigente, duro. Avremmo dovuto batterli lo stesso nonostante l’arbitro Moreno, avrei dovuto buttarla dentro. Non riesco a dargli la colpa. Certamente non è stato un buon arbitraggio, anzi. Mesi fa ho rivisto dei video, le occasioni le avevamo avute”. Settimo volo, Montecarlo-Berlino, direzione Mondiale ’06… cancellato: “Mi ero fatto male un mese e mezzo prima mentre calciavo. Ero andato a giocare al Monaco per avere novanta minuti nelle gambe, ne avevo parlato con Lippi. Sono stati bravi, avevano giocatori fortissimi. Mi girano i c******i, sì, però cosa posso farci?”. 

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chicche

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Qualche chicca in ordine sparso. Anzitutto la felicità: “Prima di conoscere Costanza vivevo a Miami, ero un single col sorriso. Diciamo che era una felicità diversa… (ride). Poi mi sono fidanzato, dopo tre mesi ci siamo detti: mettiamo su famiglia. E ora sono passati nove anni. Sono nate Stella e Isabel. Nel frattempo sono tornato in Italia, e ve lo dico: abbiamo il miglior cibo, il miglior mare, le montagne. Ho anche iniziato a sciare, però faccio schifo”. Le prese in giro delle figlie: “Una mi chiama Bobo-Gol, l’altra panzone… Sono tre mesi che mi dicono: ‘Andiamo a Barcellona a vedere Yamal?’. Io rispondo: ‘È difficile’. E loro: ‘Dai che te puoi…’. Fare il genitore è il ruolo più difficile del mondo. Le mie figlie suonano il pianoforte, giocano a padel, fanno ginnastica artistica, atletica. Poi ci sono compleanni tutti i giorni!”. L’abilità in cucina: “Se aprissi un ristorante di insalate, farei i milioni. Le faccio benissimo. Le mangio anche perché devo dimagrire. Quante diete ho iniziato? Un sacco…”. Semplicemente Bobo Vieri.

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