Caso Malagò, martedì il voto tra molte ombre. Poi partiranno i ricorsi
La Gazzetta dello Sport

Caso Malagò, martedì il voto tra molte ombre. Poi partiranno i ricorsi

Sabato 3 ottobre 2026
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Per l'Anac tocca la Coni decidere chi ha diritto a votare sul commissariamento della Figc. Buonfiglio se perde non vuole mollare, ma gli ex presidenti ritengono sia un atto dovuto

Per l'Anac tocca la Coni decidere chi ha diritto a votare sul commissariamento della Figc. Buonfiglio se perde non vuole mollare, ma gli ex presidenti ritengono sia un atto dovuto

Elisabetta Esposito Giornalista 3 ottobre - 11:56 - ROMA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La battaglia dei pareri sta lasciando posto a quella dei votanti. Martedì 6 ottobre la Giunta Coni discuterà il caso tesseramento di Giovanni Malagò, andando poi a votare il commissariamento della Figc. Il presidente del Comitato olimpico Luciano Buonfiglio ha già da un paio di giorni sul proprio tavolo le considerazioni di quattro affermati giuristi (Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti) e li sta inviando a tutti i membri della Giunta, ma anche a quelli del Consiglio Nazionale che saranno poi eventualmente chiamati ad approvare l’intervento. "Pareri granitici", ha detto lui commentandone il contenuto. Ovviamente a supporto della tesi del Procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, secondo cui per essere candidati ed eletti alla guida di una federazione bisogna essere tesserati. La Figc risponde con cinque giuristi e professori universitari dal curriculum di assoluto rilievo, con tesi opposte che saranno portate in Giunta.

aventi diritto

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Ma il tema del momento come si diceva è un altro. Chi voterà martedì? Gli aventi diritto in Giunta sono 16, ma c’è il nodo del conflitto di interessi. L’art. 7 comma 4 dello Statuto Coni stabilisce che "nel caso il conflitto d’interessi sia limitato a singole deliberazioni o atti, il soggetto interessato deve astenersi dal prendere parte alle une o agli altri". E visto che la questione si deciderà con un margine ristretto, il tema di chi può votare diventa centrale. Per questo il Coni ha chiesto un parere all’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) sulle posizioni di Diana Bianchedi e Elisabet Spina, con la prima che ha interrotto tre giorni fa il rapporto con la Figc dove è stata capodelegazione della Nazionale (a proposito, l’Anac ha sancito ieri che non ci sarebbe stata incompatibilità con il ruolo di vicepresidente vicaria del Coni), mentre la seconda, eletta in quota tecnici, è dipendente del Milan, club che - sottolineano a Palazzo H - ha sostenuto Malagò alle elezioni. L’Anac, ricordando che non ha competenza sul conflitto d’interessi, ha indicato il Coni come ente chiamato a decidere se qualcuno può votare o meno. Un concetto un po’ vago, il Coni ha tanti organi al suo interno, ma a richiesta specifica su chi sarà incaricato del compito, non è stata data risposta. Il motivo? Evitare di dare vantaggio alla controparte... Anche la Figc però potrebbe avanzare delle perplessità su possibili conflitti di interesse, in particolare riguardo alla figura del presidente Buonfiglio. Di certo, vista pure l’assenza di precedenti in questo senso, pioveranno i ricorsi.

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corsi e ricorsi

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Mettetevi l’animo in pace, questa storia nata per il cavillo burocratico del mancato tesseramento del presidente della Figc andrà per le lunghe. In caso di commissariamento, Malagò chiederà subito una sospensiva al Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni, probabilmente facendo anche presente la situazione conflitto d’interesse e votanti. L’iter prevede poi che, in caso di mancato accoglimento del ricorso del Collegio, si passi alla giustizia ordinaria, chiedendo l’intervento del Tar prima e del Consiglio di Stato poi. Sul fronte del diritto puro, senza pressioni e politica di mezzo, la Figc è ancora più certa di far valere le sue ragioni. E se invece il commissariamento proposto da Buonfiglio fosse bocciato? Non sarà il presidente a fare ricorso, ma eventuali altri soggetti che riterranno ci sia stata una violazione. Di certo il presidente del Coni ha intenzione di mettere a verbale chi voterà contro il provvedimento, con annesse spiegazioni, sempre perché - come tiene a ricordare - lui è "un pubblico ufficiale". Un’altra cosa appare chiara: Buonfiglio non ha alcuna intenzione di farsi da parte. In questo senso non c’è nulla di scritto, ma la Giunta è l’organo di governo del Coni, se boccia una proposta del presidente - soprattutto di questa portata mediatica e politica - è evidente che non goda più della fiducia. Chi è in questo mondo da tanto, tra cui alcuni ex presidenti del Coni, si aspetta ancora un passo indietro, soprattutto perché dopo un voto di Giunta contrario di fatto il presidente perde il suo potere. Non è una regola, è qualcosa che si avvicina molto a una prassi di buon senso. Anche per allontanare quelle vecchie litanie da prima repubblica con personalità pronte a tutto pur di non staccarsi dalla poltrona. Mancano tre giorni al voto, anzi tre giorni e mezzo visto che l’appuntamento nella Sala Giunta di Palazzo H è alle 13. Giorni in cui la tensione continuerà a salire, in questo teatro dell’assurdo con al centro il calcio italiano e Giovanni Malagò. Finora il presidente Figc da poco più di cento giorni ha schivato i colpi. E non sono stati pochi. È pronto a combattere ancora.

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