Duplantis: "Tamberi un killer. Voglio saltare 6.40, poi magari prendo casa sulle Dolomiti"
La Gazzetta dello Sport

Duplantis: "Tamberi un killer. Voglio saltare 6.40, poi magari prendo casa sulle Dolomiti"

Venerdì 2 ottobre 2026
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Il primatista mondiale dell’asta racconta obiettivi, amicizie e futuro: “Parigi ha cambiato tutto. Los Angeles sarà incredibile. Tamberi è un killer, Jannik un tipo divertente"

Il primatista mondiale dell’asta racconta obiettivi, amicizie e futuro: “Parigi ha cambiato tutto. Los Angeles sarà incredibile. Tamberi è un killer, Jannik un tipo divertente"

dal nostro inviato  Davide Chinellato 2 ottobre - 19:35 - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Lo accolgono come se arrivasse in pedana, con lo stesso applauso scandito che accompagna i suoi salti. Mondo Duplantis si prende tutto questo applauso, da star del Festival dello Sport, mostrando sul palco perché è un’icona ben oltre la pedana dello sport che ama così tanto. Ma quando vede alle sue spalle l’altezza a cui supera l’asticella, ha una confessione da fare. “Mi sembra altissimo. La gente pensa che sia un pazzo e non abbia paura dell’altezza, ma ce l’ho. Sono stato sull’Empire State Building di recente: ho guardato giù e mi tremavano le gambe. Non quanto a mia moglie però”.

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RECORD

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È esuberante, Mondo, dominatore come in pedana. Si rivede bambino, a saltare sulla pedana in giardino allestita da papà, appassionato di asta, e confessa: “Sono stato perfezionista da subito, ma i miei genitori sono stati bravi a lasciarmi libero di trovare la mia strada”. Poi racconta i suoi record, la prima vittoria che gli ha fatto capire di poter essere speciale, quei video di Bubka che gli facevano pensare: “Il prossimo posso essere io, perché no?”. La collezione dei record è cominciata anche così, un centimetro alla volta: “Vivere a Montecarlo costa caro, sapete? - dice con un sorriso -. Scherzi a parte, la gente pensa che salti 6.40 in allenamento, ma non è così. Il mio prossimo obiettivo ovviamente è 6.32, ma a lungo termine mi vedo a 6.40. Ho deciso di saltare la stagione indoor quest’anno, voglio allenarmi meglio per Europei e Mondiali. E per battere quel record".

olimpiadi

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Parigi è nello specchietto retrovisore, ma resta il momento determinante della sua carriera. “C’è un prima e dopo Parigi - racconta -. Avevo già vinto l’oro a Tokyo, ma sapevo che vincere la gara non sarebbe bastato. Doveva essere il mio momento: sognavo da sempre di fare il record del mondo alle Olimpiadi, mi sono messo tanta pressione addosso e alla fine ci sono riuscito. È stato magico, ha cambiato tutto”. Anche la sua prospettiva cambia, tanto che la testa di un campione abituato a programmare sei mesi alla volta è già a Los Angeles. “Conosco gli americani, so che a loro piace fare le cose in grande. Se rendo come penso di poter rendere, so che sarà incredibile”.

italia

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Mondo racconta la passione del padre per l’Italia, “Si sente italiano, ma non lo è”, e l’idea che la sua prossima casa possa essere magari sulle Dolomiti. Poi parla dei suoi due amici italiani, Gimbo Tamberi e Jannik Sinner. “Gimbo è un killer, uno che sa sempre come fare la differenza. Lo dico come un complimento: penso ci siano saltatori più bravi di lui, ma lui riesce sempre a batterli. Jannik è un cool dude, è divertente”. Il mondo di Duplantis è fatto di aste e di record, di musica e divertimenti. Ma anche di tanta simpatia. Quella che l’ha reso la superstar di questa edizione del Festival.

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