Duplantis: "Tamberi un killer. Voglio saltare 6.40, poi magari prendo casa sulle Dolomiti"
Il primatista mondiale dell’asta racconta obiettivi, amicizie e futuro: “Parigi ha cambiato tutto. Los Angeles sarà incredibile. Tamberi è un killer, Jannik un tipo divertente"
Il primatista mondiale dell’asta racconta obiettivi, amicizie e futuro: “Parigi ha cambiato tutto. Los Angeles sarà incredibile. Tamberi è un killer, Jannik un tipo divertente"
dal nostro inviato Davide Chinellato 2 ottobre - 19:35 - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLo accolgono come se arrivasse in pedana, con lo stesso applauso scandito che accompagna i suoi salti. Mondo Duplantis si prende tutto questo applauso, da star del Festival dello Sport, mostrando sul palco perché è un’icona ben oltre la pedana dello sport che ama così tanto. Ma quando vede alle sue spalle l’altezza a cui supera l’asticella, ha una confessione da fare. “Mi sembra altissimo. La gente pensa che sia un pazzo e non abbia paura dell’altezza, ma ce l’ho. Sono stato sull’Empire State Building di recente: ho guardato giù e mi tremavano le gambe. Non quanto a mia moglie però”.
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—È esuberante, Mondo, dominatore come in pedana. Si rivede bambino, a saltare sulla pedana in giardino allestita da papà, appassionato di asta, e confessa: “Sono stato perfezionista da subito, ma i miei genitori sono stati bravi a lasciarmi libero di trovare la mia strada”. Poi racconta i suoi record, la prima vittoria che gli ha fatto capire di poter essere speciale, quei video di Bubka che gli facevano pensare: “Il prossimo posso essere io, perché no?”. La collezione dei record è cominciata anche così, un centimetro alla volta: “Vivere a Montecarlo costa caro, sapete? - dice con un sorriso -. Scherzi a parte, la gente pensa che salti 6.40 in allenamento, ma non è così. Il mio prossimo obiettivo ovviamente è 6.32, ma a lungo termine mi vedo a 6.40. Ho deciso di saltare la stagione indoor quest’anno, voglio allenarmi meglio per Europei e Mondiali. E per battere quel record".
olimpiadi
—Parigi è nello specchietto retrovisore, ma resta il momento determinante della sua carriera. “C’è un prima e dopo Parigi - racconta -. Avevo già vinto l’oro a Tokyo, ma sapevo che vincere la gara non sarebbe bastato. Doveva essere il mio momento: sognavo da sempre di fare il record del mondo alle Olimpiadi, mi sono messo tanta pressione addosso e alla fine ci sono riuscito. È stato magico, ha cambiato tutto”. Anche la sua prospettiva cambia, tanto che la testa di un campione abituato a programmare sei mesi alla volta è già a Los Angeles. “Conosco gli americani, so che a loro piace fare le cose in grande. Se rendo come penso di poter rendere, so che sarà incredibile”.
italia
—Mondo racconta la passione del padre per l’Italia, “Si sente italiano, ma non lo è”, e l’idea che la sua prossima casa possa essere magari sulle Dolomiti. Poi parla dei suoi due amici italiani, Gimbo Tamberi e Jannik Sinner. “Gimbo è un killer, uno che sa sempre come fare la differenza. Lo dico come un complimento: penso ci siano saltatori più bravi di lui, ma lui riesce sempre a batterli. Jannik è un cool dude, è divertente”. Il mondo di Duplantis è fatto di aste e di record, di musica e divertimenti. Ma anche di tanta simpatia. Quella che l’ha reso la superstar di questa edizione del Festival.
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