Bulega: "Tornare in MotoGP era il mio sogno. Ora sono pronto a gestire la pressione"
Il campione di Superbike, dalla prossima stagione in MotoGP: "Ho raggiunto il mio obiettivo per il 2027: sono cambiato e ho capito come si fa questo lavoro. Tornare nel team dove sono partito è motivo di grande soddisfazione"
Il campione di Superbike, dalla prossima stagione in MotoGP: "Ho raggiunto il mio obiettivo per il 2027: sono cambiato e ho capito come si fa questo lavoro. Tornare nel team dove sono partito è motivo di grande soddisfazione"
Dal nostro inviato Furio Zara 2 ottobre (modifica alle 19:54) - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleA tutto Bulegas. Per dimostrare che il talento non basta, se non è supportato da tenacia, disciplina, metodo. Per avere la conferma che si cambia, basta sapersi aspettare al traguardo. La parabola di Nicolò Bulega, fresco campione del mondo in Superbike, è lì a dimostrare che certe volte si fa un passo indietro solo per prendere una rincorsa più lunga. Il trionfo in Superbike con il team Ducati Aruba, dopo due secondi posti negli anni precedenti, segna la svolta per Nicolò, già pronto alla nuova avventura in MotoGP con il team di Valentino Rossi, il VR46. "Lo posso dire: sono tornato a casa, e ci sono tornato cambiato. Più maturo, più consapevole. Con una testa più pronta a gestire tutta la pressione", così Bulega, ospite applauditissimo al Festival dello Sport di Trento, nell’incontro che si è tenuto al Palazzo della Regione. Ora si spalancano nuovi orizzonti. "Posso solo promettere che tornare in MotoGP era il mio sogno: farò del mio meglio". Di lui si dice che - essendo il collaudatore che ha guidato più di qualsiasi altro il prototipo 850 ed essendo esperto di gomme Pirelli - avrà la strada in discesa e addirittura può candidarsi per il titolo. Nicolò non cade nel tranello, si smarca, si sfila. E sostiene: "Non sarà un vantaggio, anche perché avrò avversari di qualità, agguerritissimi, che già sanno tutto e che avranno modo di provare e riprovare". L’unica certezza, oggi, è che a ventisei anni la classe regina arriva nel momento giusto per uno dei piloti più talentuosi della sua generazione. "Ho capito che il talento da solo non basta. Un grande pilota deve avere non due, ma… tre palle".
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—La sua è una storia da film. Ragazzino predestinato, cresciuto nel mito di Valentino, a sedici anni è già nel team del suo idolo. Tutto facile, ma anche no. Ad un certo punto il meccanismo si inceppa. Bulega lo racconta con la lucidità di chi, quel momento, l’ha vissuto con grande sofferenza e lo porta ancora addosso: "Si aspettavano da me troppe cose, facevo del mio meglio, ma i risultati non arrivavano. Avevo un’età strana, ragionavo da ragazzino. Così ad un certo punto ci siamo separati". Per Nicolò è cominciata una nuova vita. Dopo la Moto 3 e la Moto 2, ecco nel 2022 l’arrivo in Aruba Ducati Team Racing: "Dovevo dimostrare qualcosa a me stesso. È stato un viaggio duro, ma alla fine ho raggiunto il mio obiettivo: tornare in MotoGP, cosa che non succede quasi mai perché di solito si scende in Superbike a fine carriera". Lui ce l’ha fatta. "Perché sono cambiato, ho capito tante cose di me, di come si fa questo lavoro. E tornare nel team dove sono partito è motivo di grande soddisfazione. Con Valentino e tutti i ragazzi del suo staff non ci siamo mai allontanati, con Vale siamo sempre rimasti in contatto, mi scriveva quando vincevo, mi incoraggiava. E avere il contratto con la Ducati è un segnale che mi dà solidità. Ora comincia una nuova sfida, sono pronto".
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