Gasperini: "Romano al Cagliari? Sacrificato per il bilancio, peccato! Inter forte, ma la Roma è vicina"
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Gasperini: "Romano al Cagliari? Sacrificato per il bilancio, peccato! Inter forte, ma la Roma è vicina"

Venerdì 2 ottobre 2026
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Il tecnico giallorosso: "La sua cessione una plusvalenza necessaria per la società, in lui avevamo visto qualità importanti"

Il tecnico giallorosso: "La sua cessione una plusvalenza necessaria per la società, in lui avevamo visto qualità importanti"

2 ottobre (modifica alle 19:27) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Gian Piero Gasperini al Festival dello Sport in compagnia del ceo della Roma John Galantic: il tecnico giallorosso ha toccato vari temi, dal suo arrivo nella Capitale al rapporto con i suoi calciatori. 

Sull'arrivo a Roma: "Primo allenamento atteso da tutti, in primis da me che affrontavo una nuova avventura, ma anche dai giocatori che sono arrivati preparatissimi, forse temendo anche un po' la mia preparazione. Il primo concetto che ho espresso? Di andare a prenderci noi la palla, senza aspettare che l'avversario la perda"

Sulla difesa: "Ho una difesa di gladiatori, per mesi una delle migliori d'Europa: Mancini lo conoscevo dai tempi dell'Atalanta, Hermoso ha garra ma anche tecnica, poi ci aggiungo Ndicka e Svilar. A Mancini ho detto che l'atteggiamento che prima aveva lo penalizzava: è la prima cosa su cui abbiamo cercato di lavorare. Ne è uscita una stagione fantastica, che lo ha riportato in nazionale". 

Su Cristante: "Lo conoscevo da giovane ed è un giocatore che mette la squadra davanti a sé stesso. Aveva qualità tecniche importanti ma, quando lo abbiamo preso, viveva un momento di difficoltà. All'epoca allenavo l'Atalanta, avevamo appena venduto Gagliardini all'Inter e ho scelto lui dopo una chiacchierata in albergo che mi ha convinto al cento per cento che fosse motivato e pronto". 

Su Dybala: "È partito alla grande, ha entusiasmo e forza. Ci sono stati anni in cui ha avuto fragilità fisica che lo ha fermato e io ho sempre pensato fosse una questione di allenamento. Tutti mi dicevano che aveva dei muscoli di seta, invece ho scoperto che ha una fibra particolare e, con gli allenamenti giusti, ha dimostrato di essere un calciatore sano e valido. A riprova di quello che dico sempre: gli allenamenti sono fondamentali. E infatti ora è tornato a sprintare, saltare l'avversario e presto lo vedremo tornare a calciare da fuori come ai vecchi tempi".

Sui calciatori migliori allenati: "Ho avuto la fortuna di poter contare su tanti calciatori forti, tra cui Dybala che è tra i top. Mi viene in mente Jeda nel Crotone, Milito al Genoa, Ilicic e Papu Gomez all'Atalanta. Sono i 'poeti', calciatori che toccano corde speciali". 

Sui giovani: "Pisilli quando sono arrivato era già conosciuto, Lulli invece l'ho aggregato al gruppo in estate quando ancora non era un titolare fisso nemmeno in Primavera. E le risposte che ha dato sono state subito convincenti. Romano? È un ragazzo molto molto interessante, ma non va giudicato per una partita non andata bene. Noi adulti dobbiamo stare più attenti nei giudizi. La sua cessione al Cagliari? Purtroppo è stata un'esigenza di plusvalenze e bilancio di cui aveva bisogno la società. Capita a volte che i gioielli migliori vadano 'sacrificati' in nome del bilancio. Ed è davvero un peccato". 

Su Malen: "A volte i pianeti si allineano e succedono cose spesso impensabili. Lui era un giocatore conosciuto, tra Aston Villa e Borussia. È stata un'opportunità di mercato e l'abbiamo colta al volo: ci serviva un attaccante e lui era disponibile. Lui è rapidissimo nei tre tocchi in sequenza e più è vicino alla porta avversaria e più può essere devastante. L'ho capito subito sarebbe stato importante, ma non avrei mai immaginato questi numeri. Il record di Higuain? Ci gioco un po', anche per motivarlo..."

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Sull'Inter: “Guardo sempre al nostro percorso, poi l’avversario principale cambia di volta in volta. Prima era la Juventus che vinceva nove campionati di fila, ora è l’Inter che è la più forte conclamata. È bello comunque confrontarsi e ora la sensazione è di esserci avvicinati ai campioni in carica”

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