Hojlund e il "Siuuu": ecco perché ha esultato come CR7
L’attaccante danese ha scelto un’esultanza speciale dopo il gol al Portogallo: dietro quel gesto c’è una storia che parte da lontano
L’attaccante danese ha scelto un’esultanza speciale dopo il gol al Portogallo: dietro quel gesto c’è una storia che parte da lontano
Alessandra Vaccaro 2 ottobre - 16:07 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GooglePrima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni, diceva Vincent Van Gogh. È ciò che succede in campo a Rasmus Hojlund, quando si sente ispirato, come nelle ultime apparizioni con la nazionale danese. Il centravanti azzurro ha disegnato calcio, appunto, mentre segnava la rete del momentaneo 2-2 contro il Portogallo. Una rete di forza, di potenza e personalità: lanciato in profondità da Damsgaard, si è involato verso la porta difesa da Diogo Costa, beffandolo con un magistrale tocco sotto. Un capolavoro calcistico, l’azione firmata da Hojlund è da incorniciare. Così come la sua esultanza, una licenza altamente poetica, apprezzata dagli appassionati di calcio di mezzo mondo: il “Siuu” di Cristiano Ronaldo.
VIDEO: Jorge Jesus: "Decido io chi gioca, e su Cristiano Ronaldo..."ispirazione
—“Quando ho segnato non ci ho pensato due volte. Volevo che Cristiano sapesse che ci sono ancora giocatori guidati da tutto quello che ha realizzato. Ha dato così tanto al calcio, e io non ho che rispetto per lui. Forse un giorno, quando la mia carriera sarà finita, guarderò indietro e realizzerò quanto sono stato fortunato a giocare nella stessa era del mio idolo”, ha dichiarato a caldo nel post gara contro il Portogallo. A proposito di sogni, Hojlund ha spoilerato per l’ennesima volta il suo: “Guardare Cristiano giocare è stata una parte enorme del mio amore per il calcio. Vedi giocatori come lui e sogni di raggiungere un giorno quel livello”. L’omaggio di Rasmus Hojlund a Cristiano Ronaldo è da pelle d’oca: racchiude dedizione, duro lavoro e grande rispetto. Principi rari per un giovanissimo come lui. Tanto che a fine partita, quando Jorge Jesus si è avvicinato al danese per complimentarsi, dandogli qualche pacca sul petto, Hojlund lo ha allontanato. Una presa di posizione forte, che affonda le radici nella riconoscenza calcistica a Cristiano, spiegata tra le righe sempre nel post partita: “Volevo solo dedicare il mio gol al mio idolo, Cristiano, per tutto quello che sta passando in questo periodo della sua carriera. Si è fatto un nome che non sarà mai dimenticato nella storia di questo sport, e lo ricorderemo sempre. Per ora, spero solo che sappia che il suo lascito è più grande di qualsiasi momento difficile che potrebbe star passando”.
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la reazione di jesus
—Prevedibile la replica del ct del Portogallo, che non ha gradito l’episodio: “Non so cosa l’abbia spinto a farlo. È ancora un ragazzino, e non ho alcuna intenzione di arrabbiarmi. Io faccio solo il mio lavoro, sempre”. In effetti, l’ex stella del Real Madrid, performante sì ma quarantunenne, si è ritrovato ai margini del progetto tecnico della sua nazionale, al punto che nelle ultime ore è salito sul suo charter direzione Madrid, lasciando il ritiro del Portogallo. Che Ronaldo si stia avviando a fine carriera è certo, che stia lasciando un enorme vuoto nel calcio moderno anche. Hojlund lo sa, ma non riesce a trattenere la contrarietà. “Voglio essere bravo come Ronaldo”, ripeteva fin da piccolo al papà Anders. Hojlund ha sempre avuto chiaro il proprio futuro, e non potrebbe essere diverso se ti scegli un idolo come Cristiano, l’emblema della determinazione. “Un giorno mi disse che lo avrebbe imitato in tutto. Non solo in campo. Tempo due giorni e lo trovai lì, sul pavimento della sua cameretta, a fare sit up, push up e piegamenti sulle braccia. Faceva questo ogni sera prima di andare a dormire”, ha raccontato a più riprese Hojlund senior. Quella di Rasmus per Ronaldo è una vera ossessione calcistica. Di recente ai canali ufficiali della nazionale danese ha dichiarato di custodire con cura la sua maglia, “la più bella che abbia mai ricevuto”. Destini che per poco non si sono incrociati, Cristiano ha lasciato lo United, alla seconda esperienza nel 2022 e Hojlund è approdato a Manchester l’anno dopo. Eppure ci ha tenuto a presentarsi alla Premier come discepolo del portoghese: “Mi ispiro alla sua mentalità vincente. Lui voleva essere il migliore, anche io voglio essere la versione migliore di me”. Il primo “Siuu” di Hojlund al cospetto di Ronaldo, nella gara di Nations vinta contro il Portogallo, era stato seguito da un messaggio di scuse. “Non volevo prenderlo in giro, non l’ho mai pensato neanche lontanamente, ho sempre detto che ha avuto grande importanza per me e per la mia carriera. Stavo giocando contro il miglior calciatore del mondo, il mio idolo”. Il secondo omaggio ha dato meno nell'occhio, considerando l'assenza di Ronaldo in campo. La strada per raggiungere i quasi 1000 gol della stella portoghese è impervia, per non dire impraticabile, ma i due gol e l’autogol propiziato a favore di cui si è reso protagonista Hojlund nelle ultime due settimane con la sua Danimarca fanno ben sperare, per una stagione e una carriera in costante ascesa.
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