Schwazer, l'allenatore rock di Gianna Nannini: "Bisogna vivere lo sport come fa lei"
La Gazzetta dello Sport

Schwazer, l'allenatore rock di Gianna Nannini: "Bisogna vivere lo sport come fa lei"

Venerdì 2 ottobre 2026
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L'ex marciatore collabora con la cantante che si allena per gare di triathlon: "Mi ha insegnato a prepararmi e quando ha visto la mia serietà ha capito che ci tenevo". Alex: "In Gianna vedo la felicità che può dare lo sport"

L'ex marciatore collabora con la cantante che si allena per gare di triathlon: "Mi ha insegnato a prepararmi e quando ha visto la mia serietà ha capito che ci tenevo". Alex: "In Gianna vedo la felicità che può dare lo sport"

Dal nostro inviato  Francesco Rizzo 2 ottobre - 17:52 - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Alex Schwazer e Gianna Nannini, la strana coppia o forse no. Cosa ci fanno in piazza Duomo a Trento per il Festival dello Sport l’ex marciatore azzurro e la cantautrice senese che a novembre esce con l’album "Giannagold" e nel 2027 torna in tour? Sono uno l’allenatore dell’altra: perché da un’amicizia nata a Merano, si è sviluppata una collaborazione e ora Schwazer prepara la Nannini per le gare di triathlon. "Io mi considero una atleta del rock, una che ha bisogno della gara e faccio pure pilates: ho svolto un allenamento di prova con Alex e lui ha accettato di seguirmi. Anzi, mi ha insegnato a prepararmi e quando ha visto la mia serietà ha capito che ci tenevo", spiega la cantante. Tanto da invitare Schwazer e consorte al suo concerto di Berlino. Alex ripaga la stima: "Lei è molto metodica, come credo sia nella musica quindi è facile allenarla. Bisogna, piuttosto, frenarla. Quello che chiedo, lei fa. Bisogna vivere lo sport come lo fa lei, rock ma precisa. E’ più stancante seguire chi non è motivato”.

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analisi

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Ma prima il 41enne oro olimpico nella 50 km a Pechino 2008, si racconta, sul palco, a qualche giorno dalla richiesta delle analisi della prova B dell’urina risultata positiva al doping (Epo) nel controllo dell’aprile scorso dopo la maratona di marcia dei campionati tedeschi. "Sto abbastanza bene anche se le ultime settimane sono state particolari perché è spuntata una positività cui devo rispondere e quindi sto cercando di capire un po’ di cose, il che costa tante energie. Non ho mai richiesto la prova B, sono disponibile per ragioni procedurali e perché l’agenzia antidoping tedesca ha aperto alla possibilità di valutare un esame con un metodo loro per la prova B. E mi aspetto un risultato importante". Pesa, appunto, la positività all’Epo dopo una gara in Germania, ad aprile (e dopo i casi del 2012 e, contestato dall’atleta, nel 2016): "Ma nello 2016 non avevo la più pallida idea della battaglia che avrei dovuto combattere. E questo test non distingue fra Epo endogena ed esogena. Ovviamente c’è la necessità di capire. Ultimamente non pensavo in modo specifico alle gare. Ma resto un metodico che non smette di allenarsi".

Gianna Nannini in concerto a Berlino. Getty

nuoto

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C’è anche uno sguardo sul passato. "Prima della mia positività del 2012 ero depresso. Mi allenavo senza gioia. Ma ora in Gianna vedo la felicità che può dare lo sport. Se mi sono mai sentito solo? Se penso alla mia famiglia e a chi mi è vicino, no; se parlo di ambiente sportivo italiano sì, a un certo punto ero morto e quello che avrei fatto dopo non contava". Ora pensa al lavoro, ai figli ("Che padre sono? Mia moglie dice no a tutti poi arrivo io e dico sì a tutti") e ad allenare la Nannini. "Ma niente triathlon. Non so nuotare".

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