Km zero, la scorciatoia delle immatricolazioni vale ormai un’auto su dieci: il caso Byd
La Gazzetta dello Sport

Km zero, la scorciatoia delle immatricolazioni vale ormai un’auto su dieci: il caso Byd

Venerdì 2 ottobre 2026
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Case e concessionari si intestano quasi l’11% delle vetture nuove, ma l’azienda di Shenzhen a luglio ne ha smistate in questo modo il 31,39% del totale di quelle che risultano vendute in Italia, il 30,94% ad agosto

Case e concessionari si intestano quasi l’11% delle vetture nuove, ma l’azienda di Shenzhen a luglio ne ha smistate in questo modo il 31,39% del totale di quelle che risultano vendute in Italia, il 30,94% ad agosto

Gianluigi Giannetti 2 ottobre - 16:04 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Le autoimmatricolazioni in Italia pesano per l'11% del mercato

C’è un modo molto semplice per far crescere le immatricolazioni di automobili senza aspettare che qualcuno entri effettivamente in concessionaria e poi firmi un contratto: autoimmatricolarle. Lo fanno i costruttori e lo fanno i rivenditori, per alimentare il parco demo, i veicoli aziendali o quelli destinati alla stampa, ma anche per raggiungere obiettivi di vendita mensili figurativi, che però diventano poi effettivi successivamente, con la formula di vetture disponibili al pubblico a "km zero". È una pratica consolidata, ma a fare la differenza sono le dimensioni che assume.

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Numeri a colori

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Nei primi otto mesi del 2026 in Italia, secondo i numeri degli esperti dell’agenzia Dataforce, 124.827 vetture sono finite nei canali M&D (Manufacturer & Demo, cioè autovetture immatricolate direttamente dalle case, comprese auto aziendali, stampa e dimostrative) e in quello denominato dealership (per le vetture intestate ai concessionari). Il totale delle due voci vale il 10,95% di tutte le immatricolazioni, praticamente un’auto su dieci. La definizione di “km zero” va quindi presa con cautela, perché il confine all’interno di questi due canali tra quelle che effettivamente lo sono e le autoimmatricolazioni è sfumato. C’è però un elemento che le accomuna: sono vetture intestate inizialmente alla filiera automotive e non direttamente al cliente che le utilizzerà. Il fenomeno è diventato perfino più evidente con l’estate: a luglio le autoimmatricolazioni nel cumulato dei due canali sono state 18.864, il massimo dell’anno; ad agosto sono scese a 11.140 ma, complice un mercato molto più piccolo, hanno raggiunto il 16% del totale. In pratica una targa ogni sei. Dataforce conferma tale quota e segnala che le autoimmatricolazioni risultano ancora in crescita del 6% dall’inizio dell’anno.

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il caso Byd

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Fin qui niente di particolarmente nuovo. L’Italia ha conosciuto in passato stagioni dove il ricorso alle km zero era ancora maggiore, ma la sorpresa è casomai nelle strategie dei marchi che solo ora stanno costruendo la propria presenza sul nostro mercato. Su tutti spicca il caso Byd, che nei primi 8 mesi ha raggiunto 36.549 immatricolazioni in Italia, quasi triplicando i volumi rispetto al 2025. Ad avere un ruolo quantomeno rilevante c’è però il canale delle auto intestate ai concessionari. A luglio ne ha concentrate 1.402, pari al 52,3% dell’intero canale dealership, ovvero il 31,39% del totale di 4.466 auto immatricolate in Italia. Ad agosto Byd ha messo a segno 798 assegnazioni allo stesso canale, a fronte di 2.579 immatricolazioni complessive, quindi il 30,94%. Ad essere concreti, il confronto con gli altri costruttori di asiatici dimostra anche che non esiste una "strategia cinese". Leapmotor ad esempio ha sviluppato una parte rilevante della crescita attraverso le vendite ai privati, favorite anche dagli incentivi alle elettriche, mentre Omoda e Jaecoo non compaiono con la stessa continuità di Byd ai vertici delle classifiche M&D e dealership. Anche Geely, arrivata più di recente sul mercato italiano, ha mostrato finora un ricorso alle autoimmatricolazioni molto limitato.

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Byd Seal U

Modelli a confronto

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Un esempio pratico delle diverse strategie arriva dal confronto fra due modelli direttamente concorrenti. Tra gennaio e agosto la Byd Seal U ha totalizzato 10.030 immatricolazioni, delle quali 4.331, pari al 43,2%, nei canali M&D e dealership. Nello stesso periodo la Geely Starray ha registrato 2.806 immatricolazioni, con 154 vetture, il 5,5%, riconducibili agli stessi canali. Percentuali molto distanti, con evidenti differenze nelle politiche commerciali e distributive. Le km zero restano, comunque, uno strumento da maneggiare con cura, che certo permette ai costruttori di gestire le giacenze in quella che è una normale amministrazione, ma esistono indubbiamente altre formule per rendere i prodotti concorrenziali, diciamo alla fonte, nel momento in cui vengono realizzati e calibrati per mantenere un listino ufficiale realistico rispetto alla capacità di spesa del pubblico.

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