Chivu: "All'Inter voglio costruire qualcosa che duri. Pio Esposito? Ha fatto una scelta coraggiosa..."
L'allenatore nerazzurro: "Oggi dire chi è la favorita in Champions è semplice, dire chi la vincerà no. Pio poteva restare a fare 30-40 gol in Primavera, invece si è messo in gioco"
L'allenatore nerazzurro: "Oggi dire chi è la favorita in Champions è semplice, dire chi la vincerà no. Pio poteva restare a fare 30-40 gol in Primavera, invece si è messo in gioco"
3 ottobre - 12:50 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Non penso mai troppo a lungo termine, perché è partendo con i piccoli passi che puoi raggiungere quelli che sono gli obiettivi che ti permettono poi di sognare più in grande", chiamatela Chivu mentality. Con questo approccio è riuscito a conquistare lo Scudetto alla sua prima stagione sulla panchina dell'Inter e con questo approccio vuole cercare di fare più strada dello scorso anno in Champions League. Perché ai nerazzurri, in fondo, manca solamente quella per coronare il percorso vincente degli ultimi anni. E nemmeno il tecnico lo nega: "Vincere la Champions è bellissimo. È il sogno di tutti".
sogno champions
—"Non esiste una ricetta che ti dà la certezza che puoi vincerla - spiega Chivu ai microfoni della piattaforma FutNet -, non esistono soldi e nemmeno idee che ti permettano di comprarne una. È una somma di tante cose". Il tecnico individua però il momento chiave: "Durante la stagione arrivi a un certo punto, tipo a marzo, e capisci a che punto sei. Perché oggi dire chi è la favorita, sì, sulla carta è semplice. Ma chi arriverà in fondo, chi ce la farà, non è altrettanto semplice da dire". Per lui non è solo una questione di una stagione, ma qualcosa di più duraturo: "Voglio creare e lasciare qualcosa di importante nella pagina di questa meravigliosa società. Sto lavorando per quello". Lui che una Champions l'ha già vinta nel 2009-10, anno del Triplete, ma che non riuscì a festeggiare: "Avevo l'aereo e dovevo tornare in nazionale il giorno dopo, nonostante l'allenatore della nazionale mi avesse dato qualche giorno libero. Ma ho detto 'No, sono capitano della squadra, io devo partire come tutti gli altri'". Ora sogna di riuscire a farlo in altra veste.
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—La storia di Chivu si intreccia con quella di Pio Esposito, suo attaccante fin dai tempi dell'Under 14 nerazzurra. Fu lui a farlo debuttare in Primavera e consegnargli la fascia da capitano ("Rispose alla grande, comportandosi da persona molto sensibile") e ed è stato lui a puntare con decisione su di lui in prima squadra. "Ha sfruttato quelli che sono stati i miei regali e quelli che sono stati i suoi meriti. Lui ha avuto il coraggio, perché nessuno lo racconta, di mollare la Primavera. Poteva scegliere la strada più comoda - sottolinea il tecnico -, poteva fare un altro anno, accrescere l'autostima segnando magari 30 o 40 gol, però ha capito, andando in un altro posto, quanto doveva lavorare". La scorsa estate si sono ritrovati in Prima Squadra e la fiducia dell'allenatore non è mancata: 10 gol nel 2025-26, già 2 nel 2026-27. "Ora è più pronto, più maturo, con la stessa fame e la stessa voglia di migliorarsi", spiega Chivu. Lo stesso Pio dell'Under 14 che oggi è diventato uomo.
i giovani e il talento
—Forte dell'esperienza nelle giovanili, il tecnico rumeno ha detto la sua anche sul tema delicato della dispersione del talento: "Una situazione così drammatica io non la vedo. Per me è una questione di cicli". La colpa allora di chi è? Chivu si assume la responsabilità da allenatore di prima squadra: "È facile puntare il dito, 'gli allenatori del settore giovanile sbagliano, i giovani non ci sono più'. No, non è così, queste sono scuse, bisogna trovare modi e soluzioni nel fare, nel capire dove abbiamo sbagliato noi, perché la colpa è nostra, non è di quelli che arrivano da sotto". La piattaforma FutNet fornisce un servizio a lui e ai suoi colleghi per visionare questi giovani: "È una cosa utilissima, si hanno a disposizione dei feedback importanti, che ti dicono esattamente quella che è la valutazione oggettiva di professionisti che questo mondo lo conoscono bene". E il suo contribuito non mancherà: "È un'opportunità per tutti. Io voglio dare qualcosa indietro al calcio e ho questa possibilità di offrire qualcosa a qualcuno che magari non ha la disponibilità". Dall'ambizione Champions alla valorizzazione del talento: la missione di Chivu non si limita al campo.
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